I VOLTI DELL’ALTRO / INTERVISTA A FILOMENA LAMBERTI

I segni del'acido sul volto lanciano un messaggio d'amore, di speranza e di coraggio

Grande successo per lo spettacolo de “La Nave dei Folli” intitolato “I volti dell’Altro”, in scena il 1 giugno 2017 presso il Centro sociale di Sarno (SA). Forte la testimonianza di Filomena Lamberti che porta sul suo volto i segni dell’acido.

 L’Altro è colui che è folle, diverso, pazzo, matto. E’ colui contro il quale si scaglia la società della logica e della ragione. Dimenticato. Disprezzato. Il suo urlo di dolore e il suo sangue non valgono nulla. L’Altro è solo: chiede aiuto, ma nessuno risponde. Eppure, l’Altro, nelle sue sfaccettature, è spesso il protagonista della Storia.

 A questo tema molto attuale, La Nave dei Folli, la Compagnia Teatrale del Liceo Classico-Scientifico-Linguistico-Scienze Applicate “T. L. Caro” (Dirigente Prof. Giuseppe Vastola), ha dedicato il suo nuovo Spettacolo, “I volti dell’Altro“.

 Protagonisti assoluti della manifestazione sono stati gli studenti del T.L.Caro che hanno dimostrato sul palco la loro professionalità, interpretando magistralmente i propri ruoli. Importante è stato il Patrocinio dell‘Amministrazione comunale di Sarno e la collaborazione della “Commissione Pari Opportunità Sarno” e delle Associazioni “Mediavox” e “Spazio Donna”.

 Testimonial e ospite d’onore della serata è stata la signora Filomena Lamberti, il cui volto porta, purtroppo, i segni dell’acido. Quell’amore malato lascerà per sempre i suoi segni sul volto e sul corpo di Filomena. Eppure, nonostante le tante operazioni e le grandi avversità che ha dovuto affrontare, oggi Filomena si definisce “libera”. E’ un’affermazione forte, che induce a riflettere. Ora Filomena ha vita difficile, ma nuova. Ora Filomena è felice perché finalmente può assaporare le cose belle della vita, senza la paura che qualcuno glielo possa vietare.  E’ una donna forte e determinata. Sebbene sia stata una delle “vittime della giustizia”, Filomena crede ancora molto nella giustizia e nelle Istituzioni italiane. Il suo appello è molto chiaro: denunciare anche al primo accenno di violenza, perché “se accetti anche un solo schiaffo, sei già preda della violenza“.

 Nel testo dello Spettacolo “I volti dell’Altro”, scritto dal Prof. Franco Salerno, con la collaborazione della Sezione-Scrittura creativa de “La Nave dei Folli”, c’è un’intera scena, scritta da Viridiana Myriam Salerno, liberamente ispirata alla vicenda di Filomena Lamberti.

INTERVISTA A FILOMENA LAMBERTI

 Ci racconti un po’ della sua esperienza…

 La mia esperienza risale a molti anni fa: io ho incominciato a fare i miei errori durante l’adolescenza quando facilmente si confonde il ‘possesso’ con l”amore’: l’amore vero non è possesso, ma è rispetto da ambi le parti. Anche da fidanzati, il mio ex marito è stato sempre molto possessivo; io allora ho erroneamente accettato la sua gelosia e ho scambiato appunto il possesso con l’amore, ma… amore non forse non è mai stato. A ventidue anni, mi sono sposata perché sono rimasta incinta: quella, per me, è stata una speranza di cambiamento ma, invece, purtroppo, è stata solo una triste illusione. Lui non è mai cambiato, anzi è peggiorato.

 Che cosa significa stare accanto ad un uomo che è ‘possessivo’?

 Quando stai accanto a un uomo che è possessivo, che ti proibisce di fare tutto, ti senti chiusa in un cerchio dal quale tu difficilmente uscirai: l’uomo possessivo ti isola da tutto e da tutti. Io non ho mai avuto un’indipendenza economica perché ho sempre lavorato con lui e questo mi ha costretto a sopportare tante cose che avrei dovuto denunciare per andare avanti.

 Ci può raccontare che cosa è successo?

