RICOMINCIO DA TRE: L’APERILIBRO

Afragola (NA): i buongustai della lettura insieme a quelli dell'aperitivo.

Si è concluso con un grande entusiasmo il terzo appuntamento con l’Aperilibro, l’evento che riunisce nella saletta bar di Contropiano Food and Coffee di Afragola (NA) i buongustai della lettura con quelli dell’aperitivo.

Un’idea per la divulgazione di nuove proposte letterarie, che rifugge i classici canoni delle presentazioni dettate dal mercato e dalle case editrici per affidarsi al semplice istinto e alla curiosità di chi ama leggere e soprattutto di chi è interessato a condividere pareri e riflessioni secondo i vecchi metodi di interazione: i rapporti face to face. Fra drink e patatine, caffè e tramezzini, giovani, giovanissimi e meno giovani si sono ritrovati, ieri sera,  a scambiarsi reciprocamente i loro diversi punti di vista su un argomento molto attuale al giorno d’oggi: il bullismo.

La peggio gioventù (breve saggio sul bullismo a scuola e le sue conseguenze)” di Giuseppe P.Fazio e Caterina Sasso è stato accolto con grande piacere, grazie alla semplicità con cui è stato trattato un argomento tanto complesso. A supportare gli autori presenti in sala, una piccola squadra di esperti in  materia: Amalia Rodontini, psicoterapeuta e docente all’università della campania L.Vanvitelli; Giusy Forte, operatrice di Telefono Azzurro dell’area 2 nord di Napoli; Stefania Cianci, insegnante presso la scuola media L.Velotti di Casoria; Stefania Piccolo attrice e coordinatore di laboratori di formazione teatrale per ragazzi con disagio; Livia Iannotta, giornalista.

Complimenti di cuore agli eccezionali organizzatori: Valentina Viscione e Tommaso Credendino.

Abbiamo intervistato Tommaso…

Viviamo un momento storico in cui un “mi piace” virtuale rappresenta un modo semplice e poco impegnativo per affermare la nostra partecipazione alla vita sociale.  E’ possibile e soprattutto utile spingere le persone a riunirsi e a tornare “indietro nel tempo”?

E’ vero che oggi crescono numerose le piazze virtuali ma non dimentichiamoci che ancora esistono quei luoghi veri, fisici, di cui ti puoi portare dietro i profumi, l’atmosfera e tutto ciò che riesci a cogliere con tutti e cinque dei tuoi sensi. Io sono “figlio d’arte”, nel senso che già la mia famiglia possedeva un piccolo bar che, da adulto, ho deciso di rilevare. Da allora, il mio intento è stato subito quello di mantenere quello spirito di convivialità con cui mio padre ha portato avanti l’attività. Ho dovuto ben presto fare i conti con la “fretta” che intanto attanagliava e attanaglia le persone. Allora, ho cercato di rendere il mio locale quanto più accogliente possibile, stabilendo rapporti non solo di fiducia con i miei clienti, ma anche di scambio reciproco del tempo. E così, poco a poco, sono diventato un punto di ritrovo per prime colazioni più ricche e più lente, per caffè più lunghi, per attimi distensivi lontani dallo stress da lavoro. Ecco perchè quando mi è stata proposta l’idea dell’Aperilibro, l’ho accolta immediatamente, con ottimismo ed entusiasmo.

Associare l’aperitivo alla divulgazione di un libro rende tutti meno formali e più rilassati…

Si. Autori e pubblico si mescolano: diventano una compagnia di amici improvvisata che si scambia vicendevolmente pareri e riflessioni su uno specifico argomento. E’ bello assistere alle voci che a volte si sovrappongono per l’ansia, positiva, di esternare il proprio punto di vista; è bello anche vedere come le eventuali divergenze si risolvano con un semplice “cin cin”. Qui non ci sono faccine gialle con le espressioni categorizzate, ma persone attive che non temono il confronto vis à vis. Credo che in un periodo in cui tutto va sempre troppo di fretta e molte delle nostre interazioni sociali, quando non dettate dal lavoro, si consumano con la messaggistica istantanea, abbiamo il dovere di fermarci un attimo a vivere un pò di tempo di qualità.

Quale criterio adottate per la scelta del libro da presentare?

Emozione pura e basta. A volte è quella che proviamo noi stessi difronte a certe pagine, altre volte è quella che ci trasferiscono i lettori… in questo caso, ci apriamo alle loro sensazioni e lasciamo che ci affascinino, che ci sorprendano.

