“SHOAH – LA CINTURA DEL MALE”

Roma / Il libro sarà presentato al Senato il 7 novembre 2019

L’EVENTO A ROMA

Giovedì 7 novembre 2019 – ore 11:00 presso il Senato della Repubblica. Su iniziativa del Senatore Avv. Francesco Urraro, si terrà la Conferenza stampa di presentazione del libro “SHOAH – LA CINTURA DEL MALE” UN VIAGGIO FRA IL VALORE DELLA MEMORIA E LA MISTICA NAZISTA.

Un percorso inciso sul sentiero della Memoria e del suo inestimabile valore, in comparazione con la Mistica Nazista e il suo spessore simbologico

Apertura dei lavori: Senatore Avv. Francesco Urraro.

Relatori: Sara Patron, Scrittrice, moderatrice, blogger; Fabio Corbisiero, Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze Sociali Università Federico II di Napoli, Docente di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio; William Silvestri, Direttore Editoriale “Argento Vivo Edizioni”.

Reading: Bruno Petrosino, attore teatrale. Sarà presente l’autore: Antonio Masullo, Avvocato penalista e Giornalista pubblicista.

 

IL VOLUME E L’AUTORE: LA PAROLA AD ANTONIO MASULLO

 Come nasce l’idea di questo libro?

 Il testo nasce da un viaggio fatto nel 2015 al campo di concentramento di Fossoli, vicino Carpi (MO), in Emilia Romagna. Da sempre affascinato dalle dinamiche reali che hanno originato il secondo conflitto mondiale, il mio percorso di ricerca mi ha condotto all’incontro tangibile, ma non rivelato, di due persone completamente diverse e per molti aspetti eticamente antagoniste, che hanno vissuto in quel periodo storico: un partigiano italiano, figlio legittimo della Resistenza, e un ex ufficiale tedesco della Wehrmacht. Entrambi, nella consapevolezza degli anni, mi hanno raccontato le loro storie personali, i loro aneddoti bellici, il loro sopravvivere a quella che è stata “la guerra delle guerre”, “lo spartiacque tra il vecchio mondo e il nuovo”, “perché ciò che è accaduto nel periodo del Secondo Conflitto Mondiale non era mai avvenuto prima e su così larga scala”. L’incontro spirituale con queste due “memorie storiche” viventi ha fatto nascere l’idea di un’opera che si struttura a tratti in forma diaristica, a tratti in un vero e proprio racconto di eventi che intrecciano personaggi pubblici quali la filosofa tedesca Hannah Arendt, la Principessa Mafalda di Savoia, Ilse Koch, la medium “Maria Orsic”, il colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, passato alla storia come l’autore dell’operazione “Valchiria” del 20 luglio 1944, e alcuni partigiani italiani della provincia di Parma che, con il loro sacrificio, hanno tratto in salvo decine e decine di persone dalla morsa atavica del nazifascismo.

 Quali i luoghi della storia?

 Non solo Auschwitz, ma anche Buchenwald e soprattutto il Castello di Wewelsburg, fanno da scenario al testo e spiegano al lettore gli orrori che si sono realmente verificati, in particolar modo fra il 1943 e il 1945. Centrale, altresì, è certamente la cittadina di Anglosia, dove si è stabilita una delle due protagoniste principali del romanzo. In realtà, Anglosia, è ispirata alla cittadina di Roccagloriosa, collocata geograficamente nella provincia di Salerno. E infatti, la Necropoli della città di Leo e il mito della principessa Fistelia, provengono proprio dai ritrovamenti archeologici effettuati sul finire del secolo scorso, nella precitata ridente cittadina cilentana. Tutti questi elementi, da me personalmente visitati, hanno reso possibile creare un luogo, come quello di Anglosia, che anche se immaginario, trova le sue fondamenta descrittive, sia paesaggistiche che culturali, nella splendida cittadina di Roccagloriosa.

