SPECIALE MODA

SVOLTA PER LOUIS VUITTON: UN PASSO VERSO L’INCLUSIONE

“È un onore per me accettare la posizione di direttore artistico maschile per Louis Vuitton. Credo che la tradizione e l’integrità creativa della Maison siano ispirazioni chiave a cui fare riferimento, creando forti sinergie con i tempi moderni”, così ha scritto sui social Virgil Abloh.

 Promosso lo scorso marzo, il designer della linea uomo ha presentato la sua prima collezione per il famoso brand il 22 giugno nei giardini del Palais Royal a Parigi, facendo sfilare i modelli lungo una passerella arcobaleno, lunga più di 200 metri. Il fatto che Abloh sia il primo afroamericano a dirigere la Maison ha reso il suo fashion show un evento storico già prima del suo debutto. Si è dimostrato uno spettacolo all’insegna dell’inclusione sin dall’inizio, quando ad inaugurare la passerella sono stati ben venti uomini di colore. Virgil ha deciso di vestire i suoi modelli esclusivamente di bianco per ragioni tutt’altro che banali: i capi, che ad un primo sguardo potevano sembrare semplicemente monocolore, prendevano i toni della passerella man mano che avanzavano. “Non sono solo persone dalla pelle scura ma sono tutti artisti e amici”: ha dichiarato Abloh. La sua intenzione era, infatti, quella di non far indossare le sue creazioni da anonimi, ma da persone reali in cui il pubblico poteva rispecchiarsi. Lo stilista ha donato a tutti gli ospiti una piccola guida, che egli stesso ha scritto: all’interno, veniva delineato il profilo di ogni modello, sottolineando soprattutto le sue origini. Un’idea tesa a far risaltare la bellezza della diversità e dell’inclusione che cade a pennello anche nel Pride Month. “Voglio che i giovani sappiano che c’è qualcuno qui che li ascolta e che parla di loro”:  ha aggiunto lo stilista, riferendosi al suo invito esteso gratuitamente anche a duemila studenti. Un unicum nel mondo della moda. Dopo l’incredibile successo dell’evento, il direttore artistico di Louis Vuitton ha già in serbo un nuovo progetto in collaborazione con l’UNICEF: il motto? #MakeaPromise.  Per la vendita di ogni bracciale firmato LV, saranno donati €200 in favore di tutti i bambini nel mondo vittime di conflitti e catastrofi naturali. Abloh ha dimostrato che il mondo della moda, oltre ad essere una forma d’arte, può imporsi come un punto di partenza per un cambiamento radicale della società.

Articolo di Paola Carbone, Rosa Boccia, Giada Cuomo

Paola Carbone: frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno, nutre una profonda passione per il teatro e prova anche un certo interesse verso il giornalismo. Legge costantemente libri di fantascienza e fra i vari hobby che coltiva, vi è anche quello per l’arte.

Giada Cuomo: frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno. Ama le lingue, in particolare l’inglese che studia da molti anni. Spera di intraprendere la carriera giuridica e di far combaciare con essa la sua passione per le lingue lavorando come avvocato all’estero.

Rosa Boccia: frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno, ma la sua passione non sono le lingue antiche, bensì le forme d’arte dei giorni d’oggi. Tra la musica, lo spettacolo, il cinema, spicca la passione per la moda e il sogno di scrivere un giorno su testate quali “Vogue” e “Cosmopolitan”.

 

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LO SMOKING: UN ABITO SENZA TEMPO

La parola “smoking” deriva dall’inglese smoking jacket (“giacca da fumo”): giacca corta indossata dagli uomini tra fine Ottocento e inizio Novecento per recarsi nelle sale da fumo e proteggere il tessuto dell’abito dall’odore del tabacco. Un soprabito diventato nel corso degli anni il completo delle grandi occasioni. Lo smoking sarebbe stato creato a Londra nel 1865 per il principe di Galles Edoardo VII. Il colore classico dello smoking è il nero: lo smoking, infatti, è conosciuto anche con il nome di black tie.

Inizialmente, lo smoking era un abito scuro, composto da lanetta leggera e giacca monopetto, chiusa da un solo bottone; due bottoni, invece, per il doppio petto. Col passare degli anni, trendy è diventato lo smoking blu o quello bianco; più audace lo smoking rosso. Cinematograficamente, è stato reso immortale da Paul Newman e James Dean: emblema di raffinatezza e di eleganza, per l’uomo dal fascino senza tempo.

Articolo di Francesco Robustelli e Vincenzo Castellino

Francesco Robustelli: frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno. Ama leggere e scrivere. E’ un vero e proprio sognatore. E’ molto appassionato di moda, ed è veramente ambizioso. Non teme ostacoli pur di raggiungere i propri obiettivi. 

Vincenzo Castellino Junior: frequenta il Liceo classico Tito Lucrezio Caro di Sarno. Assiduo divoratore di libri ,in particolare dei classici, amante dello sport e degli studi umanistici e scientifici. Oggi si interessa del mondo giornalistico e archeologico.  

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