Festeggiando San Valentino

Forse più di qualsiasi altra festa, il giorno di san Valentino è l’occasione per celebrare l’elevazione dello spirito attraverso il perdono e il raggiungimento dell’armonia universale.

In questa giornata, si abbandona ogni sentimento negativo: odio, rancore, tristezza e paura sono emozioni vietate! Il 14 febbraio è la festa dell’amore per eccellenza, un’occasione per celebrare le relazioni familiari, di amicizia e con l’essere umano in generale, dimenticando le differenze sociali e culturali a favore dell’integrazione e della pacifica convivenza tra i popoli.
La ricorrenza di San Valentino, oggi conosciuta come la festa degli innamorati, deriva da una festa celtica che celebrava l’amore universale, l’amore verso la Natura, verso Madre Terra con tutte le specie che l’abitano. La fratellanza e l’amicizia. Un significato quindi molto più ampio e profondo della concezione attuale.
La festa di San Valentino, celebrata in gran parte del mondo, soprattutto in Europa, nelle Americhe ed in Estremo Oriente, è stata cooptata dalla Chiesa che l’ha sostituita ad una precedente ricorrenza pagana, la festa delle Lupercalia. I Lupercali erano una festività romana che si celebrava in onore del dio Luperco, protettore del bestiame.
Ma è noto che i romani attingevano a piene mani, per i loro riti, simboli e ricorrenze, alla tradizione celtica. E in effetti se vogliamo conoscere il vero significato di questa ricorrenza dobbiamo ricercare nelle sue origini celtiche.
La festa degli innamorati nasce da un popolare rito pagano per la fertilità, che la Chiesa cattolica ha fatto suo. Fin dal quarto secolo a.C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. Per mettere fine a questa pratica la Chiesa ha cercato “un santo degli innamorati”, identificandolo nel vescovo Valentino, martirizzato circa 200 anni prima.
A San Valentino, allora, l’amore ci chiama. E il valore di un amore sta nella spinta alla trasformazione che produce.
Se ci porta a diventare pazienti, moderando l’egocentrismo; a diventare flessibili se siamo un po’ rigidi; a fare cose diverse dal solito se tendiamo ad adagiarci nelle abitudini; a correre rischi ed essere coraggiosi nonostante la paura. Se ci fa scalare montagne nonostante la pigrizia, se ci fa “andare verso” nonostante la stanchezza; se ci porta a dimenticare la ragionevolezza e ci fa avventurare fuori dalla nostra “comfort zone”. Se ci spinge a superare i nostri confini e i nostri condizionamenti, se ci fa crescere e cambiare in meglio: allora un amore vale. Allora l’amore sta compiendo la sua opera.
Una cosa è sicura, non si può amare nessuno se non si impara ad amare se stessi, amare vuol dire donarsi agli altri, e dobbiamo essere fieri di quello che abbiamo da offrire. Amare qualcuno, chiunque esso sia, significa essenzialmente comprendere la persona e mettersi nella condizione di accettare le sue scelte, senza però perdere la lucidità che è alla base di ogni relazione sana.
L’amore è associato ad una sensazione di soddisfazione e appagamento, il nostro cervello ha bisogno di amare per avere in cambio stabilità e sicurezza.
Questo concetto potrebbe essere riassunto da una frase di Jack Nicholson nel film Qualcosa è cambiato: “Tu mi fai venire voglia di essere un uomo migliore”. Una splendida definizione d’amore.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.