Italia all’arrembaggio!

Il segreto per vincere? L’orgoglio e l’affiatamento all’interno del gruppo italiano

Foto - fonte internet

Si svolge oltralpe, L’Europeo francese 2016, nel Paese familiarmente chiamato l’esagono dai suoi abitanti, che negli ultimi tempi è stato nel mirino dell’organizzazione terroristica dell’ISIS, che ha impolverato quell’aria di tranquillità e spensieratezza che si respirava nelle metropoli.

Partiti come sfavoriti, tra le critiche non solo dei tifosi italiani ma un po’ di tutti, i ragazzi di Antonio Conte hanno dato prova di tutto il lavoro, svolto dal CT nella preparazione, e della loro arma segreta, arrivando in testa al girone E, qualificandosi anche con un turno di anticipo.

L’asso nella manica della formazione italiana è l’affiatamento: ricordiamo la grande intesa del reparto difensivo formato per i 4/4 da calciatori della stessa squadra (Juventus), elemento che ha conferito certamente solidità e compattezza. Ma quello difensivo non è l’unico reparto che funziona bene: infatti, anche il centrocampo, area che alla vigilia lasciava sperare meno bene più di tutte, sta garantendo buona copertura e, allo stesso tempo, spinta. Certo non di eccelsa classe e qualità, compensate però dalla corsa e quantità (centrocampo a 5). Per quanto riguarda l’attacco, anche se non estremamente prolifico (3 goal in 3 partite), lavora e si muove bene: infatti 2/3 delle reti sono state segnate dal centravanti di peso, Graziano Pellè, che ha dimostrato fisico, forza di volontà e sacrificio, e dall’italo-brasiliano Eder, anch’egli bersaglio di molte critiche, che però sono state smentite dall’importante goal contro la Svezia, partita complicata e poco entusiasmante, che ci ha regalato la qualificazione. Ciò significa, che se l’Italia, anche nelle partite in cui non costruisce chiare e pericolose trame di gioco, riesce comunque a strappare una vittoria, questa squadra è davvero pronta e matura per puntare al titolo. Di ben altro tipo, però, è stata la partita contro l’Irlanda, persa dagli azzurri nei minuti finali, in cui 9/11 dei calciatori titolari sono stati sostituiti, perdendosi così l’affiatamento creatosi nelle gare precedenti. Unico elemento che ha lasciato ben sperare è stata la vivacità che era mancata fino ad allora e che ha portato da subito con il suo ingresso Insigne.

Ora non ci resta dunque che confidare nelle capacità dei nostri rappresentanti e nell’intelligenza ed esperienza calcistica del nostro CT, per la partita contro la Spagna.

Articolo di Aniello Franzese, Giovanni Landi,

Maria Antonietta Arpaia, Maria Teresa Girardi, Ruslan Bezpalko

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