E la chiamano estate…

L’estate è la stagione attesa. È il momento di realizzare qualche sogno: relax ai monti o al mare. Ma più che sogno il riposo è un’esigenza del vivere umano. Fa bene al corpo e allo spirito. L’arco sempre teso perde forza ed elasticità. Un periodo di sano riposo invece rivitalizza la persona; ricarica, risana, assicura maggiore impegno futuro e produttività.

Purtroppo ci sono persone che non se lo possono permettere questo riposo. Anzi per loro l’estate prospetta un doppio lavoro. È il caso delle lavoratrici stagionali del nostro Agro. Per loro l’estate riserva una particolare esperienza di vita.

L’oro rosso della Campania e della Puglia non può attendere. Così, proprio nel periodo più caldo dell’anno, per molte persone si presenta l’esigenza o l’opportunità di un doppio lavoro, in casa e nelle industrie conserviere.

Turni e orari quasi impossibili, cambiamenti improvvisi di ritmi, gesti monotoni, capi spesso rudi e intransigenti! Lavoro, pazienza e sudore. Un lavoro che sopraggiunge peraltro in un momento poco opportuno per fattori climatici, minacciando di apparire alienante. E la chiamano estate… Eppure per centinaia di nostre concittadine non lo è. La loro volontà, il bisogno, le loro braccia robuste e allenate non lo rifiutano ma l’attendono con una certa ansia.

In città e nei centri limitrofi gruppi consistenti, particolarmente di donne, raggiungono, in tempo utile e in diverse ore del giorno e della notte, le industrie, dando vita al processo di trasformazione dei prodotti della “nostra madre terra”. E fervono le macchine, e fervono gli spiriti.

Del resto il lavoro, qualsiasi lavoro, risulta meno pesante quando è sentito come realizzazione di se stessi, appagamento dell’esigenza di sentirsi utili agli altri, coscienza e riappropriazione delle proprie capacità, fonte di ricchezza e benessere.

Bella la sensazione di esserci e di prestare un servizio sociale. Genera gratificazioni sapere che il “prodotto finito” delle proprie mani raggiunge e rallegra la mensa di tante famiglie sparse nel mondo. Sono sensazioni che favoriscono, sul posto di lavoro, integrazione, amicizia, simpatia e possono diventare perfino fonte di gioia.

Certo, se già il lavoro part-time o a termine non soddisfa pienamente la persona umana, immaginarsi quello stagionale. Intanto, in mancanza totale di lavoro, anche quello solo stagionale è una provvidenza. Insomma ci si accontenta.

Così le forze lavoratrici del nostro Territorio danno testimonianza di intelligente adattamento alle situazioni di precariato, pur sempre in attesa di un lavoro più continuo e sicuro. L’operaio non può essere costretto a sacrificare i propri diritti fondamentali. Deve piuttosto poter liberamente perfezionare se stesso.

Sicché c’è estate ed…estate. Quella da noi nell’Agro riserva una caratteristica. Qui le varie categorie di persone si dividono, chi per il riposo, chi per un lavoro aggiunto a quello domestico, già tanto impegnativo.

Ma al di sopra di qualche piccola, possibile invidia o ipocrisia, le donne del nostro Agro pongono al primo posto la realizzazione di se stesse e la gratificazione di sentirsi doppiamente utili. E poi in estate…

Ogni lavoro umano accurato promuove, perfeziona, nobilita. Ne vale la pena. Tanto ci risulta dalla realtà quotidiana e non da futile quanto nociva demagogia.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.