{"id":18237,"date":"2021-12-02T08:22:25","date_gmt":"2021-12-02T07:22:25","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=18237"},"modified":"2021-12-02T08:23:12","modified_gmt":"2021-12-02T07:23:12","slug":"i-rebel-bit-e-il-loro-viaggio-sonoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=18237","title":{"rendered":"I &#8220;Rebel Bit&#8221; e il loro viaggio sonoro"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><strong>Scopri chi sono i <span class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">Rebel Bit<\/span>: leggi l&#8217;intervista a <span class=\"has-inline-color has-vivid-green-cyan-color\">Paolo Tarolli<\/span><\/strong><\/p><p><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-3-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18268\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-3-768x512.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-3.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">Rebel Bit<\/span><\/strong> sono un giovane gruppo vocale della provincia di Cuneo formato da <strong>Giulia Cavallera<\/strong>, <strong>Guido Giordana<\/strong>, <strong>Paolo Tarolli<\/strong>, <strong>Lorenzo Subrizi<\/strong> e Andrea Trona (<em>Sound designer<\/em> e quinto elemento del gruppo).<br>Insieme formano un innovativo <em>team<\/em> di musicisti che si muovono con disinvoltura tra due realt\u00e0 apparentemente inconciliabili tra loro: la musica vocale e la sperimentazione elettronica.<br>Il loro <em>sound<\/em> risente delle varie contaminazioni che hanno contraddistinto la crescita artistica dei membri del gruppo (dalla tradizione della musica classica, a quella moderna e contemporanea) con uno sguardo sempre rivolto alla sperimentazione elettronica e all&#8217;innovazione.<br>Da qualche settimana \u00e8 uscito il loro nuovo EP \u201c<strong><span class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color\">Come<\/span><\/strong>\u201d (da leggere a discrezione in lingua italiana o in inglese) , da cui \u00e8 stato estratto il singolo \u201c<span class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color\"><strong>Toccaterra<\/strong><\/span>\u201d, brano di <strong>Emma Nolde<\/strong>, rivisitato in una versione emozionale.<br>\u201c<strong><span class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color\">Come<\/span><\/strong>\u201d parla di cambiamento, inteso nei suoi aspetti pi\u00f9 intimi e profondi. Come rinnovarsi, imparare, sbagliare, perdere, mollare, e quindi crescere, attraverso la destrutturazione della percezione che abbiamo di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda.<br>Attraverso<strong> 6 canzoni (4 cover e 2 inediti) <\/strong>i <strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">Rebel Bit <\/span><\/strong>dipingono <strong>6 storie musicali<\/strong> che si sviluppano grazie alla coesistenza di voce ed elettronica, entrambe esaltate dagli originali arrangiamenti sonori di <strong>Lorenzo Subrizi<\/strong>. Il risultato \u00e8 un vero e proprio quadro sonoro, un viaggio imprevedibile in cui l\u2019ascoltatore pu\u00f2 immergersi fin dal primo suono.<br><strong><span class=\"has-inline-color has-light-green-cyan-color\">MediaVox Magazine<\/span><\/strong> ha avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con dei quattro cantanti del gruppo. Ecco l&#8217;intervista a <strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-green-cyan-color\">Paolo Tarolli<\/span><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18269\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><strong><span class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color\">L&#8217;INTERVISTA<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18271\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rebel-bit-credits-enzo-fornione-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come nascono i Rebel Bit?<\/strong> <em>Nel gruppo siamo quattro cantanti e un sound designer. Noi quattro ci conosciamo da tanti anni, perch\u00e9 insieme abbiamo avuto esperienze musicali gi\u00e0 precedenti a questa e sempre nel mondo della musica vocale. In pi\u00f9, Lorenzo, Guido e Giulia hanno frequentato il Liceo Musicale a Cuneo in annate diverse, quindi si conoscevano ancor prima che arrivassi io. L&#8217;idea dei Rebel Bit \u00e8 nata nel 2017, ma abbiamo debuttato nel dicembre 2018 con il nostro primo spettacolo \u201cPaper Flights\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 avete scelto il nome \u201cRebel Bit\u201d?