Ren And The Holograms

La tribute band che sta conquistando i cuori di grandi e piccini

REN AND THE HOLOGRAMS

Sono cinque, come le Sailor, un po’ “diversi” in verità (e non tutti starebbero bene vestiti “alla marinara”), ma comunque stanno diventando dei veri e propri eroi delle serate musicali del Napoletano portando in scena due ore e mezza di spettacolo con più di 30 sigle della Cristina più amata dagli italiani.

Ma come nasce il progetto?

Un po’ per caso, ma stavolta a fare la differenza, oltre ad una equipe di validissimi musicisti, di cui poi parleremo, è la cantante del gruppo, Renata, la vera reincarnazione vocale di Cristina D’Avena.

Non ci credeva neanche lei fin quando suoi colleghi di lavoro, intorno ad una tavola rotonda, le hanno confessato di non aver mai sentito una che avesse la stessa voce di “quella” delle sigle dei cartoni animati. Una leggenda metropolitana la vede canticchiare, per i corridoi di una qualsiasi azienda di ricerca e formazione napoletana, sulle note dell’Incantevole Creamy, Robin Hood e I Puffi.

Ebbene, una sera, mangiando sushi, come da tradizione da cartone animato giapponese (che non sia stato un caso) Renata si ritrova a parlare di questa sua presunta somiglianza con Gianfranco e Nathalie (rispettivamente batterista e corista della attuale formazione degli Holograms). Alla richiesta di Gianfranco di intonare qualche versetto di una bella canzoncina, come le stava succedendo sempre più spesso, parte un grande entusiasmo e in pochi giorni, lo stupito e divertito batterista mette insieme una band. Non si era mai vista nella storia della musica questa celerità: in meno di una settimana era nata una formazione di ben sei elementi che comprendevano un bassista, un chitarrista elettrico, un tastierista, un batterista, voce del coro e voce solista. Un sogno? In realtà in pochi mesi il chitarrista e il tastierista hanno lasciato la band, ma se sono ancora qui vuol dire che in un modo si sono salvati. E infatti al bassista, Alessandro, viene in mente di sfruttare il suo genio per creare tutte le sequenze (per sostituire la tastiera) e si presenta alla porta dell’ormai quartetto abbandonato l’attuale chitarrista, il giovanissimo Pasquale.

Settembre 2017 vede così nascere l’attuale formazione che incanta, diverte ed emoziona grandi e piccini dai palchi dei locali di tutta Napoli.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrarli per una rapida intervista. Da subito si sono mostrati disponibili e simpatici, ma anche ambiziosi e aperti alle nuove sfide. Gianfranco allora, iniziamo con te, visto che tu per primo hai messo in moto questa macchina, raccontaci un po’ la tua esperienza insieme a questa strana formazione.

Gianfranco: Quando Renata, conosciuta da pochi minuti, davanti al sushi, mi ha interrotto per dirmi che aveva la stessa voce di Cristina D’Avena ho pensato fosse uno scherzo, ma quando ha canticchiato l’ Incantevole Creamy, io e Nathalie ci siamo guardati e da subito ne abbiamo colto le potenzialità. Sia io che lei siamo già nel mondo della musica, io come musicista ma anche come produttore e Nathalie come cantante e abbiamo subito pensato che non potevamo non provare a mettere su un tributo della nostra beniamina e così ho iniziato a chiedere, immediatamente, a vari amici musicisti, chi fosse interessato e il primo a rispondere è stato Alessandro.

Allora Alessandro, la parola passa necessariamente a te.

Alessandro: Ciao, sono Alessandro e sono il bassista di Ren and The Holograms. Beh in effetti ho subito dato la mia disponibilità. Ho chiesto a Gianfranco di mettermi subito in contatto con Renata, all’epoca per me una emerita sconosciuta, la quale mi spiazzò con un messaggio su messenger in cui mi scrisse “Ciao, Sono Renata e sappi che ti condurrò al successo”… Anche io pensai che stesse scherzando, ma poi il suo entusiasmo mi ha contagiato ed eccomi, ancora qui. Abbiamo lavorato per mesi ininterrottamente per creare un tributo a Cristina D’Avena che lasciasse senza parole o con le uniche “SIETE BRAVISSIMI” e ancora oggi, dopo ogni live, raccogliamo applausi e consensi. È stata una grande scommessa.

