21 Marzo

21 Marzo, Giornata della memoria e dell’impegno, al tempo del coronavirus

21 Marzo, Equinozio di Primavera. Questo giorno da secoli immemori è simbolicamente il primo giorno di Primavera, il giorno in cui la natura si risveglia dopo il torpore invernale.
Il 21 marzo è anche la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, riconosciuta dalla legge n. 20 del 2017.
Questo giorno ha assunto quindi nuovi importanti significati. E’ diventato il giorno dell’arrivo della Primavera della legalità, del risveglio dei diritti e della solidarietà. Il giorno in cui l’esplosione colorata, civile e idealistica, scaccia via il grigiore dell’inverno del malaffare e dell’intrigo criminale mafioso.
In Italia siamo abituati alle commemorazioni, alle giornate della memoria, per i motivi più disparati. Ma il 21 marzo resta diverso e particolare. Perché non è solo il giorno di una rituale e retorica memoria. È , soprattutto, il giorno dell’impegno. Coloro che vi partecipano assumono su di sé una gravosa responsabilità: quella di proseguire sulla strada tracciata da chi è stato ucciso dalle mafie, dal loro impegno e dalla loro passione civile.
La giornata del 21 marzo, in piena emergenza di corona virus, assume, inoltre, quest’anno, una valenza ancora più pregnante. Indica la “volontà di creare “ponti” tra nord e sud, tra est e ovest. Il 21 Marzo come occasione per ribadire la solidarietà nazionale sulla questione della lotta al virus, per rendere più tangibile il filo rosso che lega tutti i territori italiani nella memoria, nella resistenza, nella elaborazione di culture e prassi sociali, comportamenti di contrasto al male che stiamo vivendo.
Quest’anno questa giornata deve stimolare tutti a elaborare e diffondere la cultura dei valori civili, ad acquisire una nozione più profonda dei diritti di cittadinanza, partendo dalla consapevolezza della reciprocità fra soggetti dotati della stessa dignità. Essa deve aiutarci a comprendere come l’organizzazione della vita personale e sociale si fondi su un sistema di relazioni giuridiche, a sviluppare la consapevolezza che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà, sicurezza non possano considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette.
In questa dimensione il 21 marzo getta semi di speranza. Semi che vanno coltivati e curati con cura. Concimati con l’onestà, la libertà e l’impegno di tanti, diventano alberi immensi, forti e rigogliosi. E’ questa la primavera della legalità, al tempo del corona virus, il risveglio colorato e gioioso dei diritti e della solidarietà.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.