<\/strong> <em>Nel nostro nome \u00e8 racchiusa l&#8217;essenza del nostro progetto. L&#8217;utilizzo delle voci \u00e8 supportato da rielaborazioni e sperimentazioni elettroniche. Rebel, cio\u00e8 ribelli, indica che ci discostiamo molto dalla tradizionale musica vocale che abbiamo in Italia e nel mondo. Abbiamo voluto portare una ventata di novit\u00e0 in questo genere introducendo proprio l&#8217;elettronica. Andrea, il quinto componente del gruppo, costruisce le nostre canzoni con i \u201cbit\u201d, le particelle pi\u00f9 piccole che compongono i suoni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il sound dei Rebel Bit \u00e8 una novit\u00e0 assoluta per il mercato discografico italiano. Ma chi sono i vostri punti di riferimento? C&#8217;\u00e8 qualcuno a cui vi ispirate?<\/strong><em> I Cluster sono stati i primi a usare degli effetti elettronici sulle voci, ma in Italia sono ancora pochi i gruppi vocali che usano l&#8217;elettronica in questo modo. C&#8217;\u00e8 ancora un certo legame con la tradizione, che fa della voce lo strumento principale. A livello mondiale, invece, c&#8217;\u00e8 un gruppo danese, i Postyr Project, che gi\u00e0 da diversi anni utilizzano gli effetti elettronici a supporto della voce. Noi ci siamo ispirati un po&#8217; a quell&#8217;idea l\u00ec, per rielaborarne una completamente nostra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cCome\u201d, il titolo del vostro nuovo EP, pu\u00f2 essere letto in due modi, in italiano o in inglese. Perch\u00e9 avete scelto proprio questa parola per rappresentare il vostro disco? <\/strong><em>L&#8217;album parla di cambiamento sotto diversi punti di vista. La parola \u201ccome\u201d, sia in inglese sia in italiano, rientra in alcuni dei brani presenti nel disco. Nella nostra lingua, questa parola rappresenta il punto di domanda iniziale quando vogliamo intraprendere un cambiamento: \u201cCome cambiare?\u201d. In pi\u00f9 abbiamo scelto quest&#8217;ambivalenza linguistica perch\u00e9 siamo conosciuti anche all&#8217;estero. Quindi ci sembrava perfetto dare un titolo che potesse essere interpretato a seconda del luogo in cui si vive.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per la copertina del disco avete scelto l&#8217;immagine di un ragazzo con una valigia di cuoio, mentre sta salendo una scala che conduce a una porta spalancata sul buio pi\u00f9 assoluto. Sullo sfondo nuvole e un cielo azzurro: dove sta andando?<\/strong> <em>Ovunque lui voglia! Parlando di cambiamento, ciascuno di noi pu\u00f2 intraprendere il percorso che desidera. Pu\u00f2 farlo nei confronti di se stesso, di un rapporto con un&#8217;altra persona oppure pu\u00f2 decidere di cambiare il posto in cui vive. Per\u00f2, una volta intrapreso il proprio viaggio personale, non sappiamo mai dove possa condurci la novit\u00e0. L&#8217;idea del ragazzo in copertina che sta per attraversare una porta che affaccia sul buio \u00e8 la metafora di questo viaggio: ognuno potr\u00e0 immaginare la strada da percorrere o la meta da raggiungere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Scatto Lento <\/em>\u00e8 uno dei brani inediti del disco. Un elogio alla lentezza e una riflessione sui gesti abitudinari che possono aiutarci a capire di pi\u00f9 noi stessi. La scrittura di questo brano quanto \u00e8 stata influenzata dalla pandemia? <\/strong><em>Il titolo prende spunto proprio da quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni.\u201cScatto Lento\u201d nasce dall&#8217;esigenza di frenare la nostra quotidianit\u00e0 per porci delle domande e prenderci del tempo per riflettere su noi stessi. Questo brano insieme all&#8217;altro inedito \u201cNot a Fairytale\u201d sono nati la scorsa estate, dopo il lockdown. Abbiamo deciso di andare in ritiro per qualche giorno, un po&#8217; come fanno le squadre di calcio. Siamo stati in una casetta, da soli, nella vallata della provincia di Cuneo. Ci siamo ritrovati a raccontare aneddoti ed esperienze personali e da l\u00ec abbiamo iniziato a buttare gi\u00f9 i testi di queste due canzoni inedite.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alla fine del disco troviamo l&#8217;altro inedito, \u201cNot a Fairytale\u201d. Protagonista della canzone \u00e8 il dente di leone, un fiore fragilissimo ma in grado di adattarsi al ritmo incalzante delle stagioni. Quale messaggio si cela dietro questo brano?