IL POTERE DELLA SCRITTURA TERAPEUTICA

rubrica di priscologia

“Cara dottoressa non riesco a riconoscere la nascita dei miei problemi,

tutto sembra essere così tanto confuso, ma proverò a scrivere quello che ricordo[…]

La mano trema,  ho paura, respiro e cerco di scrivere senza pensarci troppo su […]

 forse tutto nasce dal  rapporto con mia madre. Lei era molto […]”

Tratto dalla storia di vita di M.N.

 

Rapportarsi con la sofferenza non è mai semplice per noi esseri umani, poiché viviamo in una società che sponsorizza incondizionatamente l’idea che la vita debba essere scevra di difficoltà, e dove tutto deve essere perfetto. Ma sappiamo benissimo che non è così!

Un primo passo sarebbe cercare di accettare quello che  succede nel nostro interno, poiché lo stare male non riguarda solo il malfunzionamento dello stato fisico di un individuo, ma riguarda anche la battaglia del suo mondo interno, dove tutto sembra troppo grande da poter essere affrontato. Quando una persona vive costantemente degli stress, dovuti sia ad avvenimenti traumatici esterni che a paure interne a sé, accumula molto dolore, che silenzioso si cronicizza sempre di più. Questo stato di agitazione si cristallizza influenzando l’individuo a livello fisiologico, cognitivo, emotivo e comportamentale. Nello specifico a livello fisiologico si può osservare un aumento del battito cardiaco, aumento della frequenza respiratoria e della secrezione del cortisolo; a livello comportamentale si può osservare un affaticamento cronico, una diminuzione dell’entusiasmo per le nuove iniziative, una scarsa capacità di problem solving; a livello cognitivo uno stato perenne di ipervigilanza e polarizzazione del pensiero; a livello emotivo sbalzi d’umore, forti stati d’ansia e irascibilità.

In questa situazione, di confusione interna e di forte dolore, “l’atto narrativo scritto” offre la possibilità alla persona di affrontare questo stato da una punto di vista diverso. La scrittura permette di ridare significato agli eventi traumatici che hanno turbato la vita interna della persona, permettendo di riappropriarsi della propria esistenza e quindi di rinascere a nuova identità. Se oggi la psicologia sperimentale può elencare questi benefici conseguenti l’uso della scrittura è in gran parte grazie al lavoro di James Pennabaker, psicologo nord-americano, il quale ha analizzato i processi emozionali, cognitivi e comportamentali che si attivano durante l’atto dello scrivere. Durante la sua sperimentazione ha dimostrato che la scrittura, utilizzata in ambito psicologico, assolve a un ruolo molto importante, appunto terapeutico. Quando una persona affida ad un foglio i propri pensieri e le proprie emozioni, descrive le situazioni difficili, sforzandosi di fare luce nel proprio groviglio emotivo, non solo le permette di esprimersi, ma può anche influenzare positivamente il suo stato di salute. Gli effetti negativi degli eventi stressanti, che abbiamo descritto precedentemente, sembrano ridursi in alcuni casi o modificarsi in altri. L’umore migliora, si è più positivi, la persona è pronta a fare nuove esperienze, e vive più serenamente i ricordi del suo passato.

Il foglio come uno specchio dove siamo chiamati ad aprire gli occhi, talvolta su di una realtà che tendiamo a negare, assaliti da emozioni difficili da gestire come la vergogna o la rabbia. Eppure, una lettera dopo l’altra, rimettiamo ordine lì dove vi è caos, così da poter seguire la traccia di noi stessi tra passato e presente, filo diretto con ciò che è aldilà degli occhi. Ciò che fa male diventa osservabile, e riosservabile in tempi e modalità diverse. Il tutto sotto lo sguardo attento e non giudicante di un esperto psicologo. E così il puzzle del proprio animo si ricompone.

Alla luce di ciò che abbiamo detto utilizzare lo strumento della scrittura all’interno di un percorso terapeutico è come avere una marcia nel viaggio alla scoperta di noi stessi.

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

  • Pennebaker J.W. (1997), Opening up. The healing power of expressing emotions, Guilford Press, New York. Trad. it: Scrivi cosa ti dice il cuore, Edizioni Erickson, Trento, 2004.
  • Raffaella Marciano (2015) prefazione: “Sul cuore del mondo”. Tipografia Buonaiuto Sarno, 2015.
  • www.psicologia-editoria.eu: “La scrittura espressiva aspetti psicologici il punto di vista di James Pennebaker”
Condividi questo articolo...Print this pageEmail this to someoneShare on Facebook896Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Pin on Pinterest0

Psicologa –Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Esperta in Disturbi di Personalità e Tecniche di Rilassamento. Socia della Società Italiana Terapia Cognitivo Comportamentale (SITCC).