No alla violenza negli stadi

Assistere a uno spettacolo sportivo, a una partita di calcio in particolare, rappresenta uno dei più diffusi e popolari modi di impiegare il tempo libero in Occidente. Purtroppo quella che dovrebbe essere una festa si trasforma spesso, specialmente da noi in Italia, in occasione di violenza.

Le cronache delle partite sulla stampa non si limitano ormai da tempo a raccontarci le prodezze agonistiche di questo o quel campione, ma ci riferiscono di aggressioni, scontri, risse, assedi, agguati, accoltellamenti, ferimenti, lanci di oggetti, di petardi, di pietre, di bombe, giù fino a che talvolta l’insensata spirale di violenza non lascia sul campo il morto ammazzato.

Il problema della violenza negli stadi è un problema annoso. Periodicamente, da molto tempo a questa parte, si organizzano dibattiti, si esecra, si condanna, facendo ricorso a una retorica sempre più stucchevole, ma non si fa sostanzialmente niente, fino allo scontro o al morto successivi.

E proprio contro la violenza, il Comandante della stazione carabinieri di Angri, Alessandro Buscema e il tenente Massimo Santoriello, comandante radiomobile di Nocera Inferiore hanno incontrato, giovedì 12 dicembre, i ragazzi dell’ISIS “G. Fortunato” di Angri presso l’aula multimediale della scuola , lanciando una sollecitazione, originale, semplice, ma efficace: Allo stadio… rispettando le regole.

L’obiettivo è quello di ridare al calcio il suo autentico significato.

La parola “sport” – ha sottolineato il comandante Buscemaè sinonimo di lealtà, di competenza, di sana competizione, di crescita fisica e morale, di aggregazione sociale, non di violenza allo stato brado. Troppe volte sugli spalti e lontano da essi si verificano episodi che nulla hanno a che vedere con lo sport nel suo significato più vero, più alto e che arrivano a trasmettere, soprattutto alle giovani generazioni, messaggi forvianti.

D’accordo anche il tenente Santaniello. Bisogna riavvicinare – ribadisce- tanti ragazzi insieme alle loro famiglie al calcio restituendolo però nel suo significato originale al di là della violenza e dei campanilismi.

Ben felici di aver potuto accogliere gli uomini dell’Arma dei Carabinieri, caposaldo imprescindibile della sicurezza del territorio – ha dichiarato SantangeloA loro va il nostro grazie per quanto offrono quotidianamente. I nostri ragazzi hanno potuto rendersi conto dell’importanza del dialogo, della piena condivisione per le gioie dello sport che non può mai trascendere in violenza e soprusi.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.