#Sanremo2018: #day2

Gli Italiani premiano ancora Baglioni&Co.

Anche la seconda serata dell’Edizione 2018 del Festival di Sanremo viene premiata dagli ascolti.

Serata piacevole ma nessun picco particolare di originalità… del resto, non sono mica tutti Fiorello!

Il Baglioni presentatore si mantiene su livelli di sufficienza. Il Baglioni cantautore eccelle. Scommettiamo che con una sua canzone vinceremmo l’Eurovision Song Contest?

Hunziker meglio in questa seconda puntata.

Favino tuttofare. Presenta, balla, canta… si diverte, e si vede!

Sting sprecato. Prima canta, male, in italiano. Poi, duetta con Shaggy che distoglie l’attenzione tra il pubblico, in perfetto stile da “animatore turistico”.

Pippo Baudo: amarcord.

Il Volo: amarcord parte seconda.

Canzoni. I Giovani rubano la scena ai Big. Su tutti, svetta Lorenzo Baglioni, originale e “furbo” nell’individuare pezzo e testo giusti. La radio lo premierà certamente. Sanremo, pure. Gli altri seguono a ruota, arrancando (in attesa degli altri 4 giovani).

Le Vibrazioni urlano a più non posso, la canzone non è male. Radiofonica più che sanremese.

Nina Zilli, elegante e raffinata. Ma la sua performance non sarà di certo ricordata negli anni a venire.

Diodato e Roy Paci, a sorpresa, si piazzano nella parte alta della classifica stilata dalla Stampa.

Elio e le Storie Tese: meritatamente nelle parti basse della classifica.

Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico: canzone raffinata e sanremese, con un messaggio semplice e diretto. Bisogna anche imparare a lasciarsi, quando l’amore è finito.

Red Canzian, canzone rock ed orecchiabile. Non male, si conferma il migliore dei Pooh in gara.

Ron. Poesia più che canzone. In duetto perenne con Lucio Dalla. Premio della critica o podio? O entrambi?

Renzo Rubino. Voce imponente ma esibizione anonima.

Annalisa si mantiene sul “classico”, ma con una voce maestosa. Sorridente, quasi spensierata. Sta scalando la classifica… chissà dove arriverà, forse in alto?

Decibel. Canzone in onore di David Bowie, che ascolta ed applaude. Orecchiabile e rock, dal taglio internazionale. Non vincerà ma in radio sarà in “heavy rotation”.

DopoFestival? Non pervenuto (…e non di certo per l’ora tarda). Rimandato.

 

 

 

 

Guarda la photo-gallery della seconda serata: foto di Backstage Press per MediaVox Magazine,

clicca QUI

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Raffaele Di Matteo, dopo la Maturità classica, consegue la Laurea quadriennale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno, discutendo la Tesi in Istituzioni di Diritto Pubblico, dal titolo “Diritto dell’informazione radio-televisiva e nuove tecnologie”. Diventa Avvocato, penalista e civilista, specializzandosi nelle materie che interessano il diritto penale, tributario, di famiglia e di lavoro. Coltiva sempre la sua passione per la scrittura e per il giornalismo e tiene rubriche di diritto per vari periodici. Viene accreditato ad importanti ed internazionali Eventi come, ad esempio, il Festival di Sanremo, l'Ischia Film Festival, il Taormina Film Fest e l'Italian Movie Award. E' Presidente dell'Associazione culturale "Mediavox" dal 2012 e Direttore editoriale della Testata Web "MediaVox Magazine" dal 2015.