Io potrei vivere ovunque, mi basta una tammorra…

Vincenzo Romano, il Cantore Pellegrino

Foto tratta da Facebook

“Io potrei vivere ovunque, mi basta una tammorra…”. Così Vincenzo Romano, il Cantore Pellegrino delle Tradizioni, sintetizza la sua attuale esperienza artistica all’estero che è poi esperienza di impegno civile , di amore verso la sua Terra.

Un percorso vissuto nella convinzione che nella società odierna solo l’arte, il confronto, la riflessione comune, la condivisione di momenti di gioia siano in grado di arricchirci, di eliminare diffidenze e sospetti, di educare al riconoscimento della differenza come valore.

La musica è, per sua stessa definizione, ovviamente, in continua evoluzione: cambiano i tempi, i modi di pensare, le regole sociali, i popoli… e, di conseguenza, anche la musica.

E’ bene, però, non dimenticare mai le proprie radici, le storie delle migliaia di donne e uomini che ci hanno preceduto.

Senza di loro, oggi non ci saremmo ne’ noi ne’ la nostra musica.

“La musica, la mia musica , che è musica delle Tradizioni” – sottolinea Vincenzo – “ può compiere la più elevata di tutte le missioni. Può essere un legame tra nazioni, razze e stati, che sono stranieri le une agli altri in molti modi; può unire ciò che è disunito”.

Con queste certezze il giovane musicista paganese si è proposto, e con successo, oltre i confini nazionali.

Così, nell’ambito della programmazione culturale organizzata dall’associazione “SUDANZARE”, il gruppo Vincenzo Romano Uhanema Band (alla chitarra Leo Coppola, organetti Antonello Gialdino e al basso Michele Calvanico) è stato protagonista, dal 13 al 15 giugno, di due concerti all’estero, il primo tenutosi al Theatre du Voyageur (Parigi) dove la compagnia diretta da Tullia Conte e Mattia Doto presentava lo spettacolo “L’ultima Tarantata” ed il secondo nella città di Lille, nell’ambito della rassegna SCÈNES EN NORD – SCÈNES FESTIVES promossa da Collectif des MOBILES HOMMES e dal comune della stessa città.

A Creot in Borgogna il Cantore Pellegrino con sudanzare, dall’11 al 14 luglio è impegnato ancora in un tour dedicato alla cultura italiana. Lo scopo della manifestazione è condividere il ricco patrimonio immateriale proprio delle culture mediterranee ed in particolare di quelle intorno al Vesuvio.

L’ impegno all’estero è nato dal desiderio di offrire una serie di proposte musicali atte a trasmettere il valore della diversità culturale attraverso lo studio delle musiche tradizionali. La musica tradizionale, espressione dei valori di un determinato gruppo etnico, ha come caratteristiche fondamentali la semplicità, la ripetitività e l’immediatezza dell’esecuzione alla portata di tutti. In questo modo diventa una forma di conoscenza della propria identità e di quella altrui, della funzione storico-sociale e dei valori legati alla musica stessa.

Vincenzo Romano nasce a Pagani il 16 giugno 1990.

Inizia a suonare (tamburi a cornice e succedanei) e cantare con artisti del calibro di Francesco Tiano, attore (Fellini, Tornatore, Wertmuller, R. De Simone) e folksinger nonché cantore delle tradizioni campane, esibendosi sin dall’età di nove anni con artisti sacri del genere (De Piscopo, Colasurdo, etc.). Attualmente insegna (e tramanda) nelle sue scuole gli antichi riti delle tradizioni campane (canto, musica, danza) e segue corsi di perfezionamento in percussioni con Paolo Cimmino. Nella sua lunga carriera, sempre in ascesa, si è esibito su prestigiosi palchi di festival (musica delle tradizioni, etnica e popolare) italiani ed europei. Ha preso parte al film Al destino non chiedere quando di G. M. Valletta (selezionato al GiffoniFF 2011) e al docu-film Pagani di E. F. Inno (distribuito da Istituto Luce e vincitore, all’International Documentary Master Doc Film Festival di Los Angeles, dell’Award Best Religious Documentary) contribuendo, per entrambi i film, anche con sue colonne sonore (Flos Carmeli; Curri, curri mamma mia). Per il docu-film Pagani, è stato ospitato a Parigi al Festival du Cinema du Réel, all’Istituto Italiano di Cultura a Marsiglia, al Museo etnografico di Udine, al Festival del Cinema di Roma e da eltri enti europei ed americani. Al suo attivo ha già n.3 album ed un CD con 2 brani, pubblicati con etichette indipendenti: 1) Mammeddio! Canti e ritmi di Primavere (2010); 2) Uhanema! (2016); 3)Natale in Armonia; 4) Curri curri, mamma mia, quest’ultimo è intitolato come l’unica canzone di S. Alfonso composta in vernacolo a Pagani nel 1775 della quale è esclusivo interprete al mondo. Vincenzo Romano costituisce per la città di Pagani il simbolo e l’erede incontrastato dell’antica tradizione locale.

Foto tratta dalla Pagina ufficiale di Facebook

Condividi questo articolo...Print this pageEmail this to someoneShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Pin on Pinterest0

Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.