CHRISTO E LE NUOVE TENDENZE DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Il ritorno dell'artista in Italia con The Floating Piers

Foto - fonte: http://www.thefloatingpiers.com

L’opera di Christo, The Floating Piers, passerella galleggiante che dal 18 giugno fino al 3 luglio attraverserà per un tratto il lago d’Iseo collegando Sulzano a Monte Isola e all’isola di San Paolo, si inserisce in quel fenomeno definito Land Art che, nato a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, vede gli artisti utilizzare come materia prima del proprio lavoro la superficie terrestre, plasmata e distorta al fine da variarne non soltanto l’aspetto estetico, ma anche e soprattutto quello intrinseco. E’ così che nascono delle opere in situ che hanno un legame inscindibile con il luogo in cui sorgono. Questo legame agisce così tanto sul loro significato che è impossibile concepirle altrove. Esse vivono, sono e significano soltanto in quel luogo e per quel luogo. In questo modo viene ridimensionato quel passaggio dallo studio al museo che una volta caratterizzava il lavoro degli artisti. In proposito, l’artista francese Daniel Buren, esponendo le ragioni ed i limiti del creare in studio, aveva affermato che esso implica che l’opera sia “un oggetto manipolabile all’infinito da chiunque” (D. Buren, Le funzioni dello studio). In questo caso, invece, l’opera non è più un oggetto tangibile, che può essere spostato, guardato e installato in maniera convenzionale, ma diventa sempre più effimero, sconvolgendo l’idea di un’opera come unica ed eterna e svincolandosi da concetti come “collezionabile” o “vendibile”.

E’ così allora che la passerella di Christo, realizzata dopo un lungo periodo di pausa dopo la morte della moglie e collega Jeanne-Claude  nel 2009, si legge come un fuoco fatuo, in grado di far camminare sulle acque abitanti e turisti, creando una magia godibile soltanto per poco. Se il pubblico è abituato a quelle sue opere che lavorano in ab sentia, oscurando alla vista dei cittadini monumenti importanti e palazzi storici (un precedente in Italia è l’imballaggio di Porta Pinciana a Roma), in questo caso il lago non viene oscurato, anzi, viene reso ancora più evidente dal contrasto dell’acqua e delle sue increspature, con la passerella di tela polammidica lunga tre chilometri e di colore giallo, le cui gradazioni variano in base alla luce e all’atmosfera. The Floating Piers, allora, fornisce nuovi occhi per osservare quanto in molti avevano già visto tanto volte, forse dandolo per scontato, ma anche quanto i curiosi che, attirati dalla fortissima valenza mediatica dell’opera effettivamente causa anche di disagi in città, giungendo da ogni dove, osservano per la prima volta. Nel camminare sulla passerella bisogna fare attenzione, bisogna prendersi il proprio tempo. E’ questo bisogno di calma, forse un po’ rovinato dal solito turismo di massa, a rendere l’opera di Christo un mezzo per godersi non soltanto l’opera in sé, ma anche tutto ciò che vi sta intorno. In  questo senso le sue opere sono estremamente partecipative e richiedono di essere toccate, vissute, consumate, piuttosto che ridursi alla contemplazione. E infatti è proprio l’artista a dire: “Non ci sono biglietti, orari di apertura, nessuna prenotazione o proprietario. The Floating Piers è un’estensione della strada e appartiene a tutti”. Allora l’opera asseconda perfettamente le nuove tendenze dell’arte contemporanea ad uscire dallo spazio confortante, a volte soffocante del museo, a superare la soglia della rappresentazione degli oggetti a favore della loro presentazione, a scivolar via dal terreno del collezionabile a favore del performabile, rendendo ogni volta sempre più attivo ed irrequieto il dibattito tra che cosa sia effettivamente arte e che cosa non lo sia, in una polifonia di posizioni, critiche e riflessioni.

 

 

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Laureata in Storia e Critica d'arte presso l'Università degli Studi di Salerno, ha partecipato in qualità di critica d'arte a diverse esposizioni, recensendo artisti nazionali ed internazionali. Ha collaborato, inoltre, con diversi giornali locali, sia cartacei che online, pubblicando articoli di carattere socio-culturale.