“Le Croci, canto dell’Anima”

EVENTO

Presentato al Duomo di Episcopio un libro, originale e suggestivo, frutto dell’Alternanza Scuola-Lavoro realizzata dagli studenti del Liceo “T. L. Caro”

17 aprile, ore 9, Duomo di Episcopio. Tutti i posti sono occupati da più di trecento studenti e da un centinaio di ospiti e studiosi. Occasione dell’Incontro la Presentazione del libro “Le Croci, canto dell’Anima”, scritto dal Prof. Franco Salerno e dalla giornalista Avv. Viridiana Myriam Salerno e pubblicato, nella Collana “Biblioteca di Lyceum”, dal Liceo “T. L. Caro” di Sarno, di cui è Dirigente Scolastico il Prof. Giuseppe Vastola. A mo’ di Antifona, il Parroco del Duomo, Mons. Antonio Calabrese, porgendo il suo saluto ai presenti, fa eseguire al Maestro Pietro Russo un omaggio musicale alla Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, distrutta da un terribile incendio.

Poi si entra direttamente nel cuore dell’Evento, facendo risuonare nelle volte del Tempio il toccante canto “Ecco la bella Croce”, eseguito dai Cantori della Confraternita di S. Matteo. La Croce, che è il simbolo della Pasqua, è definita “bella”, in quanto è la “chiave che ci apre le porte del Cielo, chiuse” a causa del peccato. Il canto è stato seguìto dal commento alla sua parola-chiave, che è appunto “Croce”, commento pubblicato nel libro e letto da una studentessa della classe V B del Liceo Classico (coordinata dalla Prof.ssa Teresa Donnarumma). L’altra classe che ha scritto le riflessioni (anch’esse pubblicate nel libro) è la V B del Liceo Scientifico (coordinata dalla Prof.ssa Anna Cristina Crescenzi). E in tal modo la Manifestazione (che si avvale del prestigioso Patrocinio morale della “Federazione italiana Tradizioni popolari”) ha alternato gli interventi di Ospiti ai canti delle Croci, seguiti dai commenti creativi degli studenti. Un’operazione, questa, mai tentata finora, che dà spessore culturale al Progetto di alternanza Scuola-Lavoro, i cui Esperti sono gli Autori del libro e i cui referenti sono la Prof.ssa Anna Cristina Crescenzi e il prof. Francesco Ronga.

Il messaggio del libro è questo. Nella Settimana Santa si celebra uno dei Misteri più grandi della Coscienza dell’Occidente: la splendida e tragica avventura del Figlio dell’Uomo. Dell’Uomo-Dio, che si avvolge di carne e di corpo. Di cuore e di dolore. Per nascere e morire qui, su questa crosta di mondo. Dove Egli, il Re dei re, umiliato dai falsi re, è stato condannato e tratto a morte. Ma la Sua è l’esperienza della Morte per passare alla Vita, come recita il senso stesso della Pasqua. Questa festa è profondamente radicata nel Meridione e in Campania. In particolare, Sarno vanta la tradizione plurisecolare delle Croci e dei Paputi del Venerdì Santo; perciò, per esplorare la ricchezza tematica e la profondità valoriale di questo rito, è stato presentato in questo volume anche il panorama generale delle feste pasquali in Campania, entro cui si colloca la Processione sarnese con la sua commovente originalità.

I saluti istituzionali continuano poi con il Presidente dell’Assostampa Prof. Salvatore Campitiello (che ha sottolineato l’importanza mediatica dell’Evento), il Presidente della “Pro Loco” di Sarno, che ha letto un messaggio del Cardinale Gianfranco Ravasi, il Sindaco Dott. Giuseppe Canfora (che ha segnalato l’importanza delle Croci come fatto identitario della Città di Sarno) e il Dirigente Scolastico Prof. Giuseppe Vastola (che ha elogiato la Scuola impegnata sul territorio e capace di salvaguardare la memoria civile e collettiva di una Comunità). Secondo canto è “Teco vorrei”, eseguito dai cantori di San Teodoro: in esso il fedele ammette di essere “infermo e lasso” (cioè debole a causa della debolezza della carne) e dunque chiede a Dio l’aiuto per non smarrirsi nel Viaggio della Vita. Il primo trittico è poi completato dal “Miserere”, eseguito dai cantori di S. Francesco. Questo canto è in latino, a testimonianza della mescolanza, tipica dei canti delle Croci, fra elementi colti e elementi popolari.

