Peace of HeART / Intervista a Renato Iannone

Rassegna d'Arte contemporanea

L’ART POUR L’ART

L’Università popolare – Polo Formativo della Città di Sarno, diretta dal Dott. Nicola Troisi, ha ospitato un nuovo magico evento.

Arte e Cultura: Peace of HeART.

Venerdì 14 Luglio 2016, il Vernissage. Sabato 22 luglio 2016, il Finissage.

Protagonisti gli Artisti e le loro favolose opere, dipinte nel nome della Pace.

L’organizzazione della Mostra è stata curata da MediaVox Magazine. Coordinatore degli Artisti: Maestro Lorenzo Basile. Critico d’Arte: Dott.ssa Valentina Basile. Fotografie di Annalisa Vitolo. Hanno partecipato gli Studenti del Liceo “T.L.Caro” di Sarno.

Abbiamo intervistato l’Artista Renato Iannone

Conosciamolo meglio attraverso le sue risposte alle nostre domande:

Illustraci la tua opera: ispirazione, tematica e tecnica…

Ispirazione e tematica convergono in “SHOCK METAMORPHOSIS” ed esplodono all’unisono nella sinossi che accompagna la stessa: Tutto muta per propria natura o perchè posto sotto la luce di decodica che è differente per ogni osservatore. Fosse esso uomo od animale. Quindi ogni elemento si trasforma a prescindere. In un processo praticamente innito. Perchè enorme e continuo è il numero d’occhi e di sensibilità che lo percepiscono. Questa continua metamorfosi è anch’essa un inno. Un omaggio alla vita. Uno tra i mille modi che ci ricorda quanto sia smisurato lo spazio e quanto numerose le occasioni. Questo è un urlo alla responsabilità. Una preghiera all’acuta osservazione sempre. Questo è il solito meraviglioso ed ennesimo… Atto d’Amore. L’opera nasce con uno scatto fotografico autografo digitale e come spesso accade per i miei lavori di digitalArt è poi in post produzione violato, arricchito e più o meno profondamente modificato con diverse tecniche sul banco digitale sia di tipo manuale espresse con l’uso di tavola grafica e pennelli che con l’intervento mirato di filtri ed algoritmi di ritocco delle cromie, delle temperature colore, della definizione ecc. Tale serie di passaggi nello specifico in SHOCK METAMORPHOSIS ha animato quasi come bruchi dei semplici e statici gruppi di bacche rosse nella loro macchia di fogliame. Animati e mutati no ad uscire dallo stesso perimetro geometrico della fotografia originale.

Come è nata la tua passione per l’arte?

Quella per le Arti visive convenzionali premetto si diluisce con altre forme d’Arte altrettanto elevate. Musica, letteratura, cinema e teatro oltre che pittura, arti grafiche e della stampa, scultura e fotografia sono per me da sempre pane quotidiano. Nate come ventata di puro arricchimento ludico e culturale, spesso da diversi anni sono diventate partner della mia attività professionale d’architetto. Queste passioni insieme sono state sempre mie compagne n dalla nascita. Avendo avuto la fortuna di nascere da genitori molto vicini ad esse tanto come diretti interpreti quanto come sensibilissimi appassionati. Mia madre soprano del San Carlo di Napoli, mia Zia pittrice acclarata, mio padre fine ricercatore e collezionista.

Come nascono le tue opere d’arte?

Esigenza di comunicare e condividere. Desiderio di dare credito e forza ad intime percezioni attraverso metafore ed allegorie visive il più delle volte. Allora pura fotografia, oppure lavori di grafica digitale o di digitalart mi sono ormai quasi necessari per comunicare e sopravvivere a troppa superficialità generalizzata. Prima di tutto produco per me stesso per desiderio e persino per egoista necessità. Ho però imparato che questa presunta esigenza egoista è per gli altri infondo una forma di immediata garanzia di veridicità… Di sincera schiettezza.

Cose è per te l’arte?

L’opportunità di dare, di dire, di arricchire ma sempre e comunque con forme mezzi e linguaggi nuovi. Mai semplice specchio ma sempre risorsa aggiunta. Una preziosissima virtù per osservare più che vedere, per decantare l’istintiva percezione arricchendola di ipersensibilità sempre nuove. Di visioni sempre più aperte a confini complessi, profondi ma possibili.

Secondo te come si valuta un’opera d’arte?

Scarnificando prima di tutto la conoscenza convenzionale ed il solito inopportuno clichet del retaggio storico. Troppo spesso sono due gli ottusi parametri di valutazione. Posizione stilistico – cronologica e nobiltà tecnica che a mio parere personale sono le ancore di salvezza dell’area critica tipiche della vera misconoscenza. La verace e più attendibile valutazione la dà il singolo fruitore attraverso reazione e gradimento. Attraverso l’accettabilità e la complicità nel suo personale micro/macro cosmo percettivo. Io dico sempre che l’Arte, in se non esiste no a quando non si rivela da chi ne fruisce, no di certo da chi presumibilmente la “produce”.

Parlaci di te…

Napoletano, architetto cinquantaduenne, tante piccole gioie e soddisfazioni professionali e qualche bella avventura nel mondo delle Arti visive. Se voleste sapere di più, mi trovate qui: www.iodesign.biz

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Frequenta il liceo classico "T.L.Caro di Sarno". Una ragazza socievole e simpatica. Le piace scrivere, ma soprattutto leggere.