Le cose più belle

Musica / Recensioni


Il mondo greco classico pone a fondamento e trama essenziale della tragedia e della vita dell’uomo il doloroso legame tra sofferenza e sapere, poiché effettivamente nulla si conosce tanto quanto quello che si è sofferto, e la maturità si acquisisce attraverso la sofferenza e al tempo stesso la comprensione. Per questo possiamo parlare di un ruolo pedagogico del dolore. Tale tema emerge nel singolo “le cose più belle” della cantautrice romana Elisabetta D’Aiuto, in arte SETE.
“Le cose più belle” è una conversazione con un’entità divina in cui il soggetto chiede una vita facile, senza difficoltà o problemi, in cui tutto fila liscio. Solo alla fine del brano si evince che proprio i momenti di sofferenza sono la catarsi della crescita interiore per una persona. Il tutto condito da sonorità acustiche ed elettroniche fuse insieme, l’elemento centrale è la chitarra acustica e tutto il resto gira intorno, su un ritmo incalzante.

«È da moltissimo tempo che desideravo uscire con un singolo che mi potesse rappresentare come artista. Le cose più belle è un pezzo che non solo ha tanto di me del passato, avendo sempre suonato in giro chitarra e voce, ma mette subito in risalto lo sguardo rivolto al mondo della musica elettronica, del rap e della dance pop. Quello che è certo è che quando sento la mia musica mi piace anche ballare e vorrei riuscire a far arrivare questo anche a chi mi ascolta», dichiara l’artista a proposito del nuovo singolo.

“Le cose più belle” è accompagnato da un videoclip in cui la contrapposizione di due mondi è l’elemento centrale, due facce di una stessa medaglia destinate a ricongiungersi perché l’una non può vivere senza l’altra e viceversa. Nella prima situazione c’è una persona abbandonata a se stessa in un posto dimenticato che rappresenta la sofferenza. A seguire compare subito la stessa ragazza che invece vive in una bolla di cristallo, alla quale tutto è dovuto. Sarà proprio lei nel corso del video a scegliere di uscire di casa e di andare a cercare la parte di sé che manca.
Questo perché non si toglie, né si può togliere il dolore, ma per suo tramite l’uomo dispone di uno scenario entro cui diviene legittimo interrogarsi sul senso dell’essere nella sua totalità. La comprensione profonda dell’esistenza come destino di sofferenza per ogni essere vivente comporta, una disposizione mentale in cui il dolore, non potendo essere evitato, dev’ essere affrontato con coraggio e sostenuto con forza d’animo, non solo, ma bisogna volgere la sofferenza in stimolo.


Il brano è disponibile sulle piattaforme di streaming e in digital download.
Spotify: https://open.spotify.com/track/37MaXTJZBVg2gIvked6Cnt?si=bhOtcyezTFeFYl674h2Tfw


SETE / Biografia:
Elisabetta D’Aiuto, in arte SETE, nasce a Roma nel 1991. Inizia a cantare, suonare la chitarra e a scrivere le sue prime canzoni sin da piccola. Dopo il liceo si laurea in canto Jazz al Conservatorio S. Cecilia di Roma e inizia a insegnare canto. Elisabetta ha suonato con varie formazioni e in molti progetti musicali fino al 2019, anno in cui decide di iniziare un progetto solista.
Così nel 2020 nasce SETE e inizia la ricerca di un suo sound, fondendo generi diversi. Un progetto che spazia dal pop alla musica elettronica, al rap. A livello geografico le sonorità non rimangono solo in Italia ma rincorrono anche il pop elettronico americano ed europeo.
Così SETE è un nome semplice, che sa di ricerca continua, di coraggio e di vita. È sete di verità. Dal 4 dicembre 2020 è in rotazione radiofonica “Le cose più belle”, il suo singolo d’esordio.

https://www.facebook.com/setemusic91
https://www.instagram.com/sete_music/

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.