Una scommessa vincente mi sembra di capire. E tu, Nathalie, raccontaci un po’ la tua esperienza con questi Holograms.

Nathalie: Io sono subentrata in un secondo momento nella formazione. Renata solo dopo qualche mese mi ha chiesto di aiutarla e sostenerla durante le esibizioni. Dopotutto servivano le voci dei bambini? Ma non solo… La mia voce mi permette di spaziare dalle voci bianche a quella di Giorgio Vanni, si lui, quello di Dragon ball, e nei duetti io e Ren siamo una forza. Non salto una prova, è tra i progetti musicali che mi da più soddisfazione e che mi diverte di più.

Ed ora non resta che dare la parola alla “responsabile” di tutto questo.

Renata: Ciao Sono Renata di Ren and the Holograms, l’unica cover band di Cristina D’Avena con la Cristina originale. È la frase che dico sempre prima di iniziare ogni live. Dietro a questo progetto c’è tanto lavoro. Serate in sala prove per ore intere senza neanche sapere se un giorno ci saremmo mai esibiti. La concorrenza è spietata, centinaia di cover band si esibiscono ogni giorno e la musica live ha un costo e non tutti sono disposti a pagare, purtroppo. Le nostre prime esibizioni come band, a titolo gratuito, sono state durante jam sessions “rock” e si può immaginare la quantità di persone un po’ basite, ma sempre più hanno iniziato a chiederci “ma un pezzo non lo fate?” “ma Holly e Benji?” “ma One Piece?” e così abbiamo iniziato a conquistare i cuori di tutti. Nell’ultimo anno ci siamo esibiti nei bar, nei locali, nelle piazze e i followers aumentano sempre di più. Sono convinta che un progetto possa funzionare se è realizzato da persone con un intento comune e che soprattutto si vogliono bene. Al di là degli holograms io e i ragazzi ci vogliamo bene ed è quella la vera chiave del nostro successo. Ma Pasquale ha parlato?

Pasquale: No, grazie Renatina, ma ultimo ad arrivare nella band e quindi l’ultimo a parlare, mi sembra giusto. Io voglio raccontare di quando bussai alla porta della sala prove la prima volta e Renata mi ha accolto, senza nemmeno presentarsi, dicendo queste parole “Ciao, benvenuto, devi solo sapere una cosa…che qui non vogliamo sentire la parola PROBLEMA uscire dalla tua bocca, chiaro?” e io, ovviamente risposi “nessun problema” (RIDONO). Sono il più giovane della band e molte canzoni nemmeno le conoscevo. Ho dovuto studiare tanto per capire che da questo progetto avrei solo ricevuto divertimento e soddisfazioni (oltre che i tormenti di Nathalie e Renata, ma questa storia la tralasciamo). Ringrazio sentitamente.

Che sfide affronta una tribute band di Cristina D’Avena?

Renata: Bella domanda. Al di là di un repertorio vastissimo che sfidiamo ogni volta che ci esibiamo, abbiamo anche realizzato un repertorio in acustico. Non tutti i locali possono ospitare una formazione così grande, ma noi non vogliamo rinunciare a nessun elemento della band e abbiamo semplificato la struttura dei pezzi analizzandoli uno per uno. Ci siamo esibiti con questa “soluzione” e abbiamo incontrato un pubblico entusiasta.

Ringraziamo Ren e i suoi Holograms per il tempo che ci hanno dedicato. Tutti insieme “tutti in coro” come direbbe la Cristina nazionale. Se sapesse di loro, li chiamerebbe al posto dei Gem boy (ridono). Grazie.

 

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