E.N.G Age: l’intervista

La giovane band rivelazione ci accompagna alla scoperta del suo “This cold cold blue”

Gennaro Caggiano, Simone Oddo, Andrea Santosuosso e Luca Meninno. Segnate questi nomi. Perché ne sentiremo ancora parlare. E molto bene. Sono gli E.N.G Age. La band rivelazione che ci regala musica di qualità.

Una storia pulita che sa di talento e di sogni, di idee e di contenuti. Quattro ragazzi giovanissimi che hanno la maturità di chi sa mettersi in discussione, per crescere e per migliorarsi.

L’Italia ha bisogno di questi giovani che studiano e fanno della cultura la loro arma.

Giovani che, dalla Campania, lanciano al mondo il loro grido di speranza. Un grido, carico dei tormenti di un’età difficile. Un grido, intriso della creatività e dell’innovazione, che fa bene alla nostra Società.

MediaVox Magazine ha avuto la fortuna di incrociare queste 4 vite e di raccontarne l’esempio. Un esempio per chi non ha il coraggio di credere in se stessi ed invece deve osare; un esempio per chi ha paura di credere in valori positivi ed invece in essi può trovare le giuste risposte; un esempio per chi sceglie di non essere mai scontato e mai banale perché sa di poter essere la voce fuori dal branco. Del resto, è davvero alla moda solo chi la moda non la segue ma la detta.

Per i nostri cari Lettori, un’intervista esclusiva al front-man del gruppo: Gennaro Caggiano.

Grinta da vendere, ma anche tanta simpatia… un ragazzo da scoprire che ci regala il biglietto per un viaggio fantastico nell’universo degli E.N.G Age, in un mondo tinto di un “blu” speciale: ora capirete perché…

 

Perché il nome E.N.G Age? Che cosa significa e perché è scritto in questo modo così particolare?

Il nome E.N.G Age ha due significati: il primo significa ‘ingaggio sociale’. Siamo un gruppo con delle idee e degli obiettivi ben fissati in mente come l’abbattimento di ogni sorta di ingiustizia e di ogni muro razziale; ma, soprattutto, abbiamo voglia di dare voce a chi rappresenta il futuro nostro e di questa società: i giovani. Il secondo significato ha un tratto più naturalista; il nome E.N.G Age va interpretato seguendo l’acronimo ‘E.N.G.’: Energia, Natura e Gloria. Un altro grande obiettivo di questa band è quello di combattere affinché il progresso non scada nel progressismo più efferato, con ripercussioni sull’energia e sulla gloria della natura.

Che cosa significa nello specifico “Energia” e “Gloria”?

L’energia della natura, intesa nel nostro modo di pensare, indica l’energia che la natura ha per mantenere un ordine ben stabilito di tutte le cose. Un ordine che noi stiamo distruggendo con le fabbriche, le discariche a cielo aperto, il nucleare e… chi più ne ha più ne metta. Il risultato della distruzione di quest’ordine? Climi sfasati durante le stagioni, piogge acide, valanghe, scioglimento dei ghiacciai, residui di metalli pesanti e radiazioni nell’acqua e nel cibo che, giornalmente, arriva sulle nostre tavole. Sembra una cosa da nulla, scontata, ma è proprio grazie a questa mancata ‘energia della natura che stabilisce un ordine’ che i tumori, anche infantili, aumentano di anno in anno. Il significato, invece, della ‘gloria della natura’ ha un tratto più poetico. La gloria che la natura dimostra in un tramonto, senza essere offuscato da nubi tossiche; la gloria delle foreste dove si respira aria pura, senza gas di scarico e la gloria dei mari cristallini, senza petrolio e senza morti da dover piangere.

Ma che vuol dire essere giovani oggi?

E’ difficile. Nei confronti dei giovani si effettuano discorsi nutriti di qualunquismo e di preconcetti, dimenticando che noi giovani non siamo delle pecore che eseguono ciecamente gli ordini del pastore, tutt’altro! Al giorno d’oggi la generazione giovanile è divisa in due parti. La prima è costituita da chi non prova nessun sentimento e che, pur di sanare la propria apatia, compie gesti violenti, fa uso di droghe in discoteca, stupra le ragazze o picchia i genitori. La seconda parte, invece, è composta da quei ragazzi che ‘provano troppo’, sono troppo sensibili. A volte l’eccessiva sensibilità è una vera e propria tortura atroce, poiché nella società liquida, dove lentamente ognuno di noi affoga, non c’è spazio per il sentimento, ma solo per l’immediatezza. Ed in questa società del culto dell’immediato, i sensibili sempre più spesso si sentono fuori posto, non capiti e magari anche sul baratro del suicidio.

Che cosa è per voi la musica?

Per noi la musica è uno stile di vita, la musica è la nostra vita. A volte con la band si hanno delle discussioni riguardo questo punto e ci domandiamo: ‘ Proviamo a togliere la musica dalla nostra vita. Che cosa rimane?’. La risposta è semplice: ‘Niente.’. La musica, come una madre premurosa, ha saputo presentarsi e starci vicini in alcuni momenti molto difficili della nostra vita, aiutandoci, in quelle situazioni  in cui senza di lei non ce l’avremmo mai fatta. Da quel momento non ci ha mai lasciati e solo grazie a lei abbiamo trovato un modo per poterci esprimere a pieno, per rendere il mondo partecipe delle nostre incessanti tempeste di pensieri e per parlare senza censura, raccontando le cose così come realmente sono, senza addolcimenti di alcun tipo.

Che cosa racconta la vostra musica?

