Classe Zeta: il film / Intervista a Valentina Ghetti

Dal 30 marzo 2017, l'attesissimo film di Guido Chiesa con un supercast di giovani talent

Valentina Ghetti è giovane, bella e talentuosa. Simpatica ed ironica. Parlare con lei è davvero un piacere.

 

Abbiamo intervistato Valentina a pochi giorni dal debutto sul grande schermo dell’attesissimo film di Guido Chiesa. Dal 30 marzo, tutti al Cinema per gustare “Classe Zeta“. Un Cast davvero interessante: giovani talenti e attori molto amati dal pubblico italiano. Una commedia che promette scintille. Farà sorridere ma anche riflettere, con una attenzione particolare soprattutto alle nuove generazioni. Prodotta da Colorado Film, in collaborazione con Medusa e ScuolaZoo, la pellicola ha una trama molto godibile, incentrata sulla quotidianità di un gruppo di ragazzi svogliati che, durante l’ultimo anno di Liceo, finisce in una nuova classe creata appositamente per chi non ha voglia di studiare. Zero studio, zero regole, zero in condotta: l’unica classe in cui l’alfabeto inizia dalla Z!

Valentina Ghetti è una delle protagoniste: interpreta il ruolo della Professoressa Bonelli, docente di matematica, temuta ed antipaticissima. Severo e intransigente, il suo personaggio scarica le proprie frustrazioni sugli Studenti. Fa parte del Collegio Docenti della Commissione di valutazione dei ragazzi; nei panni del Commissario esterno, Antonio Catania e, invece, nel ruolo del Preside c’è Alessandro Preziosi.

Conosciamo meglio Valentina…

Una donna di classe. Una ragazza solare. Occhi profondi, sorriso contagioso. Nota al grande pubblico grazie alla sua partecipazione ai programmi “Eccezionale veramente” e “Colorado”, nelle vesti di comica, è un’attrice a tutto tondo, con tanti anni di recitazione alle spalle, nonostante la giovane età.

Quando hai deciso di diventare attrice?

Da piccola. Credo che essere artista sia una forma di vocazione: non avviene una vera e propria scelta consapevole e, quando la si realizza, generalmente, è troppo tardi per cambiare strada! Sin da bambina, sentivo la necessità di esprimermi attraverso un atteggiamento istrionico e le recite dei tempi dell’asilo sono state il mio primo palcoscenico!

Hai interpretato molti ruoli interessanti in film ed in fiction di successo: quale interpretazione ti ha più formato?

Probabilmente, “Cesare Mori, il prefetto di ferro”, trasmesso da Rai Uno per la regia di Gianni Lepre. Un regista con una formazione teatrale mitteleuropea, che riesce a tirar fuori da ogni attore il meglio di sé. Ed inoltre “Le dissolute assolte, ovvero le donne del Don Giovanni” di Luca Gaeta che mi accompagna da cinque anni, sia artisticamente che umanamente.

E, invece, l’esperienza lavorativa che ricordi, istintivamente con maggiore affetto?

Di getto, rispondo “Eccezionale veramente” perchè è stata un’esperienza bellissima ma arrivata in modo del tutto casuale ed inaspettato. Quando sono andata al provino, all’inizio, mi sono sentita solo un numero tra centinaia di numeri; ero tentata dal tornare a casa. Poi, l’audizione, invece, è andata benissimo e, alla fine, essere stata premiata da Pupi Avati è stato per me un grosso riconoscimento.

Nel tuo futuro, speri ci sia più Cinema, Televisione o Teatro?

Sono tre mondi affascinanti, diversi e tutti da esplorare. La televisione, ad esempio con “Colorado”, mi ha dato molta notorietà. Ma nel mio futuro spero ci sia tanto Cinema. 

E il ruolo che ti piacerebbe interpretare? Una collaborazione illustre che non è ancora arrivata?

