Il cervello e la musica

Le frequenze inesplorate del cervello alle quali solo la musica può arrivare...

La Musica come terapia nelle scuole può davvero aiutare i bambini in generale ed in particolare quelli con deficit cognitivi? Lo abbiamo chiesto al Maestro Piero Mazzocchetti 

Studi e progetti in corso, dimostrano che la musica è un grande alleato nelle scuole per insegnare ai bambini, sin dall’infanzia, il concetto di “percezione” ed “espressività”. I piccoli alunni,  sono molto attratti dalla musica e questa può esercitare su di loro diversi benefici perché la musica dà gioia o commozione facendo  sviluppare l’emotività. Non solo, la musica aiuta ad integrarsi nel gruppo a socializzare a vincere timidezze ed aiuta nello sviluppo del linguaggio. Studi di neurofisiologia dimostrano che  l’ascolto della musica agisce su molte aree del cervello, migliorandone le capacità cognitive, anche nei bambini più piccoli. Al punto da portare ad un aumento della densità della materia grigia in particolare un aumento della parte deputata al linguaggio.

Abbiamo parlato di questo argomento con il Maestro Piero Mazzocchetti, indiscusso interprete crossover, uno degli artisti più talentuosi ed affermati nel panorama musicale nazionale e internazionale. Nel 2007 a Sanremo si classificò al 3° posto con il brano “Schiavo D’Amore”.

Maestro si sta parlando molto della musicoterapia nelle scuole per bambini con deficit cognitivi, cosa ne pensa a tal riguardo?

La musicoterapia è sicuramente una conquista importante nell’ambito terapeutico non solo per l’autismo ma anche per dislessia e altre forme di  dissocia mento sociali. La musica, per le problematiche cognitive legate a disturbi in ambito sociale o familiari, è un eccellente terapia. La musica è già in sé una terapia perché alcune frequenze della musica riescono a mettersi in vibrazione con le frequenze del corpo umano; e quando ci sono delle sinfonie, soprattutto della musica classica (Mozart, Bach, Schopen) si riescono ad avere dei risultati straordinari. Le frequenze sono molto importanti, il nostro cervello viaggia a delle frequenze  che devono essere ancora in parte studiate, ma si può già affermare che la musica è un linguaggio universale che a volte per magia riesce a creare degli agi emozionali e celebrali ingiustificati, quindi credo fermamente che la musica terapia sia la risposta a tante problematiche e che sia la possibilità a livello terapeutico di trovare delle formule vincenti per superare alcune difficoltà  motorie e locopedistiche.

Maestro, Lei è molto vicino ai giovani , soprattutto a quei pochi che si avvicinano al “crossover”. Vorrebbe tratteggiare il significato del termine, per coloro che non lo conoscono e spiegarci quanto i giovani sono vicini a questo genere?

Il termine crossover è usato in musica per identificare un genere musicale particolare che vede l’unione della musicalità lirica e quella pop, quindi interpretare canzoni di musica leggera con impostazioni vocali classiche, dalle romanze italiane alle canzoni di musica leggera ma con dei timbri e vocalità diverse da quelle della musica leggera. Anche gli arrangiamenti crossover sono arrangiamento che hanno sempre l’ausilio dell’orchestra sinfonica, quindi con gli archi, insomma orchestrazioni molto grosse. Avvicinarsi a questo genere non è facile, perché esige una conoscenza musicale importante che purtroppo i giovani oggi a livello culturale non sono più disposti a fare; oggi c’è sempre più musica pop, musica internazionale che è appannaggio delle radio, dei talent e quindi il nostro genere classico non è ascoltato e/o apprezzato dai giovani, tranne quando ci sono degli esperimenti come Pavarotti and friends dove vediamo i giovani avvicinarsi al classico, ma la strada da percorrere è ancora lunga.

A proposito di esperimenti crossover dove finalmente i giovani si sono avvicinati al genere classico, i questi giorni sta spopolando la canzone “Perfect Symphony” di Ed Sheeran che ha duettato con Bocelli: che cosa ne pensa di questa interpretazione crossover?  Con chi le piacerebbe duettare?

Questo è proprio un esempio di progetto crossover: un cantante lirico come Bocelli che incrocia un cantante internazionale giovane che ricorda appunto l’esperimento di Pavarotti and friends dove duetto con artisti come U2, Micheal Jackson, Madonna, la Pausini. Mi piacerebbe duettare, tra gli artisti italiani, Ermal Metal, un artista che ha sicuramente qualcosa da raccontare; Anche Fabrizio Moro mi piace, infatti sono in duetto quest’anno a Sanremo; Sono cantautori che oltre ad avere una bella vocalità hanno anche una penna eccelsa. Altri sono un po’ la copia di se stessi o di altri.

Quale il suo obiettivo nel 2018?

Sto ultimando il progetto “La via del cuore” ed uscirà un video tra qualche giorno, un pezzo crossover molto bello, semplice ma con grandi respiri internazionali ed anche romanzieri. Inoltre, sono impegnato con il mio tour “Parlami d’amore Mariù”: ci sposteremo tra Italia ed estero. Da Maggio, ci sposteremo tra Russia e Cina.

 

Articolo di Giovanna Passariello

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