{"id":20198,"date":"2022-03-27T09:21:46","date_gmt":"2022-03-27T08:21:46","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=20198"},"modified":"2022-09-29T07:08:36","modified_gmt":"2022-09-29T06:08:36","slug":"fotografare-ascoltare-con-gli-occhi-per-raccontare-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=20198","title":{"rendered":"Fotografare? Ascoltare con gli occhi, per raccontare la vita"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fotografare \u00e8 assaporare intensamente la vita, ogni centesimo di secondo<\/em>: diceva il fotografo Marc Riboud. Troppo spesso, oggi, diamo per scontato il vero significato del verbo <strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">fotografare<\/span><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Fotografare \u00e8 un modo di vivere, l&#8217;atteggiamento di chi ha il dono di saper sintonizzare la mente, gli occhi e il cuore. Per non perdere nessuna vibrazione, positiva o negativa che sia. Per mostrare che cosa si nasconde dietro un istante. Per regalare le emozioni del passato a chi vorr\u00e0 viverle o riviverle nel futuro. O, semplicemente, per svelare una verit\u00e0 che appare celata. La fotografia non dovrebbe mai essere scattata con la &#8220;forza&#8221;. La fotografia &#8220;giusta&#8221; cattura la tua anima perch\u00e9 si offre alla tua anima, in uno scambio reciproco di sensazioni. E una foto pu\u00f2 raccontare, raccontarsi e raccontarci. Raccontando un &#8220;NOI&#8221; che \u00e8 la vita. L&#8217;insieme di gioie e dolori, sorrisi e lacrime, successi e dispiaceri, sensi di colpa e soddisfazioni&#8230; il &#8220;NOI&#8221; che \u00e8 talvolta un &#8220;io&#8221;, il &#8220;NOI&#8221; che talvolta \u00e8 un &#8220;loro&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In queste settimane <strong><a href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=19650\"><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">NOI<\/span><\/a><\/strong> \u00e8 anche il <em>family drama<\/em> di RAI fiction e Cattleya. L&#8217;atteso remake italiano dell&#8217;americano &#8220;This is us&#8221;. Il cast eccellente a <a href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=19650\"><strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">NOI<\/span><\/strong><\/a> ha convinto: <strong>Lino Guanciale<\/strong>, <strong>Aurora Ruffino<\/strong>, <strong>Dario Aita<\/strong>, <strong>Livio Kone<\/strong> e <strong>Claudia Marsicano<\/strong>, per citare i componenti della Famiglia Peir\u00f2. <strong>Luca Ribuoli<\/strong> alla regia. Salti temporali, una regia dinamica e una scrittura altamente emotiva, per raccontare 40 anni della nostra Italia. E NOI ci siamo letteralmente innamorati di alcune foto, diventate virali sui Social, che ci hanno aperto le porte del <em>backstage<\/em> di questa ammaliante serie tv. L&#8217;autrice di questi scatti \u00e8 la fotografa di scena <strong><a href=\"http:\/\/www.jessicaguidi.com\/\"><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Jessica Guidi<\/span><\/a><\/strong>. Intervistarla \u00e8 stato bello, davvero: divertente, profonda, semplice e complessa al tempo stesso. Una donna di talento: dalle sue foto nasce sempre un racconto, sensibile e forte, della realt\u00e0 senza fronzoli, senza giudizi, ma con tanti spunti di riflessione e di dialogo. Per pensare, per ricordare, per sognare.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><strong><span class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color\">L&#8217;INTERVISTA<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conosciamoci meglio. Ci racconti qualcosa di te? Partiamo da che cosa \u00e8 la fotografia per te e da come \u00e8 nata questa tua passione&#8230;<\/strong> <em>Nasco nel \u201878 e, vent\u2019anni dopo, mi ritrovo nella camera oscura di una scuola di fotografia del Comune di Roma, dove scopro me stessa. Scopro Jessica, insieme al valore dell\u2019istante; scopro che un pensiero e un modo di sentire si possono agire anche attraverso la fotografia. Tutti i miei studi, da quelli universitari al pianoforte, convergono l\u00ed, nella lente di una reflex analogica: inizio subito a fotografare concerti ed \u00e8 forse in quelle occasioni che imparo davvero ad ascoltare con gli occhi. Dopo qualche anno, il mio sguardo si nutre di una realt\u00e0 nuova grazie all\u2019incontro con il Buddismo e, pi\u00f9 tardi, con quei luoghi pi\u00f9 reali dell\u2019irrealt\u00e0 che sono i set cinematografici. Poi il reportage: un dovere e un\u2019esigenza, la mia. Quando fotografi, entri nell\u2019intimit\u00e0 mentre racconti la vita. Questo ti costringe ad abbandonare i pregiudizi e ad ascoltare quello che accade. E ad ascoltarti. Saper scrivere con la luce \u00e8 un privilegio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In questi giorni sono virali le tue fotografie scattate sul set di &#8220;Noi&#8221;, il <em>family drama<\/em> di RAI1: intense, semplicemente. Come sei diventata fotografa di scena?