 Nel testo si analizzano le cause e la portata della “furia nazista”…

 Sì, lasciando lo scenario armonioso e misterico di Anglosia, è necessario delineare i limiti e la portata della “furia nazista”, legata imprescindibilmente e indissolubilmente a un misticismo che stava per finire nei “buchi neri” della dimenticanza ma che invece, attraverso il racconto di questi due uomini, nell’ultimo scorcio della loro vita, è emersa in tutta la propria crudeltà e mi ha concesso l’opportunità di comprendere che le ulteriori cause del nazismo, e quindi del pedissequo conflitto mondiale, non sono solo ed esclusivamente politiche, sociali, economico – finanziarie e ideologiche, bensì sono da ricercare, indispensabilmente ed inevitabilmente, nella cosiddetta “Mistica Nazista”. Un progetto ben ordinato e preordinato da “pochi” che, grazie all’inganno perpetrato a discapito del popolo tedesco, sono riusciti a mettere su, la quasi infallibile macchina nazista che aveva come obiettivo finale, non solo la “soluzione ebraica”, che rappresenta in realtà uno degli effetti, bensì il predominio sul mondo intero attraverso la totale manipolazione mediatica dei popoli.

 Come definisce il suo volume?

 Definisco questo libro uno “spazio aperto”: non rilascia risposte esaustive e non è custode di verità segrete e rivelate, ma propone domande e spunti di riflessione su ciò che realmente è accaduto e da cui ripartire con una rinnovata analisi storica, individuando e neutralizzando, quanto di “volontariamente edulcorato” è stato trasmesso nel corso del tempo. In un articolo dal titolo “Il risveglio dovuto” https://www.expartibus.it/il-risveglio-dovuto/ scrivevo: “È un dato di fatto che molte pagine della Storia vadano riscritte: nel rispetto assoluto degli storici e degli storiografi, passati e contemporanei, è necessario, per non dire indispensabile, che gli studiosi contemporanei debbano rimettersi sui libri, ed espletare un analitico e certosino lavoro d’indagine storica ad ampio spettro. Gli storici hanno il dovere etico, morale, sociologico di ricostruire i segmenti temporali finiti nelle falle oscure della storia; e hanno un unico e prezioso punto di partenza: le testimonianze degli ultimi sopravvissuti all’Olocausto. Le vittime della Shoah non sono soltanto gli ebrei, ma tutte le persone e gli individui che, pur non essendo di religione ebraica, hanno attivamente e fattivamente lottato, rimettendoci la propria vita, per ristabilire l’equilibrio e l’ordine, in quel marasma confusionale e oscuro in cui la società europea, statunitense e giapponese versava. Bisogna dar voce a chi ha visto e sentito, patito e sofferto, a chi è stato schiavizzato e ha resistito, vivendo per la propria e l’altrui liberazione: e non c’è ancora molto tempo, purtroppo”. Non sono scandalosi soltanto i sei milioni di ebrei spazzati via, bensì i cinquantacinque milioni di persone e oltre cha hanno comportato il secondo conflitto mondiale.

 Questo testo può riaprirsi all’Autore in qualsiasi momento, dandogli l’opportunità di scrivere e riscrivere la verità dimenticata…

 E’ vero. Il fenomeno del “nazismo” così come quello del “fascismo” devono essere ulteriormente e nuovamente analizzati da ogni singolo angolo prospettico loro afferente: si parte dall’effetto per poter giungere alla causa, alle cause. L’Umanità è ancora ignara delle vere ragioni e delle precise e autentiche motivazioni che hanno spinto una ristretta “cerchia di uomini” a dar vita ad una macchina che ha spazzato via milioni di vite, di storie, di opportunità. Il mito della “razza ariana” ha lasciato che le menti delle generazioni postume al conflitto mondiale ottundessero il proprio spirito critico e consapevolmente maturo. Ma tutta questa “ingannevole ed edulcorata impalcatura storica”, alla luce delle centinaia di testimonianze rilasciate nel corso del tempo dai sopravvissuti e da coloro che, purtroppo, ne hanno parlato solo nel proprio privato non riuscendo a essere ascoltati da chi avrebbe potuto e dovuto divulgare tanto sapere e conoscenza, non sta più in piedi, non regge ed è definitivamente destinata a cadere per cedere il testimone alle verità nascoste e celate.

 Quanto è importante ricostruire la verità storica?

 Per quanto sia difficile ottenere un quadro storico completo di quel periodo è necessaria, adesso, una ricostruzione degli eventi su una nuova base testimoniale e documentale e, soprattutto, una rivalutazione delle figure storiche, anche di alto spessore, che hanno contraddistinto quel particolare momento della storia dell’Umanità! La verità storica è stata per molto tempo nelle mani di pochi; ma la conoscenza della realtà, di ciò che davvero è stato ed è avvenuto è un bene universale che appartiene a tutti, nel presente come nel futuro, in rispetto della Memoria di chi non ha più voce per gridarla e ci invita, con il suo latente pulsare, ad ascoltare, ad apprendere, a studiare e a divulgare.

