Le ombre non mentono

DIRETTA FACEBOOK/ Presentato il romanzo “le Ombre non mentono” (Guida Editori) di Franco Salerno

Perfettamente organizzato dall’ “Assostampa Campania Valle del Sarno”, l’Evento ha riscosso grande successo presso il pubblico della Rete.
Moltissimi i collegamenti, entusiasti i commenti. Le visualizzazioni continuano ad aumentare.

Per rivedere il video, clicca QUI

La cultura non si ferma in tempo di Covid, che non è riuscito a spegnere gli entusiasmi della Comunità degli scrittori e dei lettori, sempre più attratti dalla letteratura come foriera di vita e di umanità. Ne è un fulgido esempio la Diretta Facebook della Presentazione -dalla Pagina dell’ “Assostampa Campania Valle del Sarno”- del romanzo “le Ombre non mentono” (Guida Editori) di Franco Salerno, realizzata il 21 dicembre 2020. Regista impeccabile dell’Evento è stata la Dott.ssa Barbara Ruggiero, Presidente “Assostampa Campania Valle del Sarno”, che ha sottolineato l’apertura dell’Assostampa verso la modalità innovativa della Videoconferenza e il carattere di Presentazione-Spettacolo della Manifestazione, incentrata sull’alternanza della parola, della musica e della danza.

Grande protagonista della splendida serata è stato, infatti, anche il Maestro Ugo Maiorano, che, accompagnato dalle meravigliose e affascinanti danze di Tanya e Rossella Maiorano, ha magistralmente commentato i momenti più importanti della serata con canzoni folk che richiamano il testo del romanzo.

Incisivo e autorevole è stato l’intervento introduttivo del Prof. Salvatore Campitiello, Consigliere Regionale dell’Ordine dei Giornalisti, il quale ha ricordato la fase difficile che attraversa la Cultura italiana, minacciata dalla fuga dei cervelli e dalla dispersione scolastica: essa, invece, va difesa come bene pubblico fondamentale e vitale. L’appuntamento della serata è andato proprio in questa direzione, in quanto -egli ha sostenuto- il Prof. Salerno “è un intellettuale poliedrico che crede nei grandi Valori”.


Grazie alla sapiente e brillante azione di Moderatrice della Prof.ssa Maria Frecentese, docente del Liceo Classico “T. L. Caro” di Sarno, si è entrati nel vivo del romanzo. Qualche parola sull’Autore del volume. Franco Salerno, laureato in Lettere classiche e in Sociologia, già docente di Italiano e Latino nei Licei, ha insegnato Linguaggio giornalistico all’Università di Salerno. Coautore di due storie della Letteratura italiana, ha pubblicato “Il Labirinto e l’Ordine” (Commento integrale alla “Divina Commedia”) e il romanzo “La Città che urla segreti”, prima Opera della Trilogia “Campania misteriosa”, di cui “le Ombre non mentono” sono la seconda.


Il romanzo inizia con un inspiegabile delitto che insanguina l’Atrio del Duomo di Salerno. Esiste un legame fra questo assassinio, una strage di animali e l’uccisione di una innocente fanciulla? Di che cosa parla un arcano testo della Scuola Medica Salernitana? Sono, questi, alcuni degli interrogativi su cui indaga l’antropologo Giacomo De Marinis, protagonista anche del primo romanzo. Sulla copertina del volume campeggia un’intrigante e artistica foto, opera del Maestro Roberto Cascone, che con grandissima sensibilità rende il simbolismo della porta che introduce il lettore nel tema del mistero attraverso il contrasto Luce-Ombra.
La Prof.ssa Frecentese ha rivolto con notevole finezza due domande, per così dire generali, al Prof. Salerno: perché la scelta della città di Salerno come contesto e perché nel romanzo compare la contaminazione fra culture e generi letterari diversi?
Perché Salerno –ha sostenuto l’Autore, riuscendo subito ad avvincere il pubblico della Rete, che gli ha rivolto in diretta circa duecento messaggi- è una città arcana, in cui religione e magia, santi e demoni, verità e leggenda si fondono e si confondono tra loro. E il mistero si presenta dove tu non te lo aspetti, ad esempio nel Duomo, in cui c’è un dispiegamento di animali simbolici, dal leone alla scimmia al Centauro, mezzo uomo e mezzo bestia. E uno dei personaggi, Giovanni degli Innocenti, ogni sera accarezza tutti gli animali del Duomo scolpiti nel marmo: quello che egli visita è un mondo terribile, ma che gli dà tranquillità.”
Quanto alla seconda domanda, Salerno ha così risposto: “La storia e la società sono fatte di interconnessioni e commistioni. Ogni grande cultura è mescidata, come la satura lanx dei Latini, un piatto fatto con la mescolanza di vivande varie. Nel mio romanzo si avverte l’eco della scrittura di Grandi Autori, come Dostoevskij e Faulkner, da cui ho ripreso la tecnica della narrazione dal punto di vista del personaggio. Ma nel mio libro c’è anche la cultura popolare, che è portatrice di una nobile Weltanschauung, incardinata sulla fratellanza e sulla solidarietà”.
Questi concetti sono stati perfettamente commentati con tammorra e chitarra da Ugo Maiorano, fondatore dell’Associazione “Tammorra felix”, autore da trent’anni di ricerche etno-musicologiche e collaboratore di Peppe Barra e Jacopo Fo. Il Maestro ha eseguito due brani: Angelaré, che parla di fate e di misteri e del ruolo fondamentale della donna nella vita e nella società, e Riturnella, che tratta dell’amore fra due amanti lontani e di un messaggio affidato ad una rondine, tutti temi, questi, fondamentali del romanzo di Franco Salerno.
A metà della Diretta l’intervento del Prof. Giovanni Savarese, Docente di Storia della Scuola all’Università di Salerno, intellettuale colto e raffinato, che ha fornito una lettura originale e coinvolgente del romanzo.
Il Prof. Savarese nella sua Relazione rigorosa e documentata ha proposto alcune innovative chiavi di lettura del romanzo, che può essere un “Mysthic thriller” (avendo come ingredienti la commistione tra Religione e Magia) oppure un romanzo di formazione del protagonista (che all’inizio pensa di poter risolvere i misteri dei delitti, ma poi si accorge che anche lui è invischiato in un reticolo di ostacoli che lo faranno soffrire) oppure un romanzo dalla struttura circolare alla Jorge Luis Borges. Inoltre, il Relatore ha ammirato, nell’ambito del romanzo (che -ha chiarito- va letto lentamente per coglierne tutte le sfumature), dei dettagli molto significativi (ad esempio, il fatto che tutto ruota intorno alla sillaba “Ma,” che rimanda anche al medico Andrea Mauteri, il quale scrive un romanzo nel romanzo, in realtà parti di un romanzo che chiariscono il romanzo stesso). Infine, il Prof. Savarese -evidenziando con notevole perizia critica la scansione tipicamente cinematografica del racconto, fluida e dinamica, ben strutturata in 8 (numero simbolico!) giorni- si augura che dal testo de le Ombre non mentono si possa trarre un film.