 Quando i miei figli sono diventati grandi, ho pensato che il nostro matrimonio sarebbe potuto finalmente finire; nel 2011, ho iniziato a parlare di separazione ma la situazione si è prolungata perché ho deciso di aspettare il matrimonio del mio primo figlio nel 2012. Dopo quindici giorni dal matrimonio di mio figlio, tra me e il mio marito c’è stato un confronto che poi per me si è rivelato ‘fatale’. Ore 20:30 di domenica sera. All’inizio lui mi è sembrato concorde nell’accogliere la mia decisione di separarci… ma subito dopo ho capito che era solo tutta apparenza… a poche ore da quella discussione, lui è venuto accanto a me che ero a letto, mi ha toccato sulla spalla e mi lanciato una bottiglia di acido addosso. In un lampo mi ha cancellato il mio passato, con una rabbia e una violenza inaudite. Ho riportato ustioni per il 70 % del corpo ed è iniziato un altro tipo di calvario per me.

 Quant’è importante reagire in queste situazioni e avere la forza di andare avanti?

 E’ importantissimo: se fossi morta allora, adesso farei parte del lungo elenco delle donne ammazzate. Miracolosamente, sono rimasta in vita ed ho il dovere di non sprecare quest’altra vita che mi è stata concessa! E’ una vita da donna libera: nella quotidianità, faccio le cose che mi sono state proibite in tanti anni… anche solo prendere un caffè con un’amica, fare quattro chiacchiere, fare la spesa al supermercato… tutte cose che io non ho mai fatto in vent’anni di vita accanto a lui. E, poi, ho il dovere di trasmettere soprattutto ai giovani la mia esperienza.

 Lei, però, è stata anche una “vittima” della Giustizia. Che cosa pensa della Legge ?

 Io dico sempre che bisogna credere nella giustizia. Purtroppo, io sono ‘inciampata’ in un avvocato che forse non è stato all’altezza del compito che doveva svolgere: un avvocato donna che non si è mai interessata della vittima che doveva difendere… non ho ancora capito il perchè! Il mio ex marito è stato condannato a 18 mesi e ha scontato solo 15 mesi! In seguito alla mia vicenda, ci sono stati molti altre vicende similari alle mie ed, in effetti, in quei casi ho fortunatamente visto che la giustizia è stata più ‘giusta’. Bisogna sempre credere nella giustizia: io ho fatto l’errore di non aver mai denunciato il mio ex marito ogni volta che mi ha picchiato o mi ha vessato; forse, se avessi denunciato, non sarebbe andata così. Denunciate! Denunciate anche al primo accenno di violenza! Scappate da ‘amori’ malati immediatamente: se si accetta anche un solo schiaffo, si è già preda del ‘mostro’. Se entri nel tunnel, la violenza può non avere mai fine.

Davvero commuovente è stato, alla fine dello spettacolo l’abbraccio tra Filomena Lamberti e le bravissime studentesse/attrici, Maria Teresa Milone e Cristiana  Gioa Ciniglio, che hanno dato vita sul palco alla sua storia, raccontando la vicenda prima e dopo la violenza. Il  difficile ruolo del marito, invece, è stato impersonato da Pasquale Franzese; il drammatico personaggio del figlio da Armando Annunziata. Eccezionali, però, tutti i componenti della Nave Dei Folli: dagli attori, ai musicisti, ai cantanti, alle ballerine, allo staff organizzativo e tecnico, ovviamente al Dirigente, ai Docenti, ai collaboratori tutti… un gioco di squadra vincente!

Il pubblico, alla fine della rappresentazione, emozionato, è scoppiato in un lunghissimo applauso d’amore.

Il trucco è stato finemente curato dalla Fairy Academy di Nocera Inferiore; le talentuose truccatrici, coordinate dal Maestro Bruno Pagliarulo, sono: Veronica Cannavacciuolo, Vanessa De Maio ed Annalaura Arcucci.  Il Docente di effetti speciali è Sergio Ferraioli, la Docente trucco artistico dell’Accademia è Giovanna Semerano.

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Studentessa del Liceo classico "Tito Lucrezio Caro" di Sarno, è una ragazza simpatica ed estroversa. È appassionata di musica e di sport; in particolare di calcio. Le piace leggere libri e il suo scrittore preferito è Alexandre Dumas.