Il futuro è nato ieri

Sarno/Teatro-Evento

Uno splendido e raffinato spettacolo, che si avvale di un mix sapiente di recitazione, musica e danza

Un testo stupendo e originale, una regia curata nei minimi particolari capace di coordinare mirabilmente ogni passaggio scenico, una cornice suggestiva come l’Atrio del Palazzo Buchy, un pubblico foltissimo e qualificato: questi sono stati solo alcuni dei punti di forza dello Spettacolo teatrale, dal titolo “Il Futuro è nato ieri”, messo in scena il 6 giugno dalla Compagnia “La Nave dei Folli” del Liceo “T. L. Caro” di Sarno, guidato dal dinamico e manageriale Dirigente Scolastico prof. Giuseppe Vastola, molto attento all’attività teatrale quale elemento imprescindibile della formazione dei giovani.

L’Opera è stata scritta e diretta dal Prof. Franco Salerno, che ha introdotto la serata con un commovente ricordo del Prof. Ciro Ruggiero: il Maestro -che ha collaborato a livello musicale per 20 anni de “La Nave dei Folli”- ha prematuramente concluso il suo viaggio terreno, ma sarà sempre vivo nei cuori di chi lo ha conosciuto, per la sua amicizia sincera e la sua altissima professionalità.  

Lo Spettacolo si è avvalso di un team davvero eccezionale: le eccellenti Tutor (la Prof.ssa Maria Frecentese e la Prof.ssa Rosa Viscardi), il Prof. Alessandro Carraturo e il Prof. Giuseppe Liguori (che hanno magnificamente raccolto il testimone del Prof. Ruggiero e continuato il suo lavoro), i Maestri Ugo Maiorano e Elisa Cimmelli (che hanno magistralmente coniugato tammorra e violino), la Maestra Carmela Fiore (con le sue suggestive e finissime danze), Viridiana Myriam Salerno (con il suo preziosissimo lavoro di Addetto stampa e Coordinatrice della Scrittura creativa) e gli ex studenti Anna dello Iacono e Vincenzo Rendina. la cui collaborazione si rivela sempre validissima.

Ne “Il Futuro è nato ieri” (il cui testo è stato pubblicato in una bella veste dalle Edizioni Buonaiuto) viene presentata per flash una sorta di storia dell’Umanità, a partire dall’arcaico uomo-leone, passando per l’uomo-lupo e per l’uomo-numero, per giungere al futuribile uomo-macchina in una dialettica carnefici-vittime. E le vittime sono veri Grandi della Terra. La strada che loro ci propongono non è una via spianata e soleggiata, ma un sentiero tortuoso ed erto, pieno di rovi: attraversarlo significa soffrire anche per lo spettatore, che, in questo lavoro teatrale vive un’esperienza catartica, di presa d’atto dei problemi e di auto-conoscenza esistenziale. Questo Spettacolo, con le sue storie che graffiano l’anima, insegna a metterci dal punto di vista degli altri, che l’atto più democratico che un’operazione culturale possa proporre e realizzare. E in nome dei deboli, delle vittime, dei pezzi piccoli della Terra vanno affermati i supremi Valori: la libertà, la giustizia, la solidarietà. Che sono il sale della Vita e di una Società davvero civile.

L’educazione al messaggio e ai codici del Teatro è stata realizzata attraverso una messa in scena articolata e complessa, che cerca di far venir fuori le potenzialità creative dei giovani, molto spesso sottovalutate. Sulla scena, infatti, gli attori si raccordano con le musiche, i canti, le danze e i video. Una vera e propria Orchestra live accompagna le scene del lavoro teatrale, fondendo folk e pop, jazz e rock, musica classica e breakdance, esaltando la contaminazione e la mescolanza, come espressione di una visione del mondo fondata sul dialogo, sull’apertura e sull’accoglienza.

Elementi fondamentali, questi, per dare vita -ha rimarcato il Preside Prof. Vastola- a una Scuola moderna che esalta la condivisione e la creatività: un gruppo di studenti, infatti, ha anche collaborato alla stesura del quarto Atto. In cui -ha sottolineato il Dirigente- emerge il personaggio del robot F4, che rinuncia all’immortalità, per sperimentare il sentimento umano dell’Amore. Un nobile messaggio, che emerge attraverso la pratica teatrale, la quale da quasi trent’anni si propone come palestra culturale e civile per gli studenti del Liceo “Tito Lucrezio Caro” di Sarno, impegnati peraltro anche nel campo della salvaguardia dell’ambiente.

