{"id":1121,"date":"2016-03-07T17:55:16","date_gmt":"2016-03-07T16:55:16","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1121"},"modified":"2016-03-07T18:00:55","modified_gmt":"2016-03-07T17:00:55","slug":"pasolini-attraverso-gli-scatti-di-dino-pedriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1121","title":{"rendered":"PASOLINI ATTRAVERSO GLI SCATTI DI DINO PEDRIALI"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\" align=\"center\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\" align=\"center\"><em><b>A Palazzo Fruscione il ritorno di Pasolini attraverso gli scatti di Dino Pedriali<\/b><\/em><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\" align=\"center\">\n<\/blockquote>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">\u201c<strong>Pier Paolo Pasolini &#8211; Nostos: Il ritorno (1975-1999)<\/strong>\u201d \u00e8 una mostra fotografica che presenta al visitatore, negli spazi storicamente connota ti di Palazzo Fruscione (Salerno), ottantanove foto realizzate da <strong>Dino Pedriali<\/strong>. Esse, scattate tra il 1975 \u2013 pochi giorni prima della morte di quella che pu\u00f2 essere considerata tra le figure pi\u00f9 emblematiche del &#8216;900 \u2013 ed il 1999, mostrano la vita e la quotidianit\u00e0 di Pier Paolo Pasolini.<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">La mostra, organizzata dall&#8217;Associazione <strong>Tempi Moderni<\/strong>, prevede un ricco programma di<i> talk<\/i>, incontri sull&#8217;autore e <i>reading,<\/i> riuniti sotto il nome \u201cLa parola innamorata\u201d.<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Dino Pedriali, nato a Roma nel 1950, conosce la fotografia attraverso la figura eclettica di Man Ray, con cui realizzer\u00e0 un vero e proprio lavoro artistico-fotografico nel suo studio di Parigi. Dopo diversi scatti a nomi molto noti del panorama artistico novecentesco, otterr\u00e0 vasti riconoscimenti come fotografo di nudo, affermandosi come il \u201cCaravaggio della fotografia\u201d contemporanea. Proprio attraverso Man Ray, Pedriali incontrer\u00e0 Pasolini. Da questo incontro nascer\u00e0 l&#8217;invito, da parte dell&#8217;autore, a scattargli delle foto tra Sabaudia e Chia, in un progetto per il suo romanzo \u201cPetrolio\u201d. Un progetto che, per\u00f2, non avr\u00e0 mai modo di vedere compiuto.<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">\u201cNostos \u2013 il ritorno\u201d, fa riferimento al ritorno di Pasolini agli occhi di chi lo osserva, lontano dalle brutture del mondo, dalla notizia, risalente ad una manciata di giorni dopo rispetto alla realizzazione delle foto, con cui la radio avvertir\u00e0 che Pasolini \u00e8 morto. E&#8217; stato assassinato. Il suo corpo deturpato e senza vita. E&#8217; proprio sul corpo che Pasolini e Pedriali compiono un lavoro provocatorio ed al tempo stesso estremamente intimistico. \u201cFotografami qui, sar\u00e0 uno scandalo\u201d. Questa frase riecheggia in tutte le foto realizzate dal venticinquenne Pedriali nel &#8217;75. E&#8217; un mettersi a nudo, prima dell&#8217;anima e poi del corpo. Pasolini viene ritratto mentre scrive, lavora, legge, avvolto da una oscurit\u00e0 rotta solo dai riflessi. Riflessi della natura che lo circonda e in cui \u00e8 immerso. Riflessi di finestre da cui sembra quasi spiato, colto in flagrante. E&#8217; cos\u00ec che Pedriali fissa attraverso la fotografia la nudit\u00e0 di Pasolini, mentre gira per casa oppure legge a letto in una quotidianit\u00e0 quasi ossessiva, tanto che si \u00e8 parlato anche di \u201ctestamento del corpo\u201d.<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Una mostra densa, che volutamente evita il \u201ccolpo d&#8217;occhio\u201d, poich\u00e9 le fotografie non sono tutte immediatamente fruibili allo sguardo dell&#8217;osservatore, ma intervallate da silenzi e iati. Tra un gruppo di foto \u2013 spesso quattro \u2013 e l&#8217;altro, si ha il tempo di assorbire e digerire lo sguardo con cui Pasolini sfida la macchina fotografica. A scatti ravvicinati di questo tipo si alterna, poi, quel senso di solitudine dato dalla vastit\u00e0 delle inquadrature, in cui la sua figura \u201cgrandiosa\u201d, piena di dignit\u00e0 e vigore, diventa flebile ombra negli scenari naturalistici. D&#8217;altronde, nel materiale informativo che si pu\u00f2 reperire alla mostra, si viene avvertiti che si tratta di \u201cuna narrazione densa di spazi e vuoti, silenzi e movimenti, solitudini ed echi\u201d. Ad enfatizzare