<\/strong> <em>La prima esperienza \u00e8 stata, nel 2005: un cortometraggio girato in pellicola e ambientato durante la seconda guerra mondiale. Fino a quel momento avevo lavorato come fotografa di scena a teatro o nei concerti. Rimasi subito affascinata dal privilegio che il set mi offriva di viaggiare nel passato, lasciandomi la libert\u00e0 di svelare l\u2019inganno con un semplice passo indietro, fotografando il backstage. Qualche anno dopo, la mia prima collaborazione per Cattleya fu in una mini-serie ambientata nei primi anni del \u2018900, quindi, girata tutta in costume. Anche &#8220;Noi&#8221; \u00e8 un continuo alternarsi di tre piani temporali con flashback tra gli anni \u201970, gli 80\u2019 e  gli anni 2000. La sfida pi\u00f9 grande per me \u00e8 essere nel qui e ora, vivere il presente. La fotografia mi ha insegnato a \u201cstare\u201d e, grazie al cinema, ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di vivere addirittura un tempo non lineare ma verticale: nel presente sono contenuti passato e futuro, in un unico istante, in uno scatto fotografico che si fa eterno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai lavorato come fotografa in diversi ambiti: dal teatro ai concerti, dalla fotografia d\u2019arte al reportage. Quale aspetto del mondo del cinema ti ha portata a preferire la carriera di fotografa di scena?<\/strong><em>La fotografa \u00e8 una figura professionale spesso \u201cisolata\u201d. Nel cinema ti senti, invece, parte di un grande progetto. Ogni reparto \u00e8 indipendente ed essenziale alla riuscita del film. Inoltre amo relazionarmi con diversi tipi di persone, mi fa crescere umanamente e una troupe cinematografica abbraccia ogni differenza: da quella di et\u00e0, a quella di genere, a quella sociale&#8230; E di quelle differenze ne faccio tesoro<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che cosa porti con te dell\u2019esperienza di &#8220;Noi&#8221;?<\/strong><br><em>I legami. Sei mesi di riprese ti permettono di conoscere le persone, leggerle e, quindi, poterle raccontare entrando in punta di piedi, senza avere fretta. Questo sia per quanto riguarda la troupe \u2013 con qualcuno \u00e8 anche nata un\u2019amicizia &#8211; che per il cast artistico, composto da attrici e attori dal cuore gentile. \u00c8 stato semplice fotografarli perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 mai stato un muro da oltrepassare. Si \u00e8 creato subito uno scambio naturale. E in questo scambio ho notato che ognuno aveva alcuni aspetti caratteriali del personaggio che interpretava; a nessuno \u00e8 stato adattato un ruolo distante. Penso sia stata fatta una ricerca di casting incredibile. Poi Luca Ribuoli ha una grande capacit\u00e0 di tirare fuori dagli attori quello che cerca. Si isola con loro per molto tempo per provare prima di girare. \u00c8 la seconda volta che lavoro con lui. Luca \u00e8 incredibile, d\u00e0 tutto se stesso senza mai perdere la concentrazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali sono, se ci sono, le differenze tra scattare foto nel quotidiano (foto, ad esempio, durante una passeggiata, foto ad una cerimonia oppure ad un evento) e foto di scena?<\/strong> <em>In un set, come dicevo prima, sei parte di una squadra e, quindi, devi stare attento a non calpestare il lavoro degli altri. In una situazione normale scegli l\u2019inquadratura e ti concentri sul soggetto. Al cinema devi prima di tutto guardare che cosa succede intorno a te, come si muove la troupe, se entri nell\u2019inquadratura, scegliere un punto di vista diverso da quello del punto camera, studiare la luce migliore&#8230; tutto questo mentre osservi quello che accade sulla scena, cercando di carpire le espressioni migliori degli attori. Naturalmente devi essere &#8220;trasparente&#8221; e silenziosa. Insomma, ogni scatto \u00e8 una sfida.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>C\u2019\u00e8 qualcosa in particolare che di solito ispira i tuoi scatti?<\/strong> <em>La vita. Dal reportage alla street photography, dal ritratto alle foto di scena: sento l\u2019esigenza di raccontare, essere occhi per chi non vive quell\u2019istante o, nel caso dei ritratti, regalare uno sguardo esterno di s\u00e9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo scatto pi\u00f9 bello che hai realizzato?