FESTA DEL CINEMA DI ROMA: THE IRISHMAN DI MARTIN SCORSESE

Un interessante e coraggioso affresco storico. Questa il modo più giusto per definire ‘The Irishman’ la nuova perla cinematografica, la ultima fatica di Martin Scorsese. Interessante perché ricostruisce con una sceneggiatura ben dettagliata uno dei periodi più oscuri della storia americana, ed anche più misteriosi; coraggioso proprio perché in questo film si scava a fondo, cercando di far comprendere il più possibile alcuni aspetti, alcuni intrecci di quel periodo.

‘The Irishman’ è la storia del killer Frankie Sheeran, interpretato da un sontuoso Robert De Niro, ringiovanito digitalmente per l’occasione. Il suo personaggio non cade, ma vede altri cadere, vede persone vicino a lui che dovranno per forza di cose cadere.

Ulteriore particolarità il lungometraggio fa finalmente chiarezza, sperando che sia la versione definitiva, dell’altrettanto misteriosa fine del capo del sindacato dei camionisti, il Teamsters, James Riddle Hoffa, il cui volto è quello di un Al Pacino in stato di grazia. Nel cast non mancano anche Joe Pesci, nel ruolo dello scopritore e nonché mentore di Sheeran, Harvey Keitel e Bobby Cannavale. La sceneggiatura, scritta da Steven Zaillan, è tratta dal libro intitolato: ‘L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa’ di Charles Brandt.

Per alcuni ci potrebbe essere un richiamo, seppur velato, al capolavoro di Sergio Leone ‘C’era una volta in America’, altri invece, ed anche un po’ frettolosamente, lo avrebbero accostato anzitempo a ‘Il Padrino’ di Francis Ford Coppola, per analogia. Difatti entrambi i film sono tratti da romanzi di altissimo spessore. Nel caso de ‘Il Padrino’ il libro è stato scritto da Mario Puzo.

Eppure ‘The Irishman’ si discosta totalmente dai lungometraggi appena citati per il semplice fatto di essere, nella sua essenza, una storia vera, tratta da fatti veri, con personaggi realmente esistiti. Mentre gli altri due sono vicende inventate e mitizzate dai rispettivi autori.

Martin Scorsese non ha epicizzato nulla, non ha enfatizzato o quanto meno romanzato nessun fatto, almeno per quello che sembra, per il semplice motivo di voler ripercorrere un periodo ben preciso. Il suo intento, almeno per ciò che è sembrato, è quella di narrare una serie di eventi per il quale, il passare del tempo, determinerebbe la dimenticanza. Non per cattiveria, ma perché le generazioni future sono prese, maggiormente, dagli eventi che scorrono nella loro vita.

Nonostante la drammaticità, nonostante la durezza asettica voluta dal regista, non sono mancate, e non potevano mancare, dei momenti particolarmente divertenti come quello in cui sia Robert De Niro e Joe Pesci recitano in perfetto italiano.

In conferenza stampa, Martin Scorsese, ha spiegato come in realtà si è avvicinato al progetto: “Io e Robert non avevamo fatto un film insieme da ‘Casinò’ del 1995. Volevamo fare qualcosa di particolare. E’ stato De Niro che una volta acquistato e letto il libro mi ha chiesto di dargli un’occhiata”. Quasi involontariamente riprende il

discorso sulla polemica dei film Marvel, sostenendo che i lungometraggi tratti dai fumetti vanno bene, ma i giovani non debbano pensare che questi generi di film sia cinema in assoluto. In merito alla sua apertura a Netflix il regista ammette che è stato proprio grazie al colosso dello streaming che il progetto The Irishman è potuto decollare, con l’accordo in cui si prevedeva che il film rimarrà per quattro settimane nelle sale prima di approdare, il prossimo 27 novembre, sulla piattaforma streaming.

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Laureato in Giurisprudenza nel 2012. Da sempre appassionato di cinema e serie tv. Frequenta il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di cinema ‘Immagina’ a Firenze, diretto dal giornalista Giovanni Bogani. Di recente ha pubblicato con la casa Editrice Print Art il suo primo romanzo ‘La Notte di Mustang’.