Un argomento difficile ed attuale, come il bullismo, prevede il trasporto di emozioni più inusuali… che cosa vi ha spinto ad affrontarlo?

La rabbia e l’angoscia che ci pervade quando apprendiamo dei suicidi di giovani adolescenti, vittime dell’immaturità e della leggerezza dei loro stessi coetanei. Condividere un tale argomento e leggerlo secondo i punti di vista degli esperti del settore, non è una scelta ma un dovere  per la sicurezza dei nostri ragazzi.

Salutiamo Tommaso Credendino, complimentandoci con lui e con Valentina Viscione, ed iniziamo a dialogare con l’attrice Stefania Piccolo che ha introdotto l’argomento, recitando la parte di Giancarlo Catino ne Il Monologo sul bullismo di Massimiliano Bruno. Subito dopo la sua lettura, pubblico e relatori si sono lasciati andare liberamente, come fossero nel salotto della propria casa, a tutti i dubbi e alle riflessioni del caso.

Abbiamo poi rivolto alcune domande alla Prof.ssa Stefania Cianci

Lei ha parlato di “mancato gioco di squadra” da parte degli adulti. Che cosa si intende?

Oggi pare ci si affanni in una corsa alla prevaricazione sull’altro e, allora, genitori, insegnanti, psicologi, amici si confondono all’interno della loro stessa presunzione, rischiando di perdere il tempo a cercare il capo espiatorio di un fallimento invece di affrontare i problemi legati alla crescita dei loro piccoli.

L’insegnante, il cui ruolo viene spesso identificato come prolungamento di quello genitoriale, in che modo affronta il bullismo?

Bisogna valutare il caso concreto.  Purtroppo, l’unica cosa che possiamo fare noi insegnanti è innanzitutto osservare attentamente i nostri ragazzi. Cercare sempre di instaurare un rapporto di fiducia. Ma, spesso, la vera difficoltà sta nel passo successivo che dobbiamo compiere: il dialogo con le famiglie. Non sempre, ci troviamo difronte a persone adulte, capaci di “accettare ” il problema…

Ci è venuto spontaneo rivolgerci, a questo punto, anche a Caterina Sasso, mediatrice delle dinamiche familiari.

Caterina Sasso ha diciarato: “Mi ritrovo spesso ad affrontare casi in cui la vittima tiene per se il suo terrore, il suo dolore, perchè consapevole del fatto, molto probabilmente, che il suo problema verrà sottovalutato. Peggio ancora, capita che gli adulti tendano a risolvere il tutto con la punizione dell’aggressore, ciò determina l’isolamento sociale di chi ha denunciato, anche da parte di coloro che non hanno partecipato direttamente all’episodio. Tali interventi che siano di sottovalutazione o di punizione, trasmettono alla vittima e al gruppo dei pari, la legittimazione di un atteggiamento passivo. Ciò spiega il perchè, oltre il cinquanta per cento delle denunce viene ritirato.”

Interessante l’intervento di Amalia Rodontini, psicoterapeuta e vicepresidente di Telefono Azzurro Area Nord di Napoli

Come va affrontato il bullismo?

Bisogna contrastare i segnali di rischio e le cause che sottendono al disagio, individuare fattori di protezione e tutte quelle risorse socio relazionali che consentono un sano sviluppo del minore, che mettono in atto cioè, modalità relazionali basate sulla non violenza.

Concludiamo con un bilancio sulla Manifestazione di Tommaso Credendino

Il pubblico ha partecipato molto attivamente all’evento: Afragola è una provincia e come tale, viene facilmente e superficialmente, tacciata di lassismo, pigrizia e di mancate iniziative culturali; pensi che questa vostra iniziativa avrà un seguito?

L’entusiasmo con il quale è stato affrontato quest’incontro, ci ha dato la carica per attivarci ancora di più. Adesso metteremo a punto altre proposte e altre idee… nel frattempo, già sappiamo che a settembre, ricominceremo proprio da questo terzo appuntamento per coinvolgere anche le scuole. Ovviamente, il comune denominatore di qualsiasi iniziativa, sarà l’interazione di gente vera che condivide veri spazi e sa percepire la bellezza nelle cose semplici, come la chiacchierata di ieri sera in cui amici, conoscenti e sconosciuti, si sono dedicati del “tempo di qualità” avanti ai loro spritz.

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