 Perchè la scelta di scrivere un romanzo?

 La chiave romanzesca di questo testo mi ha dato l’opportunità di rilasciare “codici” al lettore che, attraverso un personale sforzo intuitivo, può diradare la nebbia dell’inganno storico e nutrire un proprio personale pensiero critico su tale scottante e irrisolta tematica, concedendosi la facoltà di porsi domande nuove e di spessore. Il Vice Fuhrer Rudolf Hess morto nel 1987 nella prigione di Spandau a Berlino, era veramente “fuori di testa”, oppure il suo viaggio nel maggio del 1941 in Scozia per conferire con il Duca di Hamilton aveva un senso rilevante e ben preciso? Per quale motivo un istituto penitenziario come quello di Spandau, che poteva contenere almeno 600 detenuti, dal lontano 1966 è rimasto attivo solo ed esclusivamente per ospitare Hess fino al giorno della sua morte avvenuta, in circostanze altamente sospette, il 17 agosto del 1987, costando dal ’66 in poi appunto, circa 40 milioni di marchi a carico della stessa Germania e non delle Potenze Alleate? Per quale motivo la medium Maria Orsic voluta da Joseph Goebbels, il Ministro della Propaganda del Reich, è stata completamente cancellata dalle pagine della storia del misticismo nazista? Per quale motivo il Castello di Wewelsburg non è stato oggetto di studio maggiormente approfondito dagli storici? Perché non si fa menzione dei culti pagani che gli alti gerarchi nazisti e molti ufficiali delle SS vi praticavano? Perché alcuni nomi di partigiani romagnoli sono stati completamente ignorati e dimenticati dalla storia, pur avendo pagato con la propria vita il loro contributo alla difesa e alla liberazione del popolo italiano? Quali verità frammentate devono essere ricomposte in merito alla cattura e alla permanenza della Principessa Mafalda di Savoia nel campo di concentramento di Buchenwald? Che ruolo ha avuto il coniuge della principessa Savoia, Filippo D’Assia – Kassel politicamente, istituzionalmente e come consorte della compianta Mafalda? La figura della precitata principessa può, in realtà, comparare le cause, gli effetti e le motivazioni sottese al patto Hitler – Mussolini? Che ruolo ha avuto la Chiesa Cattolica durante il Nazifascismo? La Resistenza tedesca fin dove si è spinta per debellare la mostruosità del Terzo Reich? In che punto storico cessava il male perpetrato dai nazisti e iniziava l’inganno delle potenze alleate? Nulla è compiuto e nulla è definitivamente rivelato.

 Che  cosa è veramente questo romanzo?

 E’ un invito a ragionare, a porsi nuovamente domande, a tentare di integrare la parte sana della Storia con nuove verità, eliminando tutto quello che non conta. Un invito all’approfondimento, allo studio e alla logica degli eventi. I nazisti non sono stati l’unico male del secondo conflitto mondiale e i loro “amati” lager rappresentano soltanto l’effetto e non la reale causa. È giunto il tempo che le responsabilità storiche vengano legittimamente ed equamente redistribuite. Morto o vivo, contemporaneo e non: l’urlo della vita spirituale è ben più forte del silenzio della morte fisica!

 Shoah – La cintura del Male è agganciato al tour della Memoria: quale il senso del tour, da lei ideato e voluto?

 Il senso del tour è questo: la Memoria è l’unico valore assoluto che restituisce dignità alla verità e all’Umanità e, pertanto, non deve farsene un “abuso” soltanto il 27 gennaio di ogni anno, bensì in ogni singolo giorno del calendario, al fine di mantenerla viva e feconda soprattutto per le nuove generazioni. L’ho dichiarato alla prima presentazione lo scorso 26 gennaio alla Domus Ars di Napoli, dove ho avuto come relatori il giornalista e divulgatore scientifico Alessandro Cecchi Paone, il prof. universitario Franco Biancardi dell’Unisob e tanti altri che si sono succeduti nel tempo. Al debutto del testo, hanno curato il reading tre attori di alto calibro e spessore artistico – professionale: l’attrice edoardiana Anna Maria Ackermann, Lucia Stefanelli Cervelli e lo straordinario Danilo Rovani. Ho incontrato militari, politici, operatori del diritto, professori di storia, Dirigenti scolastici, prelati della Chiesa Cattolica, allievi della Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare di Caserta, Ufficiali della Marina Militare di Napoli: ognuno di loro è un incitamento a continuare. A ogni presentazione il messaggio di Shoah – La cintura del Male si potenzia e si articola maggiormente.

