La Turniata di San Vito

, la millenaria  festa del 15 Giugno a Ricigliano.

 Ricigliano, il luogo Sacro al Dio Giano: da millenni, ogni 15 Giugno, si svolge la manifestazione legata alla pastorizia.

 La “Turniata”.

 Ricigliano è una ridente cittadina della Provincia di Salerno, al confine con la Basilicata.

 Sfilate di greggi capitanate da manzi, esibizione di cavallerizze magistralmente addestrate da Andrea Serritella e tavole imbandite di piatti caratteristici del posto, fanno della festa tipica della “Turniata” un evento unico.

 I primi insediamenti a Ricigliano risalgono alla preistoria; poi, il luogo è stata abitato dai Greci e dai Romani.

 Ricigliano  è “luogo sacro al dio Giano” . Oggi, un Cristo in legno domina e protegge il paese che, distrutto dal terremoto del 1980, si è rialzato con coraggio e non si è mai arreso, come ama ricordare il primo cittadino Dr. Francesco Turturiello.

 Nella settecentesca Cappella di San Vito, da secoli, si svolge, appunto, la “Turniata”. Il Presidente della Proloco, Cosimo Robertazzi, ci ha detto: “turniare vuol dire girare: il gregge di ciascun pastore effettuava tre giri intorno alla Cappella del Santo il giorno della festa in segno di devozione”. Il presidente, da circa otto anni, è promotore dello sviluppo di questa festa millenaria che esalta il lavoro ed il sacrificio dei giovani pastori che ancora oggi rendono viva e amata questa funzione. Questo tipo di manifestazioni, oltre a mantenere saldo il legame tra la Comunità e la sua Storia, serve anche a rilanciare l’economia del Paese, esaltandone la bellezza e le risorse.

 Il Vice Sindaco, Ing. Carmine Malpede, sta cercando di portare avanti un progetto che avvicini Ricigliano alle reti autostradali principali, anche se questa sorta di “lontananza” ha consentito negli anni che il paese restasse incontaminato.

 Il Sig. Agostino Pacelli, un simpatico giovane nonno che da 66 natali partecipa attivamente alla festa di San Vito e non solo, ci ha raccontato: “da millenni, questa festa è rimasta semplice, naturale. Anticamente, oltre alla turniata, c’era solo la benedizione dei taralli, fatti con uova e farina; poi; la festa si concludeva nelle case.  Oggi, invece, c’è maggiore ricchezza di prodotti e, quindi, la festa è più colorata e ricca. La tradizione vuole che se durante la turniata un animale entra nella cappella del Santo, questo stesso animale debba essere offerto al popolo: da qui nasce il piatto tipico di Ricigliano  che è la pecora cotta”.

 Possa San Vito proteggere il duro lavoro dei giovani pastori come Rocco Teti e Francesco Zarrillo che affermano: “questo lavoro lo può svolgere solo chi ha passione per gli animali e per la natura, perchè la fatica è tanta ed il guadagno è poco. Si lavora dall’alba al tramonto, senza giorni di festa.”

Le risorse di questo paese sono davvero tante: prodotti della pastorizia, olio, vino. Il Dr. Pietro Caponigri ci spiega: “i prodotti di Ricigliano sono delle eccellenze; la sfida consiste nel veicolare questi prodotti su un mercato più ampio che porti guadagno ai produttori. Con le Tempe del Platano si è visto il senso di gruppo dei contadini; il marchio oggi produce un vino di inestimabile qualità. Una giovane laureanda in tecnologie alimentari a Potenza, Sabina La Veglia, che vuole specialzzarsi in enologia, sta studiando tale vino e tutte le sue potenzialità infinite.

 Il 15 Giugno 2018, dunque, tutti a Ricigliano, per vivere l’esperienza di una festa millenaria in una cittadina immersa nella natura, con la bontà dei suoi prodotti.

Articolo di Giovanna Passariello

Le foto sono state scattate durante il servizio televisivo realizzato da TG3 Campania

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