{"id":1239,"date":"2016-03-23T07:58:20","date_gmt":"2016-03-23T06:58:20","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1239"},"modified":"2016-03-23T07:58:47","modified_gmt":"2016-03-23T06:58:47","slug":"tradizioni-pasquali-giovedi-santo-il-sepolcro-e-il-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1239","title":{"rendered":"TRADIZIONI PASQUALI. Gioved\u00ec Santo: il sepolcro e il silenzio"},"content":{"rendered":"<p>Con il Gioved\u00ec Santo inizia, soprattutto nel Meridione d\u2019Italia, il cordoglio penitenziale per la morte di Cristo, evento unico, eccezionale e cosmico, nel quale confluisce il dolore per le morti individuali. Come nei giorni precedenti al sacro triduo (costituito dal periodo tra Gioved\u00ec a Sabato), la casa dei singoli fedeli viene addobbata per anticipare la Passione del Cristo, cos\u00ec dal giorno di Gioved\u00ec Santo la chiesa, casa di Dio, viene preparata in modo tale da esprimere anche esteriormente e simbolicamente il cordoglio per la morte di Cristo.<\/p>\n<p>Il tabernacolo resta vuoto, in quanto le Sacre Specie sono riposte in un&#8217;urna, che funge da sepolcro, mentre i colori vivaci scompaiono dall&#8217;interno del tempio e le luci sono soffuse e ridotte. Nelle chiese, ma in modo particolare per le strade, in genere accanto o davanti alle edicole votive (luoghi deputati che indicano uno spazio protetto, di contro a quello minaccioso costituito da tutta l&#8217;area lontana dall&#8217;edicola stessa) vengono allestiti i <em>sepolcri<\/em>, che costituiscono una sorta di camera ardente della &#8220;salma&#8221; del Cristo. Si tratta di strutture in legno ricoperte da drappi e adornate di fiori e di tipici piatti o vasi, nei quali sono stati piantati cereali -in genere grano- o legumi, fatti germogliare al buio (ritorna il tema dell&#8217;assenza della luce che caratterizza questa giornata), affinch\u00e9 essi assumano un colore chiaro, tra il giallo e il verde.<\/p>\n<p>Tipici sono taluni usi singolari collegati a questi sepolcri. Ad esempio, in Calabria, a <strong>Parghelia<\/strong> (Catanzaro) si usava mangiare lattuga e bere vino presso il sepolcro, oppure a <strong>Mandaradoni di Briatico<\/strong> (Catanzaro) il grano dei sepolcri viene sotterrato, insieme al rami d&#8217;olivo benedetti nella Domenica delle Palme, nei campi di grano e nei vigneti per ottenere un buon raccolto .<\/p>\n<p>L&#8217;usanza dei vasi con il grano davanti ai sepolcri \u00e8 stata collegata da James Frazer ai famosi <em>giardinetti di Adone<\/em>. Il grano, innaffiato ogni due giorni e cresciuto rapidamente, viene posto davanti ai sepolcri di Cristo, proprio come i giardini di Adone venivano posti sulla tomba del dio morto. I sepolcri vengono poi visitati dai fedeli secondo il rito dello <em>struscio<\/em>: cos\u00ec viene tuttora chiamata la lenta visita, che i fedeli compiono presso tutti i <em>sepolcri<\/em> del proprio paese. Molto congruo sembra il rilievo delle analogie fra lo <em>struscio<\/em> e l&#8217;arcaica cadenza del passo funebre processionale dei rituali funebri greco-romani. Le analogie sono da ravvisare nella lentezza del procedere, che ritroviamo in alcune processioni dell\u2019Italia Meridionale. Lo <em>struscio<\/em>, in questo riprendere dimenticate gestualit\u00e0, realizza un adeguamento del movimento del corpo ad un ritmo di sospensione della normalit\u00e0, come se il corpo scivolasse lentamente in una dimensione extra-umana, in cui tempo e spazio sono superati.<\/p>\n<p>La processione penitenziale pi\u00f9 nota del Gioved\u00ec Santo, che si protrae fino al Sabato, \u00e8 quella che si svolge a <strong>Taranto<\/strong>. Essa \u00e8 preceduta, fin dalla Domenica delle Palme, da una gara fra i devoti: gli iscritti alle varie Confraternite si contendono, facendo offerte in danaro, l&#8217;appannaggio dell&#8217;essere portatori della statua dell&#8217;Addolorata. Anche il momento della gara \u00e8 degno di nota, in quanto -diversamente da altri rituali- le offerte vengono proferite in Chiesa e ad alta voce e soprattutto dopo aver impugnato la<em> tr\u00f2ccola<\/em>, strumento di legno, che produce un rumore lacerante ed \u00e8 custodito in un apposito astuccio (\u00e8 ipotizzabile un ricordo dei &#8220;sacri arredi&#8221;, segretamente custoditi, tipici dei riti misterici orientali e pagani).<\/p>\n<p>La processione dell\u2019Addolorata prende l&#8217;avvio dalla Chiesa di San Domenico a mezzanotte del Gioved\u00ec e dura per tutta la notte ed oltre, per circa quindici ore; alle 17 del Venerd\u00ec poi dalla Chiesa del Carmine escono i Misteri e gli incappucciati, chiamati <em>perd\u00f9ne<\/em>, penitenti tutti in mantello e cappuccio bianco. Essi, a piedi nudi e spesso con una corona di spine in testa, sono accompagnati dai rappresentanti delle Confraternite con i loro suggestivi costumi in velluto. Essi avanzano lentamente, seguiti da una marea di folla, che allo stesso modo si muove con una lentezza simile ad un dondolio, chiamato in dialetto tarantino <em>nazzicare<\/em>. E\u2019, questo, un momento di grande socializzazione, in cui il singolo si sente parte di una comunit\u00e0 viva e sorretta dalla fede nei grandi Valori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Con il Gioved\u00ec Santo inizia, soprattutto nel Meridione d\u2019Italia, il cordoglio penitenziale per la morte di Cristo, evento unico, eccezionale e cosmico, nel quale confluisce <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1239\" title=\"TRADIZIONI PASQUALI. 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