«E quest’anno “La Nave dei Folli” -ha affermato alla fine dello Spettacolo il Prof. Franco Salerno- abbiamo aggiunto ai grandi Valori anche dei sentimenti: l’empatia, l’amore e l’elogio dell’imperfezione, che abbiamo veicolato attraverso il tema del robot, che sceglie l’imperfezione. Essa è la condizione della vita stessa, come sostiene Borges nell’Aleph. Dove c’è perfezione non c’è né cambiamento né progresso. “Perfetto” significa sì privo di errori, ma, al tempo stesso, finito, morto. Paradossalmente è proprio l’imperfezione a consentirci di proiettarci verso la perfezione. Questo è un discorso che vivono sulla loro pelle proprio i giovani. La vera questione nazionale è costituita dall’emigrazione giovanile e, in particolare, dalla “fuga dei cervelli”: in 3 anni il Sud ha perso 193.000 giovani laureati. Ma tutti tacciono, mentre invece lo slogan della Scuola italiana dovrebbe recitare così: “Prima i giovani”.

Mettendo in scena il nostro Spettacolo, abbiamo capito che il nostro eroe ideale è un nuovo Sisifo, rappresentato non dal personaggio mitologico, scaltro ma sconfitto (in quanto non riesce a portare il macigno sul vertice del monte), ma da colui che invece è forte e tenace nella quotidiana lotta contro le difficoltà per sé e per gli altri, perché solo così ognuno di noi può diventare una persona intimamente realizzata e davvero felice».

Guarda la photo-gallery completa a cura di Marco Crescenzi, clicca QUI

Attori

Benedetta Prisco, Rossella Lanzetta, Giuseppe Ragosta, Giampaolo Rendina, Alba Russo, Thaynara Vitolo, Flavia Sirica, Paola Robustelli, Gaetano Amato, Mario Salvati, Anna Matrone, Bruno Venia, Davide Magro, Giulia De Vivo, Francesco Ferraioli, Raffaela Serafino e Francesco Cutolo

Presentatrici

Ivana Crescenzi e Sabrina Perrino

Staff aiuto regia

Anna Dello Iacono, Vincenzo Rendina, Antonio Soriente (inserimenti video) e Mara Guidone (foto Compagnia “Nave dei Folli”)

Musicisti e cantanti

Elisa Cimmelli (violino solista), Carolina Cioffi (voce), Maria Criscuolo (voce), Pasquale D’Ambrosio (percussioni), Vittoria Fasolino (voce), Angela Giulia Massa (piano), Filippo Serafino (chitarra), Enrico Sirica (rapper) e Francesco Vitolo (sax)

Danzatori e Danzatrici

Giulia Annunziata, Francesco Buonaiuto, Davide Cerrato, Annalisa Corrado, Carmela De Vivo, Mariarosaria Iovino, Francesco Lodato, Tanya Maiorano, Martina Manfredonia, Daniela Montoro, Carmen Prisco, Antonella Vitolo e Rosa Vitolo

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Raffaele Di Matteo, dopo la Maturità classica, consegue la Laurea quadriennale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno, discutendo la Tesi in Istituzioni di Diritto Pubblico, dal titolo “Diritto dell’informazione radio-televisiva e nuove tecnologie”. Diventa Avvocato, penalista e civilista, specializzandosi nelle materie che interessano il diritto penale, tributario, di famiglia e di lavoro. Coltiva sempre la sua passione per la scrittura e per il giornalismo e tiene rubriche di diritto per vari periodici. Viene accreditato ad importanti ed internazionali Eventi come, ad esempio, il Festival di Sanremo, l'Ischia Film Festival, il Taormina Film Fest e l'Italian Movie Award. E' Presidente dell'Associazione culturale "Mediavox" dal 2012 e Direttore editoriale della Testata Web "MediaVox Magazine" dal 2015.