{"id":10271,"date":"2020-04-10T16:10:47","date_gmt":"2020-04-10T15:10:47","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=10271"},"modified":"2020-04-10T16:12:39","modified_gmt":"2020-04-10T15:12:39","slug":"il-cristo-risorto-di-marco-basaiti-la-cena-in-emmaus-di-tiziano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=10271","title":{"rendered":"Il Cristo risorto di Marco Basaiti. La cena in Emmaus di Tiziano"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Il Cristo risorto di Marco Basaiti<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10275 aligncenter\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/inbound4233538931973198058.jpg\" alt=\"inbound4233538931973198058\" width=\"1274\" height=\"2551\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/inbound4233538931973198058.jpg 1274w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/inbound4233538931973198058-150x300.jpg 150w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/inbound4233538931973198058-768x1538.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/inbound4233538931973198058-511x1024.jpg 511w\" sizes=\"auto, (max-width: 1274px) 100vw, 1274px\" \/><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Tuttal&#8217;arte di rappresentare <strong>Ges\u00f9<\/strong> germoglia sull&#8217;antinomia fondamentale del Verbo che si fa carne, di un Dio che \u00e8 Assolutamente Altro e Presente, che esiste prima del tempo, e che nasce nel tempo, che i cieli non possono contenere, ma poi viene contenuto nel grembo di Maria. Il Signore, il cui volto non si poteva vedere senza morire, e il cui nome gli Ebrei non volevano nemmeno pronunciare, si \u00e8 fatto carne nel seno di una donna, e si \u00e8 mostrato agli uomini<br \/>\nQuesta carne deificata del Verbo investe di energia sacra tutta la materia, saldando divino ed umano, effimero ed eterno. L&#8217;arte cristiana celebra proprio la bellezza del cosmo riflessa nella santit\u00e0 di quel corpo che trabocca di energia divina. Un grande interesse assume, in questo contesto e in questo periodo di Pasqua, analizzare due immagini del Risorto , presentateci dagli artisti veneziani del XV secolo: quelle cio\u00e8 di Vincitore e Pellegrino.<br \/>\n<strong>Il Cristo Risorto di Marco Basaiti<\/strong>. (tempera e olio su tavola 106&#215;69 donazione De Pecis Giovanni Edoardo, 1827).<br \/>\nIl Cristo risorto, seduto su una roccia in un paesaggio che mescola suggestioni leonardesche a toni veneti, tiene il vessillo della vittoria sulla morte, come indica l\u2019iscrizione a sinistra, chiave di lettura dell\u2019opera: <em>mors mihi ultra non dominatibus<\/em> (Romani 6,9). La morbida resa del corpo di Ges\u00f9, ottenuta con leggeri passaggi cromatici che quasi annullano le piaghe della crocifissione, comprova l\u2019aspetto glorioso della figura. Il dipinto firmato da Marco Basaiti e avvicinabile al Cristo di Bergamo del 1517, si colloca nel secondo decennio del Cinquecento, quando il pittore mostra di conoscere le novit\u00e0 della cultura figurativa lombarda, in particolare Andrea Solario, dopo essere stato suggestionato da Perugino, Giovanni Agostino da Lodi e Durer, passati da Venezia.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Il pellegrino di Tiziano<\/strong><br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/inbound5854750622728641451.jpg\" alt=\"inbound5854750622728641451\" width=\"2200\" height=\"1488\" \/><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Abbiamo due versioni della <strong>Cena in Emmaus<\/strong> attribuite a <strong>Tiziano.<\/strong><br \/>\nLa prima \u00e8 attualmente custodita presso la <em>Walzer Art Gallery di Liverpool<\/em> e fu dipinta per un membro della famiglia Contarini da cui pass\u00f2 in Palazzo Ducale prima del 1566: la chiamiamo perci\u00f2 <strong><em>Emmaus Contarini<\/em><\/strong>. Il capolavoro del <em>Louvre<\/em> fu invece dipinto da Tiziano per il conte Nicola Maffei. Guido Rebecchini, che ha ricostruito attentamente la vicenda della tela del <em>Louvre,<\/em> ha proposto di datare la tela subito dopo il settembre del 1533, quando Nicola Maffei fu a Venezia per conto del duca di Mantova. Chiamiamo questa tela, quindi, <strong><em>Emmaus Maffei<\/em><\/strong>.<br \/>\nLe due versioni sono simili per molti aspetti; si differenziano per quanto riguarda l\u2019abbigliamento del Risorto, l\u2019apparecchio della mensa, la posizione del discepolo a destra, Cleofa. Sempre Rebecchini ha riconosciuto, nella tela del <em>Louvre,<\/em> in Cleofa il ritratto di Nicola Maffei. Era frequente che in un soggetto come quello di Emmaus, i committenti vi facessero ripicchiare le proprie fattezze.<br \/>\nMa analizziamo, in particolare, l\u2019abbigliamento del Risorto.<br \/>\nNell\u2019Emmaus Contarini le spalle del Risorto sono coperte da una schiavina di panno grosso; il Risorto \u00e8 cio\u00e8 rappresentato come un pellegrino. Questa raffigurazione \u00e8 il frutto dell\u2019interpretazione tradizionale delle parole di Cleofa; questi allo Sconosciuto , che vuole conoscere l\u2019argomento di discussione tra i viandanti esclama: \u201c<em>Tu solus peregrinus es<\/em>\u2026\u201d (Lc 24,18).<br \/>\nL\u2019esegesi dei Padri della Chiesa d\u2019Occidente e degli autori del Medioevo si \u00e8 soffermata a lungo sulle parole di Cleofa, senza preoccuparsi della sintassi del terzo evangelista e del fatto che quella che essi leggevano era una traduzione.<br \/>\nS. Agostino affermava: \u201c<em>Il Signore del cielo volle farsi uno straniero sulla terra, un pellegrino, lui che pure aveva creato il mondo<\/em>\u201d. Si designava in tal modo la differenza ontologica tra le due nature presenti nella persona di Cristo; ma pure si voleva indicare il contraccolpo psicologico determinato dalla lontananza del Risorto, o il fatto obiettivo, che il nuovo status lo estraniava dalla condizione umana.<br \/>\nNell\u2019Emmaus Maffei, Tiziano abbandona la schiavina del Pellegrino per offrire al Risorto benedicente l\u2019aspetto tradizionale del Maestro, con tunica e mantello.<br \/>\nE\u2019 probabile che Tiziano sia stato spinto da esigenze professionali di <em>varietas;<\/em> va tuttavia ricordato che Erasmo da Rotterdam aveva pubblicato a Basilea una Parafrasi sul Vangelo di Luca, in cui traduceva l\u2019originario <em>paroikeis<\/em> del testo greco di Lc 24,18, col latino <em>advena, novus hospes<\/em>, sottraendo al <em>peregrinus<\/em> il suo supporto.<br \/>\nCerto \u00e8 che l\u2019immagine di <em>Cristus peregrinus<\/em> ha introdotto in Occidente un motivo di natura etica di vasta rilevanza sociale; ha favorito il sorgere e il consolidarsi di un\u2019etica cristiana dell\u2019ospitalit\u00e0 e delle istituzioni che sorsero per far fronte a un fenomeno di larga portata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Il Cristo risorto di Marco Basaiti Tuttal&#8217;arte di rappresentare Ges\u00f9 germoglia sull&#8217;antinomia fondamentale del Verbo che si fa carne, di un Dio che \u00e8 Assolutamente <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=10271\" title=\"Il Cristo risorto di Marco Basaiti. 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