La Città che urla segreti

FESTIVAL SALERNO LETTERATURA/ Grande successo di un Evento originale

festival-letteratura-salerno12Presentato il thriller storico di Franco Salerno, ambientato nella Napoli misteriosa e pubblicato da Guida Editori

Salerno, Tempio di Pomona. Domenica 18 giugno, ore 12. A mezzogiorno, infatti, e non a mezzanotte, secondo gli antichi, apparivano dei fantasmi. Che si aggirano conturbanti sulla Terra, tra raggi di sole e inaspettate folate di vento. E di fantasmi si parla in questo Tempio, dedicato alla dea romana dei frutti. I fantasmi, gli incubi e le imprevedibili avventure che costituiscono il “fil rouge” del romanzo di Franco SalernoLa Città che urla segreti”, un thriller storico ambientato nella Napoli misteriosa, pubblicato da un marchio prestigioso (Guida Editori, euro 12, in vendita anche su Amazon, IBS, Mondadori Store e Sito di Guida) e presentato in Anteprima nazionale nell’ambito del “Festival Salerno Letteratura” (diretto da Francesco Durante), che, per il “Corriere della sera” è “il più grande Festival letterario del Sud Italia”.

Della trama possiamo svelare poco ai nostri lettori; daremo solo qualche indizio. Il plot prende l’avvio dalle frasi più sorprendenti di una conferenza: “Il nostro cuore è una terra di nessuno. E noi non sapremo mai da chi è abitato. Dall’amore? Dai ricordi? Dal Bene? O forse dal Male?...”. Queste misteriose parole risuonano, nel clima surreale di una sera d’estate, nella Cappella Sansevero di Napoli, pronunciate da Elias Norton sul simbolismo dei Mostri. Ad ascoltarle, rapito dal loro fascino, è un antropologo napoletano, Giacomo De Marinis. Che, per caso, si è imbattuto in un epigramma in latino sul segreto di quattro testi chiamati “i codicilli”, nascosti in altrettanti templi napoletani. La ricerca di questi documenti, ostacolato da strani antagonisti, procede a zig zag, per tentativi e per errori. La trama, avvincente e suadente, incentrata su un linguaggio cinematografico, si snoda attraverso i luoghi della Napoli misteriosa, tra delitti e colpi di scena, occultamenti e svelamenti, fino alla conclusione che lascia spiazzato il lettore.

L’Evento si è svolto alla presenza di un pubblico folto e qualificato: dirigenti scolastici, docenti, studiosi, giornalisti e studenti del Liceo “T.L.Caro” di Sarno, che hanno seguito con grande attenzione una originale Presentazione-Spettacolo, che peraltro si è snodata lungo la commistione tra linguaggio verbale e musica folk (splendidi il chitarrista e cantante Antonio Peluso e il tammorraro Vincenzo Russo), tra recitazione di passi del romanzo (bravissimi gli attori Assia Aprea e Vincenzo Rendina) e illustrazione delle sei Tavole di un “graphic novel” di Viridiana Myriam Salerno, ispirato ai punti apicali del testo.

Dopo l’irruzione improvvisa di una tammurriata del giovanissimo Vincenzo Russo, il moderatore Prof. Paolo Romano (giornalista de “la Città” di Salerno, quotidiano, che, peraltro, ha dedicato molto spazio all’Evento) ha dato inizio alla Presentazione affermando: “Ho letto questo romanzo nottetempo, tutto d’un fiato. Franco Salerno, docente, giornalista, saggista, socio-antropologo, sa divulgare, sa narrare, sa affascinare. I suoi segreti non hanno il fine di fare cassa, seguendo mode convenzionali, ma di annunciare, più che svelare, saperi nascosti e segreti.” Poi, prima di passare la parola al primo Relatore, il Prof. Guglielmo Caiazza, ha annunciato l’esecuzione di un brano folk inerente ai temi del romanzo, eseguito dal chitarrista e cantante Antonio Peluso.

Il Prof. Caiazza, Docente di Italiano e Latino, ha analizzato, con profondissima competenza critica, il tema del Mistero dell’Io, evidenziando, all’interno di una visione liminare dell’esistenza, una serie di dialettiche presenti nel testo: Amore vs Eros,  Scienza vs Fede, Umanesimo vs Tecnica. I personaggi, Giacomo, Isabella, Annie, Alba, sono alla ricerca di una verità che è rinchiusa in sé: non a caso, il Santo del libro è Sant’Agostino, autore del celebre aforisma :”In interiore homine habitat Veritas”. La scrittura, pertanto, continua Caiazza, perde il valore di testo fisso e diventa indizio di mistero psicanalitico, suggestivamente descritto tra sogni, incubi, sensi di colpa. Anche lo stile si adegua all’indagine psicologica: lirico e ricco, paratattico e nominale. Fino a giungere ad un audace monologo interiore, che richiama anche la tecnica stilistica di alcune canzoni di Bob Dylan, come “Highlands”, che ha chiuso questa prima parte della Presentazione.

