{"id":1645,"date":"2016-04-22T15:34:56","date_gmt":"2016-04-22T14:34:56","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1645"},"modified":"2016-04-22T18:50:31","modified_gmt":"2016-04-22T17:50:31","slug":"lincanto-allombra-del-vesuvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1645","title":{"rendered":"L&#8217;INCANTO ALL&#8217;OMBRA DEL VESUVIO"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Scrittori &amp; Leggende<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;<em>Ne ho conosciuta una, io; si chiamava Annarella, faceva tre case al giorno, a cinque lire: alla sera era inebetita, non mangiava, morta dalla fatica, talvolta non si svestiva per addormentarsi subito. Queste serve hanno trent&#8217;anni e ne dimostrano cinquanta, sono curve, hanno perso i capelli. Non si lamentano, non piangono: vanno a morire, prima di quarant&#8217;anni, all&#8217;ospedale, delle pi\u00f9 orrende malattie<\/em>&#8220;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec scriveva nel 1884 la grande giornalista e scrittrice <strong>Matilde Serao<\/strong> nel suo celeberrimo <em>Il ventre di Napoli<\/em>. Un <em>pamphlet<\/em>, che denunciava i mali della citt\u00e0, a cui bisognava porre rimedio non tanto <em>sventrando <\/em>il capoluogo partenopeo con l&#8217;abbattere i quartieri della &#8220;vergogna&#8221;, quanto <em>sventrando<\/em>, cio\u00e8 liberando, la cultura dei Napoletani dal disviante macchiettismo di una Napoli tutta pizza, tarantella e sole mio. Di qui quel tono di angoscia, che \u00e8 nella vita delle persone e, soprattutto, dei luoghi di Napoli.<\/p>\n<p>Se rivisitiamo oggi questi posti con gli occhi dolenti della Serao, essi ci appaiono <em>diversi<\/em>, rivelando di che lagrime grondi e di che sangue la cultura napoletana. E, per compiere questo ideale itinerario, dobbiamo sfogliare le poetiche, pagine delle sue <em>Leggende napoletane <\/em>(1881). Cominciamo dalla Sirena da cui deriva uno dei nomi con cui si indica la citt\u00e0 di Napoli:<em> Parthenope<\/em>. La Serao narra il suo amore della fanciulla per Cimone, da questi corrisposto ma avversato dal padre di lei: perci\u00f2 i due giovani fuggono sui flutti verso terre inospitali. Tornarono essi mai sui lidi napoletani? Nessuno l&#8217;ha mai saputo, ma tutti li aspettano. E vi \u00e8 chi giura di aver visto i due innamorati abbracciati sulla collina di Posillipo o di aver scorto l&#8217;ombra della bella Sirena errar sulla spiaggia, affacciarsi sul Vesuvio, smarrirsi sui pendii delle colline.<\/p>\n<p>Le colline, appunto: un&#8217;altra struggente leggenda. I colli di <em>Poggioreale<\/em>, <em>Capodimonte<\/em>, <em>San Matteo<\/em> e <em>Vomero<\/em> erano, nel racconto della scrittrice, quattro fratelli, tutti innamorati della stessa donna, che per\u00f2 misteriosamente scomparve. Fiorisce la primavera, si infiamma l&#8217;estate, piange l&#8217;autunno, si incupisce l&#8217;inverno; e i quattro giovani, che attendono invano il ritorno della fanciulla, sono tramutati in immobili colli che attendono il fatale ritorno delle stagioni.<\/p>\n<p>E, cos\u00ec pure, tragiche vicende d&#8217;amore sono all&#8217;origine della storia dei nomi di <em>Posillipo<\/em> e <em>Nisida<\/em>: il primo \u00e8 un malinconico giovane invano innamorato della glaciale fanciulla. Egli, per sfuggire alla sofferenza della vista di Nisida, che le sta di fronte, si getta nel mare per finire la sua vita. Ma i fati lo lasciano a mezz&#8217;acqua, mutando lui in un poggio che si bagna nel mare e lei in un&#8217;isola che gli sta dirimpetto.<\/p>\n<p>Stesso finale tragico \u00e8 quello della leggenda di <em>Vesuvio<\/em> e <em>Capri<\/em>, figli di due famiglie rivali. I genitori della giovane Capri decisero di imbarcarla su una nave per farla andare in una contrada straniera; ma ella, appena fu fuori del porto, si lanci\u00f2 nelle onde, da cui usc\u00ec trasformata in isola azzurra. E Vesuvio, quando seppe la triste novella, cominci\u00f2 ad emettere, per la bollente collera, caldi sospiri e lacrime di fuoco, divenendo cos\u00ec un prorompente vulcano. E, ogni volta che fa uscire fumo e lava, \u00e8 perch\u00e9 freme per non poter raggiungere Capri che gli si staglia di fronte.<\/p>\n<p>Le acque delle fontane, poi, son tutte lacrime d&#8217;amore. La <em>Fontana di Monteoliveto<\/em>, sita nell&#8217;omonimo Largo, si alimenta con il pianto di una pia suora che soffriva per la Passione del Cristo, mentre la<em> Fontana del Leone<\/em>, che d\u00e0 il nome a una Piazzetta, convoglia le lacrime di un principe, a cui mor\u00ec un leone, l&#8217;ultimo amico che gli era rimasto.<\/p>\n<p>Ed infine altre acque: quelle del mare. E&#8217; vero, il mare non bagna Napoli: \u00e8 Napoli che bagna il mare con le sue lacrime. Il mare assume, per la Serao, colori e calori diversi, a seconda del rione che esso lambisce. E cos\u00ec, il mare del<em> Carmine<\/em> \u00e8 il mare storico e cupo, che ha visto tante grandi tragedie, da Corradino di Svevia a Masaniello; il mare di <em>Santa Lucia<\/em> \u00e8 amante e amato, risonante dei canti delle donne sotto il sole ardente; il mare del <em>Chiatamone<\/em> \u00e8 quello dei paesaggi nordici con i suoi lacerati scogli, \u00e8 il mare dei nostalgici, dei malinconici, degli innamorati dell&#8217;Infinito.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Scrittori &amp; Leggende &#8220;Ne ho conosciuta una, io; si chiamava Annarella, faceva tre case al giorno, a cinque lire: alla sera era inebetita, non mangiava, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=1645\" title=\"L&#8217;INCANTO ALL&#8217;OMBRA DEL VESUVIO\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":10,"featured_media":1649,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[230],"tags":[441,446,344,197,445,443,442,239,444],"class_list":["post-1645","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tradizioni","tag-leggende","tag-luoghi","tag-miti","tag-napoli","tag-racconti","tag-scritti","tag-scrittori","tag-tradizioni","tag-vesuvio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1645","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1645"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1645\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1650,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1645\/revisions\/1650"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1649"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1645"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1645"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1645"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}