Di base, io sono un’attrice drammatica ma, poi, la mia carriera mi ha regalato tanti personaggi comici, con mia enorme soddisfazione. Non nascondo che sarei felice di interpretare un ruolo “onirico” in un film “surreale”. Mi piacerebbe essere diretta da Sorrentino oppure da Virzì.

Quali sono, secondo te, le doti nel mondo dello Spettacolo che un attore di successo deve avere?

Talento ma anche tanta resistenza, infinita passione e la voglia vera di studiare sempre, senza mai smettere di mettersi in discussione.

Un consiglio per i nostri giovani Lettori?

Studiare e… studiare! I giovanissimi, forse, rispetto ai giovani della mia generazione sono avvantaggiati dalle maggiori possibilità che i canali social offrono loro. La nostra Società è multimediale e questa caratterista non è sempre negativa. Oggi è più semplice far conoscere il proprio talento perchè ci sono tantissimi strumenti tecnologici a nostra disposizione, con un notevole abbattimento, ad esempio, delle distanze.

Tre aggettivi che descrivono il tuo carattere?

Tenace, autoironica, sognatrice.

Parliamo del tuo personaggio in “Classe Zeta”…

L’odiosissima Professoressa Bonelli! E’ il mio opposto, ve lo giuro! E’ acida e frustrata. In comune con me ha solo le scarpe… nel senso che le scarpe che vedete sullo schermo sono le mie!!!

In realtà, si dice che le scarpe dicano molto di una donna…

Sì, ma vi assicuro che è l’unica cosa di me che ho messo nel personaggio!

Ci racconti un aneddoto simpatico legato al film?

Durante le riprese, io ho legato molto e subito con Greta Menchi ma, all’inizio, non sapevo che fosse così amata dai giovani: l’ho capito quando ho appreso che tutti i ragazzi che giravano con noi, mi invidiavano per la nostra amicizia e, mentre parlavo con lei, mi guardavano con ammirazione. E’ stata una sorpresa buffa e piacevole che mi ha fatto avvicinare al mondo dei Social Networks.

Perchè andare a vedere “Classe Zeta”?

Perchè è un film divertente e riflessivo al tempo stesso. Tematiche attuali che uniscono, in modo trasversale, più generazioni. Una commedia da vedere con la famiglia o con gli amici e, dopo, fermarsi a discutere, riscoprendo il gusto di una bella chiacchierata. Inoltre, invito tutti i Lettori di MediaVox Magazine ad andare al Cinema per vedere “Classe Zeta” perchè dopo vorrei leggere tanti commenti sulla Professoressa Bonelli… sono curiosa di sapere quanto la odierete e, mi raccomando, non siate buoni con lei, non lo merita!

 

Bellissima fotografia di Valentina Ghetti, scattata dal talentuoso attore e fotografo Fabrizio Stefan

 

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Viridiana Myriam Salerno, laureata in Giurisprudenza presso l'Università "Federico II" di Napoli, è Avvocato, civilista e penalista, e Giornalista (iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti - Lista dei "Pubblicisti", Ordine della Campania, dal 2009). E’ Direttore Responsabile della Rivista-Web “MediaVox Magazine”, da novembre 2015; è stata Direttore Responsabile de "Il Nadìr.net", dal 2012 al 2015; collabora con i periodici "Eventi" e “Lyceum” e con la rivista nazionale "Albatros Magazine". Per alcune iniziative, ha, inoltre, collaborato con l’emittente radiofonica “Radio Punto Nuovo”. I suoi scritti sono pubblicati in numerosi libri, editi da importanti Case editrici. Si occupa del coordinamento di Uffici-Stampa e dell’organizzazione di eventi culturali; ad esempio, è nello Staff organizzativo del Festival internazionale di Cinema “Italian Movie Award” dalla I Edizione . E’ stata accreditata a rilevanti eventi nazionali ed internazionali, come il Festival di Sanremo, il Taormina Film Fest e l'Ischia Film Festival (entrando nello Staff Stampa di quest'ultimo nel 2016).