La Manifestazione (che si è avvalsa della collaborazione anche del Rotary International Club Nocera Inferiore-Sarno”, del Mensile Eventi, della testata on line “Mediavox”, dell’Associazione “Tammorra Felix” e del dott. Dino Aito) è stata incentrata, nella sua seconda parte, su tre interventi. Il primo, della Prof.ssa Anna Cristina Crescenzi, ha ricostruito tutte le tappe dell’Alternanza Scuola-Lavoro dal 2016 al 2019, sottolineando come questo Progetto sia stato realizzato grazie alle importanti e coinvolgenti opportunità che Mediavox ha offerto agli studenti (dalla partecipazione a Festival del Cinema e a Masterclass di sceneggiatura ai contatti con personaggi del mondo della cultura, del giornalismo e dello spettacolo) e grazie alla collaborazione di due classi del Liceo alla stesura del libro con gli originali testi di scrittura creativa (poesie, riflessioni e testi a focalizzazione interna). Il secondo intervento è stato quello del Prof. Pierino Califano dell’Emittente “Telenuova”, il quale ha evidenziato il forte spessore culturale della religiosità popolare dell’Agro, in cui fondamentale è la presenza della Vergine, come Intermediaria e Madre di tutti gli Uomini.

59601880_1226337410876545_7126197969312808960_nInfine il Prof. Franco Salerno ha ricordato che la Pasqua è la festa più antica e, al tempo stesso, più moderna, anzi universale, del calendario dell’Anima dell’Umanità. Eppure, il senso profondo della Pasqua noi non sempre lo cogliamo adeguatamente, poiché viviamo in una società appiattita su un “qui ed ora” alienante e straniante, vittima degli idoli del danaro e dell’edonismo, che non fa sperare nel Futuro e condanna all’oblio il Passato. “La Croce -ha aggiunto- rappresenta l’idea sia della perfezione (due bracci che si incrociano in un punto), sia dello slancio verso l’Alto. La Croce è un ombelico del Mondo, che parte dalla Terra e si squaderna verso tutto quello che va “oltre” di noi, oltre la contingenza, oltre la piattezza di un’esistenza soltanto mondana. Alle Croci, che sfilano nella processione del Venerdì Santo sarnese, si affianca un’altra figura: quella dei paputi. Innanzitutto i colori dei loro abiti: il nero richiama l’abisso del peccato, il rosso rinvia alle lagrime di sangue della Passione, il bianco è simbolo di Morte ma anche di Resurrezione. La parola paputo deriva dal latino pappus, che, significando “vecchio”, indica una condizione di passaggio verso un’altra Vita, la condizione di colui che è pronto a “morire a”, nel senso paolino di “morire al peccato”.

L’Evento è stato impreziosito dall’esecuzione di altri tre brani magistralmente eseguiti dai Cantori delle tre succitate Confraternite (“Figlio”, “Ai tuoi piedi” e “Bella madre”) e da una bellissima sorpresa: la performance dei cantori-bambini (dell’Istituto Comprensivo “G. Amendola” e dell’Istituto Comprensivo “Baccelli”, coordinati dall’Ins. Franca Serino e dalle sig.re Vincenza Squitieri e Nunzia Aufiero), che ci hanno fatto ascoltare un loro suggestivo pezzo. Questa esecuzione conclusiva fa ben sperare riguardo all’impegno dei giovani a fare delle Croci, canto dell’Anima, la bandiera dell’identità della cultura meridionale e mediterranea.

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Raffaele Di Matteo, dopo la Maturità classica, consegue la Laurea quadriennale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno, discutendo la Tesi in Istituzioni di Diritto Pubblico, dal titolo “Diritto dell’informazione radio-televisiva e nuove tecnologie”. Diventa Avvocato, penalista e civilista, specializzandosi nelle materie che interessano il diritto penale, tributario, di famiglia e di lavoro. Coltiva sempre la sua passione per la scrittura e per il giornalismo e tiene rubriche di diritto per vari periodici. Viene accreditato ad importanti ed internazionali Eventi come, ad esempio, il Festival di Sanremo, l'Ischia Film Festival, il Taormina Film Fest e l'Italian Movie Award. E' Presidente dell'Associazione culturale "Mediavox" dal 2012 e Direttore editoriale della Testata Web "MediaVox Magazine" dal 2015.