A queste ultime parole del Prof. Giovanni Savarese si è collegata la Prof.ssa Frecentese, chiedendo all’Autore di illustrare i rapporti fra Angoscia e Cinema nel suo romanzo e la sua concezione delle Ombre. “Ogni mio personaggio -ha risposto Salerno in maniera interdisciplinare- si confronta quotidianamente con la materia dei propri incubi o, meglio, con il Perturbante, che si identifica con la scena più traumatica della sua vita, la quale resta perennemente accampata davanti ai suoi occhi. Ora, il Perturbante fa parte degli ingredienti di base del linguaggio cinematografico. Inoltre, la mia trama si prestava ad esser narrata proprio con le tecniche del linguaggio cinematografico: colpi di scena e dinamismo, narrazione simultanea e dettagli rivelatori, senso dello spazio, reso con alternanza fra zoom e panoramiche, e senso del tempo, reso con alternanza tra flashback e flashforward.”
Quanto all’ultima domanda l’Autore ha fornito questa interessante e spiazzante risposta: “Nel mio romanzo non compare l’Ombra classica, vana e non concreta, e nemmeno l’Ombra del Doppelgänger (“colui che cammina accanto a noi”) di Otto Rank, che è anticipazione della Morte, ma l’Ombra come un “alter ego” che agisce dentro ognuno di noi e ci pone faccia a faccia con la Vita. Perciò, nel mio romanzo, le Ombre sono anche le persone care scomparse, che, come vuole la tradizione popolare, ‘stanno nel mondo della Verità’ e perciò non mentono. Insomma, l’Ombra conosce il Male, ma spinge verso il Bene
”.
Le canzoni di questa seconda parte dell’Evento -anch’esse eseguite con insuperabile classe da Maiorano, fungendo da colonna sonora alle parole dense di capacità affabulatoria di Franco Salerno- sono state Quann’è vierno ‘mmiezo ’o mare (che inneggia al mare come metafora della vita con i suoi momenti ora di pacata bellezza, ora di profonda angoscia) e Lu ruscio re lu mare (che parla dell’amore impossibile tra la figlia di un re ed un umile soldato). La storia sembra essere narrata dalla voce del mare. “Quando leggerete il romanzo -ha commentato Maria Frecentese, palesando la sua profonda sintonia con il linguaggio misterioso del romanzo presentato- vedrete che anche nelle sue pagine le cose, il passato, i fantasmi sussurreranno direttamente al vostro cuore con la loro voce segreta e suggestiva”.

Guarda la presentazione: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=884652802344634&id=357020951296768

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Laureata in Lettere - Indirizzo Moderno presso l’Università ‘Federico II’ di Napoli, è responsabile sales e marketing presso una importante azienda metalmeccanica. Dal maggio 2018, è Giornalista Pubblicista e collabora con ‘Mediavox Magazine’. Dal settembre 2016, è presidente del Comitato di volontariato ‘Ad Astra’ occupandosi dell’organizzazione di eventi culturali come mostre, convegni e conferenze, tra i quali: in tema di prevenzione dei tumori, la mostra fotografica ‘Scars of life’ presso l’Ospedale ‘Cardarelli’ di Napoli (marzo 2018) e presso il Consiglio Regionale della Campania (maggio 2018); il convegno ‘Cyberbullismo e bullismo’ – azioni di prevenzione e contrasto’, il convegno ‘Idee e strategie per abbattere la dispersione scolastica’ presso il Comando Aereoporto Militare di Napoli ‘Ugo Niutta’.