#Sanremo2018: #duettimania!

#Sanremo2018: quarta serata. E’ la volta dei duetti. Hanno migliorato o peggiorato le canzoni in gara?
Andiamo per ordine (rigorosamente alfabetico).
  • Annalisa con Michele Bravi – “Il mondo prima di te”. Fantastici insieme, ma Annalisa prevale su tutto. Sicurezza, voce, eleganza, sorriso. Sempre al top.
  • Decibel con Midge Ure – “Lettera dal Duca”. Grandissimo Midge Ure alla chitarra. Con la sua voce, aggiunge ulteriormente un tocco di internazionalità alla canzone. Rock.
  • Diodato e Roy Paci con Ghemon – “Adesso”. Il livello della canzone cresce, di giorno in giorno. Premiati dalla Giuria della qualità. Puntano in alto.
  • Elio e le Storie Tese con i Neri per Caso – “Arrivedorci”. Bravissimi i Neri per Caso, che aggiungono un tocco di originalità ad un pezzo che rimane piuttosto banale ed anonimo. Essenziali.
  • Enzo Avitabile e Peppe Servillo con Avion Travel e Daby Touré – “Il coraggio di ogni giorno”. Pathos e intensità rimangono inalterati. Nulla di nuovo.
  • Ermal Meta e Fabrizio Moro con Simone Cristicchi – “Non mi avete fatto niente”. Tra le migliori interpretazioni della serata. Cristicchi è perfetto nella sua performance. Poteva essere tranquillamente un trio. Brividi.
  • Giovanni Caccamo con Arisa – “Eterno”. Meglio Caccamo in questa serata, forse “stimolato” dalla presenza di Arisa. Si impegnano, duettano bene, c’è sintonia.
  • Le Vibrazioni con Skin – “Così sbagliato”. Rock all’ennesima potenza, forse esagerato. Le due voci spesso si accavallano, creando confusione e “grida” eccessive. Si poteva fare meglio.
  • Lo Stato Sociale con il Piccolo Coro dell’Antoniano e Paolo Rossi – “Una vita in vacanza”. Sempre divertenti ed originali. Il testo viene giustamente “edulcorato”, vista la presenza dei bambini. Sorrisi.
  • Luca Barbarossa e con Anna Foglietta – “Passame er sale”. Sublime Anna Foglietta che arricchisce il brano, migliorandolo ulteriormente di qualità ed intensità.
  • Mario Biondi con Ana Carolina e Daniel Jobim – “Rivederti”. Interpretazione sofisiticata, elegante, sottile. Forse troppo sofisticata, quasi per addetti ai lavori. Stazionerà agli ultimi posti della classifica?
  • Max Gazzè con Rita Marcotulli e Roberto Gatto – “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”. La canzone e l’interpretazione rimangono praticamente inalterate. Il pezzo piace e si candida per il podio.
  • Nina Zilli con Sergio Cammariere – “Senza appartenere”. Molta eleganza e classe. Il livello è decisamente alto, ma non arriva mai a toccare fino in fondo le corde emozionali dell’ascoltatore.
  • Noemi con Paola Turci – “Non smettere mai di cercarmi”. Interpretazione intensa e piena di carica emotiva, ma non incide pienamente.
  • Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico con Alessandro Preziosi – “Imparare ad amarsi”. Tra le interpretazioni migliori della serata. Intensità, raffinatezza e musicalità si fondono alla perfezione.
  • Red Canzian con Marco Masini – “Ognuno ha il suo racconto”. Ottima interpretazione, Marco Masini sembra calarsi perfettamente nella canzone.
  • Renzo Rubino con Serena Rossi – “Custodire”. Elegante e bravissima Serena Rossi. Più brava di Renzo Rubino, che ha il merito di aver scelto una partner musicale eccellente, che fa acquistare punti al suo pezzo.
  • Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con Giusy Ferreri – “Il segreto del tempo”. Peccato che la canzone non fosse nelle corde di Giusy Ferreri, che spesso sembra spaesata ed in difficoltà.
  • Ron con Alice – “Almeno pensami”. Le emozioni, già tante, qui si moltiplicano. Alice è eccellente, sublime. Ron la accompagna. Podio assicurato?
  • The Kolors con Tullio De Piscopo e Enrico Nigiotti – “Frida (mai, mai, mai)”. Un coacervo di batterie. Energia ai massimi livelli. Forse troppa?
Un cenno, infine, va doverosamente fatto al vincitore dei giovani, Ultimo. Era una vittoria annunciata perché si sa, gli ultimi saranno i primi (n.d.r. – sarò il trecentocinquantesimo che fa questa affermazione, ma le dita sulla tastiera non volevano fermarsi e… ho dovuto accontentarle).
E ora…vai con la serata finale! Chi vincerà? Io un’idea. E voi?

 Guarda la photo-gallery completa della quarta serata, clicca QUI
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Raffaele Di Matteo, dopo la Maturità classica, consegue la Laurea quadriennale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno, discutendo la Tesi in Istituzioni di Diritto Pubblico, dal titolo “Diritto dell’informazione radio-televisiva e nuove tecnologie”. Diventa Avvocato, penalista e civilista, specializzandosi nelle materie che interessano il diritto penale, tributario, di famiglia e di lavoro. Coltiva sempre la sua passione per la scrittura e per il giornalismo e tiene rubriche di diritto per vari periodici. Viene accreditato ad importanti ed internazionali Eventi come, ad esempio, il Festival di Sanremo, l'Ischia Film Festival, il Taormina Film Fest e l'Italian Movie Award. E' Presidente dell'Associazione culturale "Mediavox" dal 2012 e Direttore editoriale della Testata Web "MediaVox Magazine" dal 2015.