<\/strong> <em>Avevamo in mente questo elemento della natura che sembra inutile, ma in realt\u00e0 non lo \u00e8. Prendendo spunto da un&#8217;antica leggenda irlandese, abbiamo cercato di trasformare in poesia il valore del dente di leone. Dopo l&#8217;avvento dell&#8217;uomo sulla terra, si narra che le fate avessero scelto i soffioni come propria dimora. Pur essendo un fiore fragilissimo, il dente di leone riesce a essere un riparo dalla malvagit\u00e0 dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il dente di leone \u00e8 legato anche all&#8217;idea di viaggio, un tema che si riallaccia all&#8217;essenza di questo disco dedicato al cambiamento. Cambiare \u00e8 sempre un viaggio, e voi, di viaggi, ne avete fatti tanti da quando siete diventati un gruppo. Quale di questi \u00e8 quello che avete amato di pi\u00f9?<\/strong> <em>Ce ne sono due. Il pi\u00f9 prestigioso \u00e8 stato a Boston nel marzo 2019, qualche mese dopo il debutto di Paper Flights. Abbiamo ricevuto 5 nomination ai \u201cContemporary A Cappella Recording Awards\u201d direttamente dal movimento della musica vocale americana, che \u00e8 una realt\u00e0 molto pi\u00f9 forte che in Italia. Abbiamo avuto la fortuna di esibirci dal vivo durante la serata delle premiazioni ed \u00e8 stato emozionante, perch\u00e9 erano l\u00ec ad ascoltarci i gruppi vocali pi\u00f9 conosciuti a livello mondiale. Un mese dopo siamo partiti per la Russia. Abbiamo partecipato a un festival gigantesco, il Moscow Spring A Cappella Festival. L\u00ec abbiamo avuto la fortuna di esibirci dal vivo cantando negli angoli pi\u00f9 belli di Mosca, insieme ad altri 80-90 gruppi provenienti da tutto il mondo. Ha rappresentato un&#8217;esperienza di diverso tipo rispetto a quella americana, ma l\u00ec abbiamo scoperto cosa vuol dire organizzare un festival di quel calibro. In Italia sarebbe impensabile!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quest&#8217;anno avete debutatto in televisione partecipando all&#8217;undicesima edizione del programa SKY Italia&#8217;s Got Talent. Cosa ha rappresentato per voi quest&#8217;esperienza? <\/strong><em>Lo abbiamo fatto per far conoscere al pubblico italiano il nostro progetto. In tv ci sono tantissimi talent, ma quello che ci sembrava pi\u00f9 giusto per i Rebel Bit era proprio Italia&#8217;s Got Talent. Siamo stati selezionati e abbiamo partecipato con grande entusiasmo. Le emozioni sono totalmente diverse da quelle che ti d\u00e0 il teatro o una piazza. In sala c&#8217;era poco pubblico per via delle restrizioni, ma dietro la telecamera sapevamo che a guardarci c&#8217;erano milioni di telespettatori. Quello che ci ha stupito di pi\u00f9 \u00e8 la macchina organizzativa che c&#8217;\u00e8 dietro uno spettacolo televisivo: \u00e8 davvero impressionante! Eravamo molto emozionati e penso sia stata una delle esperienze pi\u00f9 importanti che abbiamo fatto finora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Secondo te, qual \u00e8 il valore aggiunto dei Rebel Bit? <\/strong><em>Prima del rapporto professionale, tra noi esiste un rapporto umano che va aldil\u00e0 di tutto. \u00c8 grazie a quello che noi riusciamo a guardare oltre e a ricercare le novit\u00e0, cercando di avere sempre il piglio giusto per renderci originali, in un mondo musicale che \u00e8 stracolmo di tante cose.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa vi augurate per il futuro?<\/strong> <em>Il nostro sogno pi\u00f9 grande \u00e8 di far conoscere i Rebel Bit a tutta l&#8217;Italia. Questo va oltre i premi, i viaggi e i riconoscimenti: far uscire la musica al di fuori della propria regione penso sia il sogno pi\u00f9 grande di ogni artista emergente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><strong><code><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Photo-credits: Enzo Fornione<\/span><\/code><\/strong><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Scopri chi sono i Rebel Bit: leggi l&#8217;intervista a Paolo Tarolli I Rebel Bit sono un giovane gruppo vocale della provincia di Cuneo formato da <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=18237\" title=\"I &#8220;Rebel Bit&#8221; e il loro viaggio sonoro\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":49,"featured_media":18241,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-18237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-musica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/49"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18237"}],"version-history":[{"count":25,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18274,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18237\/revisions\/18274"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18241"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}