{"id":1112,"date":"2016-03-06T12:13:55","date_gmt":"2016-03-06T11:13:55","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1112"},"modified":"2016-05-31T11:52:52","modified_gmt":"2016-05-31T10:52:52","slug":"i-proverbi-di-marzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1112","title":{"rendered":"I PROVERBI DI MARZO"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Sentenze terribili e ironiche<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1114 size-large\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/marzo-1024x719.jpg\" alt=\"marzo\" width=\"1024\" height=\"719\" \/><\/p>\n<p>Non a caso al povero Giulio Cesare capit\u00f2 di marzo. Glielo avevano anche detto: &#8220;Attento alle Idi di marzo&#8221;; ma Cesare, grande scrittore e condottiero, evidentemente non conosceva i rischi che comporta marzo. Non vogliamo con questo spaventare i lettori della nostra rubrica, ma semplicemente metterli in guardia. A tal fine, non possiamo far altro che ricorrere alla cultura dei proverbi popolari, che, in Campania, dedica uno spazio monografico a questo <em>enfant terrible<\/em> del ciclo calendariale.<\/p>\n<p>Cominciamo dal pi\u00f9 noto dei proverbi: <strong><em>Marze \u00e8 pazze<\/em><\/strong>. Sentenza che non ha bisogno di interpretazioni, se non della precisazione che la &#8220;follia&#8221; di marzo \u00e8 dovuta alla sua collocazione temporale, fra inverno e primavera, al suo essere un &#8220;tempo liminare&#8221;, un momento di soglia e di passaggio. E, come tutti i momenti del genere, non consentono di sapere se si continua ad essere ci\u00f2 che &#8220;si era ieri&#8221; oppure se si \u00e8 gi\u00e0 ci\u00f2 che &#8220;si sar\u00e0 domani&#8221;.<\/p>\n<p>Pochi conoscono per\u00f2 le varianti del succitato proverbio, cio\u00e8 <strong><em>Marze \u00e8 pazze<\/em>: <em>ai ggi\u00f9vene ll&#8217;arrumme<\/em> <em>e ai viecchie l&#8217;ammazze<\/em><\/strong>. Il verbo\u00a0 arrummare, che significa &#8220;domare&#8221;, conferisce a questa entit\u00e0 astratta dell&#8217;anno una ben concreta capacit\u00e0: quella di domare con i suoi imprevedibili influssi la forza dei giovani. E ci presenta la realt\u00e0 umana come una gabbia di animali feroci appunto &#8220;da domare&#8221;. Una gabbia di folli, dove anche gli animali impazziscono: <strong><em>A mmarze pure e gatte \u00e8scene\u00a0 pazze<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>E, come se non bastasse, accanto alla violenza il domatore Marzo usa anche la vendetta: contro coloro che non rispettano le usanze o i patti della morale: <strong><em>Chi nun respette &#8216;i viernar\u00ec &#8216;e marze, o more accise o more arze<\/em><\/strong>. Dunque morte violenta con il ferro o con il fuoco attende i violatori del digiuno di marzo, da rispettare il venerd\u00ec, giorno simbolicamente legato alla sofferenza.<\/p>\n<p>Concludiamo questo ideale viaggio nelle terribili sentenze marzoline, ritornando agli aspetti meteorologici di questo mese. A questo livello due proverbi campani sottolineano l&#8217;instabilit\u00e0 del clima di marzo. Il primo recita cos\u00ec: <em><strong>Si marze ngrogne, te fa schizz\u00e0 pure ll&#8217;ogne; si &#8216;ngrife, te fa\u00a0 lev\u00e0\u00a0 pure &#8216;a cammise<\/strong><\/em>. Il secondo \u00e8 pi\u00f9 simpatico e ridanciano: <strong><em>Sole &#8216;e\u00a0 marze e ccule &#8216;i\u00a0 criature, nun\u00a0 pu\u00f2 ggh\u00ec mai sicur<\/em>e<\/strong>. Ritorna l&#8217;accoppiata\u00a0 fra marzo e gli esseri umani, in questo caso i bambini, i quali con i loro incontrollabili impulsi fisici creano un disagio, che, per\u00f2 -come capita anche con i guasti di marzo- pu\u00f2 esser commentato con una bella risata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Sentenze terribili e ironiche Non a caso al povero Giulio Cesare capit\u00f2 di marzo. 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