questo senso di inquietudine e malinconia, in certe stanze dello storico palazzo, alcuni emblematici scatti vengono esposti singolarmente. Un&#8217;unica foto \u00e8 avvolta dal bianco-assenza delle altre pareti lasciate vuote, spoglie nel loro candore essenziale, ma profondamente lontano dall&#8217;asetticit\u00e0 del <i>white-cube <\/i>. In questo contesto, il bianco e nero delle foto diventa espressione perfetta del senso di abbandono, di solitudine, di mancanza che caratterizza l&#8217;intera mostra. Ogni foto sembra urlare: \u201cPasolini \u00e8 esistito, ma adesso non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9\u201d. Lo testimoniano con forza ancora maggiore quelle istantanee di scenari privi di presenza umana che di tanto in tanto rompono lo sguardo sull&#8217;autore. Sono undici scatti realizzati nel 1999 &#8211; e qui esposti in anteprima &#8211; \u201cnegli stessi luoghi, per rappresentare la nudit\u00e0 ed il vuoto in assenza del poeta\u201d. In essi, tema fondamentale \u00e8 la rovina, che ricorda quell&#8217;ambiguit\u00e0 per cui i resti sono tali eppure sono anche ci\u00f2 che erano un tempo, ricordo <i>in<\/i> <i>absentia<\/i> di palazzi, vestigia storiche di edifici una volta nel pieno della loro bellezza. Bellezza che \u00e8 mutata, ma non \u00e8 andata perduta. Federico Fellini, in proposito diceva: \u201cLe rovine di un tempio non sono forse pi\u00f9 affascinanti del tempio stesso?\u201d. Esse prevedono un lavoro di ricostruzione che viene fatto non soltanto dagli archeologi, ma anche da chi le osserva. Cos\u00ec, le foto di Pedriali chiedono al visitatore un lavoro di immaginazione per vedere ancora, tra quelle rovine del passato e la casa ormai vuota, Pasolini camminare solitario, scrivere in penombra o abbandonarsi alla lettura. Vederlo ritornare, ancora una volta, nella mente e nel cuore dei tanti che lo hanno amato, ancora profondamente colpiti dalla sua pesante assenza.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\"><strong><em>DINO PEDRIALI<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\"><strong><em>\u201cPIER PAOLO PASOLINI \u2013 NOSTOS: IL RITORNO\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\"><strong><em>PALAZZO FRUSCIONE (SALERNO)<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\"><strong><em>Dal 26 FEBBRAIO al 16 MARZO 2016;\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>h. 11:00\/20:00 &#8211;\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Ingresso libero<\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\"><strong><em>Per maggiori informazioni: <a href=\"http:\/\/www.tempimoderniassociazione.it\">www.tempimoderniassociazione.it<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1123 size-full\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/locandina.png\" alt=\"locandina\" width=\"1131\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/locandina.png 1131w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/locandina-300x137.png 300w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/locandina-768x352.png 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/locandina-1024x469.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1131px) 100vw, 1131px\" \/><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: right;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>A Palazzo Fruscione il ritorno di Pasolini attraverso gli scatti di Dino Pedriali \u201cPier Paolo Pasolini &#8211; Nostos: Il ritorno (1975-1999)\u201d \u00e8 una mostra fotografica <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1121\" title=\"PASOLINI ATTRAVERSO GLI SCATTI DI DINO PEDRIALI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":6,"featured_media":1129,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[18,115,56,322,57,133],"class_list":["post-1121","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-arte","tag-fotografia","tag-mostra","tag-pier-paolo-pasolini","tag-rassegna","tag-salerno"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1121","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1121"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1121\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1130,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1121\/revisions\/1130"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1121"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1121"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1121"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}