Un pallone finito ad Auschwitz

Il 17 gennaio scuole superiori a raccolta presso il teatro Diana di Nocera Inferiore per vivere, con qualche giorno in anticipo, il Giorno della Memoria , con lo spettacolo “Un pallone finito ad Auschwitz”, nell’ambito della rassegna “Scuola in teatro”, organizzata dalla Compagnia Arte Varia diretta da Francesco Esposito.
È la storia di Arpad Weiz allenatore , ex giocatore di origini ungheresi ed ebreo, trasferito in Italia come allenatore del Bologna calcio negli anni ’30. Catturato durante il periodo nazifascista viene deportato ad Auschwitz dove muore insieme alla famiglia.
Lo spettacolo è un’occasione per riflettere sul valore della Memoria, anche e soprattutto per comprendere, oltre alle dittature del passato, quelle del presente. Il valore dello studio e della Cultura emerge come strumento salvifico di Libertà.
Il Giorno della Memoria è stato istituito dal Parlamento italiano con la Legge n. 211 del 2000, riconoscendo il 27 gennaio come data simbolica per “ricordare la Shoah (lo sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli Italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, e anche quanti, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. Il 27 gennaio 1945, come noto, i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. La Legge 211 impegna a organizzare “cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere”.
“Vivere davvero il Giorno della Memoria- ha sottolineato la prof.ssa Anna Aufiero, docente di Italiano e Storia presso l’ISIS “G. Fortunato” di Angri – significa difendere i valori e i principi di uguaglianza, democrazia, libertà nelle nostre vite, evitare di pensare che i fatti di 80 anni fa non ci riguardino o non possano riaccadere. Dobbiamo aiutare i giovani a incarnare il concetto di “storia maestra di vita” e, soprattutto in questa fase in cui stanno scomparendo i testimoni diretti dell’Olocausto, proteggere il dono della memoria e dei racconti che ci hanno trasmesso”.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.