FESTA DEL CINEMA DI ROMA: RON HOWARD

Seconda giornata, secondo pezzo da novanta alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema: Ron Howard. Il regista americano si presenta e presenta in anteprima alla stampa il suo terzo documentario sul mondo musicale. Dopo ‘Made in America’ sul festival fondato dal rapper americano Jay-Z ed “Eight days a week” sui Beatles, ecco a voi ‘Pavarotti’: un perfetto spaccato di vita del grande tenore italiano, scomparso ormai da lunghi dodici anni. Il ‘Ricki Cunningham’ di Happy Days lo fa rivivere attraverso immagini inedite, dagli inizi fino alla fine dei suoi giorni, con l’ausilio di testimonianze dirette di persone che hanno conosciuto personalmente il tenore. Dalle figlie alle compagne della sua vita, dai managers ai colleghi illustri come per esempio Bono Vox, il frontman degli U2.

Ogni fase della vita di Luciano Pavarotti è stata analizzata nel semplice tentativo, riuscito del resto, di far emergere non solo aspetti che non si conoscevano ma anche di improntare il discorso narrativo di tutto il documentario sulla sua straordinaria forza e della sua filosofia di vita su come affrontare le avversità. Questo elemento è ben sottolineato grazie al ricordo dell’ultima compagna di Pavarotti, molte volte colpita da diversi problemi fisici molto gravi.

Il suo sorriso, la passione per il cibo e la sua voglia di stare in mezzo alla gente e la sua ambizione più grande: quella di portare l’opera alle masse. Missione davvero riuscita. Non solo per i suoi successi personali, ma soprattutto a partire dal 1990. Quando si svolse il primo storico concerto, il 7 luglio del 1990, dei ‘Tre Tenori’. Per poi mescolare l’opera con la musica contemporanea mediante quegl’irripetibili appuntamenti del ‘Pavarotti & Friends’.

Ron Howard, dal canto suo, ha dimostrato per l’ennesima volta di essere un regista eclettico, di non lavorare solo su unico genere letterario ma trovare sempre nuove strade, nuove soluzioni. Eloquente la sua risposta in merito: ‘Fin dall’inizio della mia carriera mi sono sempre posto lo scopo di non fossilizzarmi solo su unico genere, ma di spaziare’. Nel citare solamente alcuni delle sue pellicole realizzate possiamo capire quanto, nella sua lunga carriera, Ron Howard ha spaziato: da Cuori Ribelli a Fuoco Assassino, da Apollo 13 al Codice Da Vinci e tanti altri ancora.

Inoltre abbiamo visionato, sempre in anteprima, la pellicola ‘1982’. A dispetto del titolo, non è la classica pellicola celebrativa del decennio anni ’80. Al contrario, ‘1982’ è ambientato in Libano e precisamente durante l’inizio degli attacchi degli israeliani ai danni dei libanesi. L’idea, anche per come la trama era stata annunciata, prometteva bene. Ovviamente non bisogna sempre attendersi un film di guerra, anche quando la medesima è sullo sfondo di una storia che s’intreccia con la realtà.

La storia è quella di un bambino che dichiara amore alla sua compagna di classe, il giorno stesso che i bombardamenti abbiano inizio.

Di sicuro è uno spaccato di vita, tra speranze e paure dei vari protagonisti, di sicuro non ci sarebbe nulla da obiettare se alcune scelte di sceneggiatura e di regia comportano, purtroppo, un effetto soporifero del lungometraggio. Peccato davvero per l’occasione sprecata.

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Laureato in Giurisprudenza nel 2012. Da sempre appassionato di cinema e serie tv. Frequenta il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di cinema ‘Immagina’ a Firenze, diretto dal giornalista Giovanni Bogani. Di recente ha pubblicato con la casa Editrice Print Art il suo primo romanzo ‘La Notte di Mustang’.