La nostra musica racconta tante storie che vanno dalle problematiche inerenti al mondo dei giovani, a quelle della politica, a quelle del sistema scolastico… Cerchiamo di farci strada  tra lo sporco del mondo in cui viviamo e di far capire che, solo con l’aiuto di tutti, riusciremo a ‘pulirlo’.  Un’altra tematica molto presente nei nostri testi sono i sogni: perché sogniamo? Per cercare di farci strada nelle mille spiegazioni possibili; ciò che vediamo di notte nei nostri sogni inevitabilmente influenza la nostra intera produzione musicale.

Ci sono dei riferimenti musicali ai quali vi ispirate?

Non abbiamo dei gruppi precisi di riferimento, perché la nostra musica non si ferma ad un unico genere: ci piace spaziare, esplorare generi musicali sempre diversi e sperimentare suoni nuovi ed innovativi. Ne abbiamo piene le orecchie di canzoni tutte uguali con lo stesso ritmo e lo stesso testo! C’è bisogno di innovazione, a livello sia musicale che testuale. Bisogna smetterla di bendarsi gli occhi e di dire che tutta va bene, quando invece è tutto il contrario. Il nostro riferimento è la musica in quanto tale, quella che produce canzoni che la gente si porterà nel cuore per tutta la vita, non solo per un’estate!

Un aggettivo che descriva il vostro gruppo?

Appassionato.

 “This cold cold blue”: il brano che vi sta facendo amare da un pubblico sempre più vasto e qualificato…

Questo brano nasce dall’unione di un sogno e di una notizia di telegiornale. Nel sogno, mi trovavo con una ragazza in un posto che non sarei in grado di descrivere. Con un inquietante sorriso sulle labbra, le raccontavo gli effetti della sua scelta di lasciarmi: quelle parole,  poi,  sarebbero diventate le parole del testo. Alla fine, lei, impaurita dalle mie tremende parole, scappò. Io decisi di farla finita impiccandomi poiché nulla aveva più senso,  se nemmeno la persona che ritenevo mi amasse riusciva a reggere il peso dei miei pensieri. La mattina dopo, ascoltando il telegiornale, udii questa notizia: ‘Ragazzo si impicca in camera perché lasciato dalla ragazza!’. Di primo impatto, la sfacciata somiglianza del mio sogno con questa notizia mi fece rabbrividire; poi, una volta calmatomi, scrissi ‘This Cold Cold Blue’ che, da quel giorno, rappresenta il simbolo della nostra battaglia per la comprensione dei giovani e del complesso mondo di emozioni che spesso li e ci attanaglia. Ho scelto di chiamare la canzone in questo modo, perché il blu mi è sempre sembrato un colore neutrale, che passa inosservato ma è capace di non essere né caldo e né freddo; il blu è capace di modellarsi in base alle quantità di bianco o di nero che vengono mischiate con esso. Ed è proprio dalle persone che passano inosservate, capaci di mischiarsi al gregge che dobbiamo aspettarci i migliori o, in questo caso, i peggiori atti.

A quali Progetti state lavorando?

Per il momento il nostro lavoro si sta concentrando principalmente nella promozione del nostro singolo e nelle tappe live, sperando che la gente inizi a seguirci e a venire sempre più numerosa ai concerti. Periodicamente, andiamo nel nostro studio di registrazione a gettare le basi per quello che sarà il nostro primo disco, in uscita per l’anno prossimo.

La collaborazione musicale, anche impossibile, che sognate?

Non sogniamo nessuna collaborazione in particolare poiché noi, E.N.G.Age, amiamo la musica in quanto tale e crediamo che la scelta di un solo artista, come collaboratore, sminuisca la grande molteplicità di musica e di artisti che stimiamo e ascoltiamo.

Siete giovanissimi, la Musica, oltre che una grande passione, sarà il vostro lavoro?

Questo è poco ma sicuro! Abbiamo incontrato e sicuramente incontreremo ancora molti ostacoli, ma siamo pronti a metterci in gioco e a non darla vinta a nessuno; d’altronde, se tutto fosse facile, la vita non avrebbe alcun motivo di essere vissuta.

Dove e come vi vedete tra 10 anni?

Ci vediamo alla Wembley Arena di Londra ad essere gli artefici del più grande sold-out mai registrato prima in quello stadio, davanti a un pubblico di tutte le età, multirazziale e con diverse preferenze musicali. Un pubblico composto da persone uguali, ma colorato da mille diversità.

 

Guarda e condividi il video di “This cold cold blue”:

Gennaro Caggiano – chitarra e voce; Simone Oddo – chitarra e seconda voce; Andrea Santosuosso – basso; Luca Meninno – batteria.

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Viridiana Myriam Salerno, laureata in Giurisprudenza presso l'Università "Federico II" di Napoli, è Avvocato, civilista e penalista, e Giornalista (iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti - Lista dei "Pubblicisti", Ordine della Campania, dal 2009). E’ Direttore Responsabile della Rivista-Web “MediaVox Magazine”, da novembre 2015; è stata Direttore Responsabile de "Il Nadìr.net", dal 2012 al 2015; collabora con i periodici "Eventi" e “Lyceum” e con la rivista nazionale "Albatros Magazine". Per alcune iniziative, ha, inoltre, collaborato con l’emittente radiofonica “Radio Punto Nuovo”. I suoi scritti sono pubblicati in numerosi libri, editi da importanti Case editrici. Si occupa del coordinamento di Uffici-Stampa e dell’organizzazione di eventi culturali; ad esempio, è nello Staff organizzativo del Festival internazionale di Cinema “Italian Movie Award” dalla I Edizione . E’ stata accreditata a rilevanti eventi nazionali ed internazionali, come il Festival di Sanremo, il Taormina Film Fest e l'Ischia Film Festival (entrando nello Staff Stampa di quest'ultimo nel 2016).