UNA VITA TRA IL CINEMA E IL TEATRO

INTERVISTA A GIANLUCA DI GENNARO

Determinato e molto ambizioso, Gianluca di Gennaro è senz’altro una delle maggiori promesse del cinema e del teatro italiano. Napoletano doc, nasce a Napoli il 3 dicembre del 1990. Figlio di una famiglia di artisti, suo nonno era infatti il celebre cantante napoletano Nunzio Gallo, Gianluca inizia la sua carriera d’attore a soli 12 anni, con il Musical “Quartieri Spagnoli”. Proprio grazie a questo spettacolo viene notato dalla casting Marita D’elia e, dopo sette provini, viene scelto come il protagonista del film “Certi bambini”. Gianluca fa cosi il suo ingresso nel mondo del cinema nei panni di un undicenne che vive nelle periferie di una Napoli dilaniata dalla corruzione e devastata dalla presenza della camorra. Il piccolo ma grande talento, conquisterà successivamente anche il mondo della televisione, rivestendo ruoli importanti: Un posto al sole (2006), La squadra (2006) e Il coraggio di Angela (2007). Nel 2008, entra a far parte del cast di “‘O’ professor”con Sergio Castellitto e Luisa Ranieri. Dopo aver recitato in Provaci ancora prof 3 (2008), Don Matteo 7 (2009) e Ho sposato uno sbirro 2 (2010), Di Gennaro diventa il protagonista del cortometraggio Armandino e il Madre (2010), ambientato nel centro storico di Napoli. Nel 2010, recita nella fiction Come un delfino con Raul Bova. Nel 2012, prende parte alla miniserie Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti? e alla serie tv Il clan dei camorristi, con Stefano Accorsi. Nel 2013, è l’assoluto protagonista del film “l’Oro di Scampia”con Beppe Fiorello. Nel 2016, recita nel film Lo chiamavano Jeeg Robot diretto da Gabriele Mainetti e nel film Zeta di Cosimo Alemà.

Intervistare Gianluca è stato molto stimolante…

Com’è incominciato il tuo percorso da attore?

Il mio percorso per diventare attore è stato abbastanza insolito… ci sono persone che inseguono questo sogno per anni, a volte decenni, e, spesso, senza mai raggiungere gli obiettivi desiderati. Probabilmente, la mia fortuna è stata proprio quella di non essermi mai posto l’obiettivo di essere un attore o forse non ne ho avuto il tempo… Ho iniziato a 12 anni a recitare in teatro, avevo un ruolo piccolissimo: il mio unico scopo era quello di divertirmi! In quel periodo stavano provinando circa 2000 ragazzi della mia età per trovare il protagonista di “Certi bambini” e quando Marita D’elia mi vide recitare mi chiese subito disponibilità per questo progetto cinematografico. Dopo 7 provini, scelsero me come protagonista: da lì è iniziato tutto! Penso sempre che ci sia una grande similitudine tra il mondo del calcio e quello del cinema: ci sono milioni di talenti che forse non sono nemmeno consapevoli dei loro mezzi, bisogna solo trovarli!

Il tuo attore, il tuo regista ed il tuo film preferito? 

Il mio attore preferito credo sia Jack Nicholson, da sempre! Adoro la sua follia e la sua poliedricità. Come regista, ovviamente, da buon italiano non posso non rispondere Paolo Sorrentino! Il film forse è “Braveheart” con Mel Gibson: è stato il primo film che ho visto al cinema con mio padre; ricordo che ero l’unico bambino in sala e rimasi rapito per tutta la durata del film (quasi 3 ore). Uscito dalla sala tornai a casa con una luce diversa negli occhi ed iniziai a capire la magia del cinema!

Fare l’attore è una scelta professionale o una scelta di vita?

Credo entrambe le cose: la carriera di attore diventa quasi inevitabilmente una scelta di vita, con tutti i fattori positivi e negativi che possono esserci. Di positivo ovviamente c’è tanto: hai la possibilità di fare un lavoro magnifico, di studiare persone e situazioni, di metterti costantemente in discussione, di visitare posti che probabilmente non avresti mai visto e, perché no, anche di guadagnare bene! Di negativo c’è che, se diventi un “personaggio pubblico”, tutti si sentiranno in diritto di giudicarti, facendosi idee quasi sempre sbagliate… spesso avrai poca intimità, avrai dei ritmi sballatissimi, avrai scelto un lavoro molto altalenante…

Il ruolo che non ti hanno ancora proposto, ma che vorresti interpretare?

Mi piacerebbe interpretare una persona normalissima, una di quelle che fa un lavoro normalissimo e che puoi incontrare ogni giorno in un bar o al supermercato: una storia semplice, vera, autentica!

Ti abbiamo visto recitare sempre nel ruolo del “cattivo”: ciò ha influenzato la tua vita?

Sto cercando pian piano di scrollarmi questa etichetta di “cattivo”… non che non mi piaccia: questo tipo di personaggi forse ha più presa sul pubblico… ma questo mestiere è bello proprio perché si ha la possibilità di cambiare spesso identità; quindi, per ora, basta cattivi.

Il personaggio che ti è piaciuto interpretare di più?

Rosario di “Certi bambini”, il mio primo film! A dodici anni non avevo la consapevolezza che ho adesso e, riguardando quel film ora, riesco a vedere gli occhi e l’innocenza di quell’età!

Uno dei film più belli e significati in cui hai recitato è stato senz’altro “l’Oro di Scampia”, tratto da una storia vera, in cui interpretavi il ruolo di Toni Capuano: hai parlato della tua Terra, della tua gente, lanciando messaggi e segnali di speranza importantissimi. Raccontaci di questa esperienza…

“L’oro di Scampia” significa tanto per me! È il riassunto del mio punto di vista riguardo la mia Città! Partire da zero, anzi a volte sotto zero, e riuscire ad ottenere successo ha un valore inestimabile. Gianni e Pino Maddaloni ne sono l’esempio! Una di quelle storie che abbiamo il diritto e anche il dovere di raccontare!

Una domanda classica: progetti per il futuro?

A novembre uscirà”Gramigna”: altra storia vera, di denuncia, che ci insegna che nessun destino è segnato, anche se sei nato in una famiglia di pregiudicati! Poi c’è una serie televisiva che ho girato in Svezia, a Goteborg: la storia di un ristorante di Stoccolma, ambientata nella prima metà del 900. In questi giorni, inoltre, iniziano le riprese del nuovo film di Mario Martone: “Capri – batterie”, ambientato nel 1912/13, ma non posso ancora svelare nulla…

Qual è il consiglio che ti senti di dare ai giovani che vogliono intraprendere la tua stessa carriera?

L’unica cosa che mi sento di dire è quella di affrontare tutto col sorriso, di porsi come unico obiettivo l’arricchimento personale ed emotivo…  il resto, se deve venire, arriverà con l’impegno e con lo studio!

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Studentessa del Liceo classico "Tito Lucrezio Caro" di Sarno, è una ragazza simpatica ed estroversa. È appassionata di musica e di sport; in particolare di calcio. Le piace leggere libri e il suo scrittore preferito è Alexandre Dumas.