 Il prossimo appuntamento sarà molto importante…

 Sicuramente sì, il 7 novembre, alle ore 11:00 sarò con una squadra brillante in Conferenza Stampa presso la Sala “Caduti di Nassiyria”, a Palazzo Madama presso il Senato della Repubblica. Evento fortemente voluto da me, ma soprattutto dallo straordinario Senatore Avv.to Francesco Urraro che ho già avuto l’onore di ospitare, lo scorso 19 ottobre, in un’altra presentazione del libro, nel prestigioso Museo Filangieri di Napoli. Il Senatore è molto sensibile alla tematica dell’Olocausto e ha più volte ribadito di essere particolarmente incuriosito da questi ulteriori angoli prospettici dello studio del Nazismo, trattati nel mio testo appunto, che concernono l’esoterismo hitleriano. Modererà l’incontro la scrittrice Sara Patron che assumerà anche la veste di relatrice; sarò coadiuvato in questa nuova esperienza istituzionale dal mio caro amico e stimatissimo professore universitario federiciano Fabio Corbisiero che ha sin da subito accolto con genuino entusiasmo la collaborazione in questo progetto. Curerà il reading lo straordinario attore romano Bruno Petrosino che è rimasto particolarmente affascinato dalla tematica affrontata in Shoah – La cintura del Male e dal profilo psicologico dei personaggi.

 Sappiamo che vuole fare degli ulteriori ringraziamenti…

 Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente la collega e vostra validissima collaboratrice, la dott.ssa Giovanna Passariello, che, oltre a essere stata mia moderatrice – relatrice alla presentazione tenutasi nel marzo scorso, presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Napoli e ospite insieme a me, nella trasmissione televisiva dal titolo Diciamolo noi, su JulieTv, col Generale Carmine De Pascale e condotta dal giornalista Gerardo Amendola, ha organizzato una delegazione del Comitato Ad Astra Odv, di cui ricopre la carica di Presidente, che parteciperà con entusiasmo e attenzione all’evento del prossimo 7 novembre. Tengo davvero a ringraziare il mio fraterno amico Dr. Pietro Riccio, Direttore Responsabile di ExPartibus, testata per la quale scrivo, e il vicedirettore dott.ssa Lorenza Iuliano che mi coadiuvano e mi supportano da più di un anno per la realizzazione di ogni singolo evento. Ringrazio inoltre doverosamente il mio editore, oramai fraterno amico, Dr. William Silvestri della Argento Vivo Edizioni che ha creduto nel progetto sin da subito e ha investito soldi, risorse e tempo in questo percorso che ha ancora altri giorni da vivere e rivelarsi. Ringrazio voi di Mediavox per l’attenzione che state dando al mio testo e al tour della Memoria che persegue spedito, il suo percorso itinerante in ambiti scolastici, giuridici e istituzionali.

Quali sono i prossimi appuntamenti del tour?

Dopo l’appuntamento a Roma, partirò per il Veneto dove sono fissate ben tre presentazioni, a Verona e a Padova, per poi continuare nuovamente a Napoli, presso l’Aeronautica Militare di Capodichino – Comando “Ugo Niutta”, evento promosso proprio dal Comitato Ad Astra Odv, e avrò come relatori l’amico e collega Marcello Cocchi e il Generale Francesco Bianco. Il 15 dicembre, sarò invece al teatro partenopeo “Instabile”, dove avrò al mio fianco il bravissimo attore e regista Gianni Sallustro. Per la prossima giornata della Memoria sarò a Siderno, in Calabria, ospite dell’Associazione FIDAPA, con cui ho già preso contatti e accordi. Ovviamente, ho in serbo alcune novità che, al momento, non intendo rivelare. Seguitemi e ne saprete di più.

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