Ho scritto fine

Una canzone che nasce come presa di coscienza.
Ho scritto fine’ è il nuovo singolo che il giovane e talentuoso Rafel offre a tutti come antidoto ai dispiaceri della vita.
L’esperienza, tradotta in musica, consiste nella rottura di un rapporto quasi sicuramente amoroso, un legame che ha lasciato squarci nell’anima per colmare i quali urge la consapevolezza di non cercare più risposte agli eventi spiacevoli.
Mettere da parte la volontà di razionalizzare, non sempre la migliore soluzione perché lascia interdetti e trascina il proprio io in tortuosi labirinti mentali.
L’ostinata cecità della mente ottenebrata da pensieri serrati lascia di contro libero ingresso alle facili illusioni cullate dall’alcool.
Ciononostante, non manca di certo a Rafel una cinica lucidità nel comprendere concetti salvifici e fortemente consolatori come la relatività del tempo e la possibilità di lenire i dolori, donandosi nuovi traguardi, nuove possibilità, altre vite all’interno della stessa, rigettando con estremo coraggio il limite dell’impossibilità.
Le vittorie parziali sono tali in quanto figlie di rinunce e rappresentano successi su quotidiane battaglie che consentono di affrontare al meglio l’eterna guerra.
Ripartire dalla base, da se stessi, dalle poche certezze maturate in solitudine: questo suggerisce Rafel con la sua ‘Ho scritto fine’, evocando la figura del prode Ulisse, auspicando, proprio come l’eroe dal multiforme ingegno, una vita da perenne naufrago, eternamente instabile, sempre in cerca di nuovi orizzonti, molteplici avventure e piacevoli viaggi mentali al di là di qualsivoglia vincolo spazio-temporale.
Sapienti ricami musicali vengono intessuti da dita che scorrono agili e delicate sul pianoforte, protagonista assoluto della scena, solo nel finale accompagnato dal suono della batteria. Il tutto è cucito su un testo dall’incedere fluido, pregno di significati e che si mostra molto interessante dal punto di vista verbale.

Il video su Instagram

https://www.instagram.com/rafel_senzacorona/?hl=it

Biografia di Rafel
Nato a Cagliari il 20 maggio del 1992, è cresciuto in un paesino della Sardegna, Selargius, fino all’età di 19 anni. Dopo, inizia a viaggiare per crescere musicalmente ma senza dimenticare mai la sua terra. La sua passione per il palco e per la musica si sviluppa dall’età di quattro anni, quando inizia a frequentare i primi gruppi di canto e le prime lezioni. Con il proseguire degli anni si dedicherà allo studio del canto moderno e del teatro. Con il suo primo e storico gruppo, gli Elysium, di cui è stato il frontman, scrive il suo primo album. Il gruppo si scioglie nel 2016 e da lì Rafel inizia il suo percorso da solista. Si avvicina al mondo della Zarro Night dove conosce tanti esponenti del mondo musicale Dance e non di Milano. A maggio 2019 pubblica il suo primo singolo, “Apatica”, che non ebbe tanta approvazione e tanto successo. Dopo, con i Party Boomers, dj resident della Zarro Night, pubblica “Non Succederà Più”. Ad ottobre 2019 partecipa ad Area Sanremo. A dicembre di quell’anno pubblica “Inesistenti come Eroi”, seguito all’inizio del 2020 da “Notre Dame”, brano che attinge da un genere totalmente diverso, una sorta di trasformismo musicale definito da Rafel “Bipolarismo estetico musicale”. Questo termine invita tutte le persone a non sentirsi oppresse nell’arte ed a sfogare tutte le proprie emozioni come meglio si crede. L’EP d’esordio di Rafel dal titolo “Giano” è disponibile in digitale.

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Laureato con 110 lode in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale, presso l’Università Federico II. Costantemente animato da uno spirito curioso e avventuriero, manifesto da sempre una forte inclinazione per tutto ciò che è arte, cultura e storia. Di indole creativa, umanistica e romantica, ho una predilezione innata per la musica ed in particolar modo per il pianoforte, strumento studiato in adolescenza.