Pagani, Città di Sant’Alfonso

 

Alfonso appartiene alla Chiesa universale, è di tutti, al di là delle buone ragioni anagrafiche, che non si rinnegano. La città di Pagani l’ha fatto cordialmente, spiritualmente suo. È stato qui per ben 23 anni. Sono tante le sue testimonianze di affetto per Pagani.

   Il giorno di Pasqua 1762, partendo per la sede vescovile di S. Agata de’ Goti, esclama: “Fratelli, vado in esilio, lontano da voi”.

   Rientrato, poi, il 27 luglio del 1775, e “come raddrizzandosi sulla persona”, confessa agli amici e confratelli: “Finalmente mi son levata la montagna del Taburno da sopra il collo! Sto a Pagani e ora mi vedo in paradiso”. Pagani, riconoscente e devota, da tempo canta: “A te Alfonso, raggiante di Dio, / parve bella la nostra Pagani. / Chino il capo, congiunte le mani, / domandasti al Signor l’amicizia, / che or ti unisce a questa città”.

   Qui, a Pagani, si venerano le sue reliquie; qui converge il cuore della città. Qui si viene, pellegrini devoti, da tutto il mondo per chiedere grazie e ispirarsi alla sua dottrina morale e ascetica. Qui si trova un’oasi di preghiera e accoglienza.

   Dal 12 novembre 1990, dalla venuta di Giovanni Paolo II, i pellegrini sono centuplicati. La città si è così riscoperta, si vuole riscoprire, meta di turismo religioso. Certo, ancora non può offrire confort adeguati, ma si va attrezzando. 

   Ad accogliere tutti c’è nella grande piazza S. Alfonso l’opera dello scultore Germano, la statua del Santo, tra acque zampillanti. Accanto si erge la Basilica Pontificia a lui dedicata. Rivestita di marmi preziosi, affrescata da Paolo Vetri, accoglie la nobile cappella con le reliquie di Alfonso. A destra si stende la casa religiosa (1743) dei Redentoristi, su progetto di Alfonso stesso e la direzione dei lavori dell’architetto regio Pietro Cimafonte. 

   All’interno, al I piano, negli ambienti frequentati dal Santo, è ubicato il Museo. Con i suoi ricordi costituisce un vero itinerario nella sua biografia e spiritualità. Segue la Pinacoteca con dipinti di alto valore storico e artistico. Al II piano si può visitare l’austera stanza, senza fregi, abitata da Alfonso dal 1775 fino al 1° agosto 1787. Fanno da guida Giovanna e Katia, giovani professioniste e poliglotte.

   Sullo stesso piano c’è la grande Biblioteca, voluta dal Santo. Con i suoi 50.000 volumi, incunaboli e cinquecentine, è una viva testimonianza della cultura e dell’amore di Alfonso per il libro. Non è gelosa conservazione. È aperta al pubblico per la consultazione e lo studio. Così l’Archivio storico con migliaia di documenti originali, riguardanti Alfonso e la Congregazione redentorista.

   Tutto questo vasto mondo di spiritualità e cultura è orgoglio e vanto di Pagani. I paganesi si riconoscono cittadini privilegiati e primi fruitori di questo ricco patrimonio, ma è giusto che ne godano quanti vengono e verranno in questa accogliente città di s. Alfonso.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.