Caro Dio, ti scrivo…

L'estuario del cuore
 L’estuario del cuore

In questo periodo storico attraversato da  conflitti anche religiosi, molti cercano di mettere il nome di Dio dalla propria parte, convinti che la verità sia nei loro pensieri. Si arriva persino ad uccidere nel nome di Dio.  Ma Dio non è di una parte, è la dimensione universale dell’amore. Allora mi rivolgo direttamente a te, caro Dio.

Ovunque tu sia, fammi sentire la tua presenza.  E scusami se ti do del “tu”, ma non sono mai riuscito ad immaginarti seduto tra le nuvole come uno spettatore indifferente delle umane tragedie. Fin da bambino ti ho pensato come un vento leggero, che attraversa le nostre storie. Una presenza discreta, che non si impone. Una soffice carezza nei momenti più tristi. Ho pensato a te come risposta al mistero che mi abita. Non intendo una facile risposta, una risposta di comodo. Al contrario, tu sei la mia risposta piena di dubbi ed incertezze. A volte mi rivolgo a te con rabbia perché non riesco a spiegarmi come sia possibile che un bambino possa annegare in fondo al mare, nella indifferenza totale del mondo. Non capisco davvero il perché di tutto questo dolore.

Mi hanno insegnato che la povertà è una specie di sfortuna che capita a caso. Ma sai, non credo più a questa favola. Io sono convinto che la povertà non sia una scelta delle persone, ma la più crudele condizione umana. E non è un caso se capita, è la conseguenza dell’egoismo. Il mio cuore si riempie di tristezza se penso alle ingiustizie sociali che dividono i popoli, alle guerre sanguinose, alla folle corsa agli armamenti, al saccheggio della natura.

Viviamo un tempo scandito dal rumore delle armi e della violenza e invece abbiamo bisogno di pace. Di ponti che collegano le persone e le loro aspirazioni ad una vita dignitosa. E’ per questo che dobbiamo abbattere i muri dell’indifferenza, dell’egoismo che ci disumanizza.

Caro Dio, nel corso della mia vita ho commesso diversi errori. Mi sono perso tante volte, alla ricerca di cose, di persone, di ideali. Ho rincorso miriadi di sogni. Ed ora che vivo il tempo della stagione matura, se riguardo, come in un film, le sequenze della mia vita mi viene da “sorridere”. Perché ho corso appresso a fantasmi inesistenti perdendomi la bellezza delle cose.

La più grave ingiustizia che facciamo a noi stessi è quella di non gustarci gli attimi quotidiani che la vita ci offre. E’ non capire che non c’è nulla di più prezioso che contemplare un tramonto, l’alba che nasce sul mare, un albero che fiorisce.

La vita è un miracolo irripetibile che non ammette sprechi.

Ti ringrazio Dio anche  per il bene che ho vissuto. Per i volti che ho incontrato. Per le testimonianze autentiche che mi hanno toccato, per l’amore che ho ricevuto. Porto dentro la mia anima il profumo di queste cose e le parole di coloro che hanno accompagnato i miei percorsi più dolorosi, soprattutto nella perdita di persone care. Perché quando l’abisso ti divora hai bisogno di una “voce” amica. Perché ti senti smarrito, impaurito, come un pulcino bagnato.

Caro Dio, ho vissuto la malattia di chi amavo come la salita al calvario dove hai piantato la tua croce. Solo che non ho trovato il seguito della risurrezione. La morte di chi amavo mi ha smarrito. Mi ha fatto precipitare in un vuoto senza fine, avvolto dentro una stanza di gomma, dove anche il dolore diventa un urlo “sordo”. E ho sentito dentro la carne il tuo implacabile silenzio. Solo il tempo cura le ferite e ubriaca il dolore. Tuttavia il tempo è una  medicina che cura ma non guarisce. Restano nell’anima i segni e le cicatrici del male.

Ma non è solo della sofferenza che ti voglio parlare. Voglio raccontarti soprattutto delle gioie che ho vissuto, dell’amore che ho incontrato sui miei passi e che mi fatto rifiorire. Voglio dirti dell’amore che ha baciato il mio cuore. Che si è spalmato sulle ferire dell’anima e mi ha fatto rinascere. L’amore che ci pulsa dentro. Che non fa dormire la notte. Che fa vivere all’unisono nel battito dell’altro.

Caro Dio, ricordo ogni cosa: i baci sussurrati, le parole rubate, gli sguardi pensosi, la complicità degli occhi. E quando guardo il cielo, con i suoi spazi immensi, mi scuote l’anima perché sento che le emozioni vissute, in ogni angolo del cuore, sono custodite, in qualche parte dell’universo, dentro lo scrigno del tempo. E che nulla è perso quando si ama. Perché l’amore è la forza dell’eterno ritorno.

Ti ringrazio Dio per tutte le persone che ho amato, anche per quelle che mi hanno fatto soffrire. Perché anche la gioia conosce le tappe dell’inciampo e del dolore. Ma la bellezza e la luce trionfa sempre e sovrasta ogni cosa, scrive nuove parole dentro la nostra vita. Grazie Dio, soprattutto per avermi donato la gioia dei figli, che mi hanno acceso una inestinguibile speranza. Diventare padre è una esperienza straordinaria, che ti cambia la vita. Perché da quel momento in poi, prima di ogni cosa e di se stessi, vengono i figli. Essi sono il respiro dei nostri passi. Sono la luce che ci tiene compagnia nelle voragini dell’inverno. I figli sono l’amore compiuto, che ci fa vivere in pienezza. I figli sono la tenerezza che ci copre e ci scalda. Ti ringrazio Dio per gli amici che hanno condiviso la mia vita e che hanno reso più piacevoli i miei respiri. Voglio ringraziarti anche per questa stagione che sto vivendo. Che non mi fa pensare alla fragilità che avanza nel corpo. Che custodisce dentro la mia anima tutti gli attimi di bellezza che ho vissuto. Che mi ha fatto scoprire che la felicità non è racchiusa in ciò che hai, ma in quello che sei. Perché sei ricco davvero se sei prossimità per gli altri.

Ed infine, prima di salutarti caro Dio, vorrei ringraziarti per il dono della pittura, che ha spalancato il mio cuore e mi ha fatto esplorare le cime più alte dello spirito. Mi ha fatto sentire unico, diverso, irripetibile, pietra angolare nel grande mosaico della famiglia umana. Grazie allora per i respiri che mi doni ed accettami come sono. Perché siamo tutti gocce dello stesso arcobaleno che ci avvolge. E perché la vita è il tuo dono che non nega, ma accoglie dentro un unico abbraccio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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E' un eccezionale Artista, molto apprezzato anche grazie agli importanti Eventi, nazionali ed internazionali, a cui ha partecipato in veste di organizzatore. E’ un fine poeta. Impegnato nel mondo dell’associazionismo e del Sociale.