I 5 SENSI DELL’ARTE

Il processo Psicofisiologico dell’Arte

 “Chiudo gli occhi e le mani parlano per me, descrivono ciò che a volte non riesco a vedere, leggono con così tanta facilità ciò che c’è scritto nel mio cuore… solo questo, e nulla più..”

Uno dei più grandi doni del genere umano è l’abilità artistica, la capacità di creare opere di inestimabile bellezza. L’arte ci ha accompagnato per secoli e secoli: sicuramente i primi graffiti avevano come scopo quello di comunicare o preservare la storia o le gesta dei primi ominidi non essendoci ancora la parola o la scrittura; ma in seguito cosa ha mosso gli esseri umani verso l’arte, intesa nella sua accezione più ampia?

Guardare questo fenomeno con occhio clinico potrà farci capire quanto ogni singola parte di noi è stata creata per comunicare, per far interagire il nostro mondo interno con tutto ciò che ci circonda. Siamo esseri interconnessi gli uni con gli altri.

L’arte intesa nella sua più ampia accezione è un processo sensoriale, corporeo che interessa tutti i nostri sensi. Essa è il risultato dell’interazione di diversi fattori:  emozioni,  processi cognitivi e  processi fisiologici.

Così come una tastiera di un pianoforte ha tanti tasti diversi, note diverse, così le emozioni, le idee, i ricordi, e le reazioni agli stimoli originano melodie diverse tra loro: le melodia dell’anima.

L’aspetto psicologico in tutto questo processo è basilare, poiché ogni melodia è strettamente connessa con ciò che l’individuo porta dentro di sé, e su lla rappresentazione che quest’ultimo fa della realtà circostante.

Come abbiamo accennato l’esperienza artistica è legata ai sensi.

Ma che ruolo hanno i sensi?

I sensi (l’olfatto, la vista, l’udito, il tatto, il gusto)  avviano un processo di elaborazione e sintesi che origina nel nostro Sistema Nervoso Centrale, in poche parole essi veicolano e permettono la rappresentazione e l’elaborazione di significato che costantemente il nostro corpo fa degli stimoli interni o esterni.

Nello specifico:

Quando una persona percepisce uno stimolo, di qualunque genere, subito entrano in gioco determinate aree cerebrali (Ipotalamo e Sistema Limbico: il nostro Cervello Emotivo) che inviano impulsi parallelamente sia al sistema muscolare che ai nostri organi interni (Sistema Neurovegetativo);

Muscoli e organi interni, a loro volta, rimandano un segnale al Sistema Nervoso Centrale. Questo permette che ci si avvii verso il processo di sintesi dove tutte le informazione assunte vengono elaborate, producendo un particolare vissuto, ovvero il “Sentimento”.

A questo punto non è più importante definire la causa specifica di tutto questo, piuttosto il corpo vive in maniera globale questa sensazione, sia essa piacevole o spiacevole.

Lo stimolo è stato in qualche modo trasformato in un complesso di eventi corporei che assumono il significato di segnale per la persona. Questo segnale permette all’individuo di muoversi nel mondo, comunicando ciò che percepisce.

L’arte, la musica, la danza e il teatro  rappresentano uno strumento di lettura di queste rappresentazioni interne, ecco il perché è tutt’ora utilizzato come linguaggio universale tra gli esseri umani.

L’arte incorpora le idee e i sentimenti, che nascono secondo il processo sovra indicato, con lo scopo di dare voce a un processo che altrimenti non sarebbe udito.

A volte comunicare con l’altro non è facile, il rapporto con le proprie emozioni è difficile da gestire. In questi casi l’utilizzo dell’arte come strumento tecnico può essere utile per il recupero e la crescita della persona nella sua sfera emotiva, affettiva e relazionale.

È un intervento che muove sul non verbale, fonda sul presupposto che “il processo creativo messo in atto per fare arte, produca nell’individuo uno stato di benessere, e migliora la qualità della propria vita”.

L’arte rende possibile vedere e comunicare molto più di quello che le parole possono fare, poiché si tratta di una comunicazione intrisa di significato che si basa in modo diretto su ciò che il nostro stesso copro percepisce. È un processo che viene riconosciuto emotivamente  da tutti, anche da chi lo osserva dall’esterno.

La tela diventa un prolungamento del nostro copro, e il processo di elaborazione e di attribuzione di significato viene posposto all’esterno di sé, eccone la magia.

5 SENSI DELL'ARTE

 

Approfondimenti

Vezio Ruggieri “L’esperienza teatrale: inquadramento psicofisiologico”. Informazione Psicologica, Psicoterapeutica, Psichiatrica. N°27, Roma 1996 pp. 22-29.

www.artiterapie-psicoficologia.it A.E.P.C.I.S. (Associazione Europea Psicofisiologi Clinici per l’Integrazione Sociale).

Condividi questo articolo...Print this pageEmail this to someoneShare on Facebook625Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Pin on Pinterest0

Psicologa –Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Esperta in Disturbi di Personalità e Tecniche di Rilassamento. Socia della Società Italiana Terapia Cognitivo Comportamentale (SITCC).