La seconda Relatrice, la Prof.ssa Paola De Vivo, anche lei Docente di Italiano e Latino, ha affrontato il tema dei Misteri di Napoli, ripercorrendo con grandissima finezza esegetica una parte della peregrinazione del protagonista, seguendolo, anche nei suoi disviamenti, lungo i luoghi bagnati dal mare o, meglio, dalle lacrime dei sofferenti, e poi a Villa degli Spiriti e poi ancora nelle arcane cripte della città. Le accattivanti descrizioni di questi luoghi rendono perfettamente la struttura labirintica della città partenopea. De Vivo ha anche evidenziato la assialità del simbolismo (rappresentato, ad esempio, dal numero 7, di cui ha sottolineato la valenza sia sacra che maledetta) e la prevalenza di un linguaggio del corpo che esplode nel “ventre di Napoli”. Una metafora, questa, carnale e reale, come reale, attuale e moderno è il messaggio stesso del romanzo. Una Napoli di tal genere emerge anche da un canto popolare eseguito dal vivo (“Quanno è vierno mmiezo ’o mare”), che descrive la cupezza del mare, in cui si rischia e si muore, come capitava ai marinai, come capita oggi ai migranti.

Franco Salerno, nel suo intervento, ha precisato che quella da lui descritta non è la Napoli violenta (che pur esiste), né è la Napoli oleografica, da cartolina, ma è la Napoli misteriosa come misterioso è il sottile confine, che separa il Bene dal Male. In questa storia da lui narrata spesso sono gli umili e gli ultimi a intravedere un barlume di Verità e di Bene: gli umili e gli ultimi non ci prospettano soluzioni da “happy end”, anzi ci indicano un percorso impervio, nascosto in mezzo ai rovi e alle spine. E da esso usciamo con la carne del cuore graffiata. Franco Salerno ha rimarcato l’importanza, in questo testo, delle leggende, che bisogna apprendere, ascoltare, anzi “auscultare”, attraverso il senso dell’udito, il senso privilegiato dell’intero romanzo. La natura stessa a Napoli esiste in quanto realtà sonora, perché il mare muggisce, il Vesuvio emette le sue urla e la musica ritmata dei suoi vicoli rende il pulsare del nostro cuore e della vita. Musica ottenuta con mani magiche e dolenti. E una mano invisibile forse regola le vicende del nostro cuore, che noi non sapremo mai da chi o da che cosa sia abitato.

In chiusura, dopo altri brani fok, un brillante intervento del Dirigente Scolastico del “T. L. Caro” Prof. Giuseppe Vastola, che ha rimarcato l’importanza educativa della scrittura e la necessità di coniugare le due culture, quella umanistica e quella scientifica, per la  formazione delle giovani generazioni. Questo romanzo, tra i tanti meriti, può dare anche un contributo originale in tale direzione.

Per guardare tutte le foto della Presentazione, clicca QUI

 

Il Romanzo “la città che urla segreti”, il thriller storico sulla Napoli misteriosa, è disponibile nelle Librerie, su Amazon, su Mondadori Store, su IBS, su Libreria Universitaria, su UniLibro e sul sito di Guida Editori.

 

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Raffaele Di Matteo, dopo la Maturità classica, consegue la Laurea quadriennale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno, discutendo la Tesi in Istituzioni di Diritto Pubblico, dal titolo “Diritto dell’informazione radio-televisiva e nuove tecnologie”. Diventa Avvocato, penalista e civilista, specializzandosi nelle materie che interessano il diritto penale, tributario, di famiglia e di lavoro. Coltiva sempre la sua passione per la scrittura e per il giornalismo e tiene rubriche di diritto per vari periodici. Viene accreditato ad importanti ed internazionali Eventi come, ad esempio, il Festival di Sanremo, l'Ischia Film Festival, il Taormina Film Fest e l'Italian Movie Award. E' Presidente dell'Associazione culturale "Mediavox" dal 2012 e Direttore editoriale della Testata Web "MediaVox Magazine" dal 2015.