<\/strong> <em>Ogni scatto fotografico \u00e8 come un figlio, \u00e8 difficile essere obiettivi e scegliere il pi\u00f9 bello. Per\u00f2 ci sono foto a cui sono particolarmente legata perch\u00e9 hanno segnato un passaggio. Una di queste \u00e8 una fotografia realizzata nel 2016 durante una manifestazione per i diritti civili a Roma dal titolo Svegliati Italia. In primo piano, tra i manifestanti, si vede una mano che alza una sveglia e, sullo sfondo, il Pantheon. Da questo scatto decisi di realizzare un reportage &#8211; Il Risveglio &#8211; che racconta la lotta del movimento LGBT+ italiano durante le manifestazioni per l\u2019approvazione del DDL Cirinn\u00e0. Sono legata a questa foto per due motivi. Il primo \u00e8 che in quella piazza mi sono commossa: ricordo l\u2019espressione fiera dell\u2019uomo che alzava la sveglia, un gay attivista di circa sessant\u2019anni. Intorno c\u2019erano tante famiglie anche eterosessuali scese a manifestare per i diritti degli omosessuali. L\u2019altro motivo \u00e8 che questa foto mi ha permesso di affacciarmi al mondo dell\u2019arte fotografica fuori dall\u2019Italia: fu esposta al Festival Internazionale di fotografia ad Arles e, da l\u00ed, cominciai ad esporre in altre gallerie in Europa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La fotografia che non hai ancora scattato?<\/strong> <em>Me ne vengono in mente due: una foto di scena per un grande film d\u2019autore e una foto per un progetto fotografico su cui sto lavorando da molti anni che mette in relazione l\u2019attuale crisi migratoria con il Colonialismo italiano in Africa. Vorrei includere nel racconto una foto ai braccianti agricoli immigrati, i nuovi schiavi dell\u2019agricoltura. \u00c8 una foto denuncia al caporalato quindi complicata da realizzare ma trover\u00f2 il modo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La foto che rimpiangi di non aver potuto fare?<\/strong> <em>2006, New York. Ero ferma su un marciapiede ad aspettare che uscissero da un negozio le persone con cui stavo visitando la citt\u00e0. Fremevo perch\u00e9 volevo andare in giro a fotografare. Ad un certo punto decisi di entrare nel negozio per sollecitarle. Quando uscii, sentii il suono di una sirena della polizia allontanarsi e vidi la persona che era accanto a me ad aspettare che mi guardava timorosa: non sapeva come dirmi che proprio nell\u2019istante in cui mi ero allontanata, c\u2019era stato il violento arresto di un afro-americano davanti ai suoi occhi. Fu una lezione durissima. Ci ripensai per mesi. Vivevo nell\u2019illusione di dover rincorrere, cercare altrove tutto e tutti. Insomma, l\u2019esatto contrario del vivere l\u2019istante presente di cui parlavo prima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che cosa vorresti che le persone cogliessero davvero nelle tue foto?<\/strong> <em>Non amo instradare la lettura delle immagini. Per questo raramente scelgo dei titoli. Quando fotografo strappo un istante per mostrarlo nudo a chi non \u00e8 presente. Poi sta allo spettatore vestirlo nella propria intimit\u00e0. Il mio desiderio \u00e8 ispirare una decisione, un viaggio, un sogno, un\u2019emozione repressa, come spesso \u00e8 capitato a me guardando le foto altrui.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci descrivi il tuo stile fotografico usando tre aggettivi?<\/strong><em><strong> <\/strong>Intenso, realistico, surreale. Come vedo la vita insomma!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un consiglio per scattare una bella foto, anche solo con il cellulare\u2026<\/strong> <em>Non avere fretta. Capire quello che stiamo guardando e, poi, cercare di fermarlo. Spesso mi capita di trovarmi davanti uno scorcio, una via, un paesaggio e aspettare che capiti quello che mi comunica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"697\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Il-Risveglio-ok-1024x697.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20266\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Il-Risveglio-ok-1024x697.jpg 1024w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Il-Risveglio-ok-300x204.jpg 300w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Il-Risveglio-ok-768x523.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Il-Risveglio-ok-1536x1046.jpg 1536w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Il-Risveglio-ok.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em><sub><strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-green-cyan-color\">IL RISVEGLIO, foto scattata da <a href=\"http:\/\/www.jessicaguidi.com\/\">Jessica Guidi <\/a>durante una manifestazione dei diritti civili a Roma nel 2016<\/span><\/strong><\/sub><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-left is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><span class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><strong>Biografia<\/strong><em> \/<\/em><strong><a href=\"http:\/\/www.jessicaguidi.com\/\">Jessica Guidi<\/a> <\/strong>inizia il suo percorso professionale nelle vesti di fotografa di concerti, accreditata da importanti testate musicali come Rockstar, o di Festival internazionali come il Villa Celimontana Jazz Festival. Collabora con David Zard (dal Cirque du Soleil, al Notre Dame de Paris) e con l\u2019Agenzia fotografica Photomovie. Tra le diverse esperienze come fotografa di scena, ricordiamo il set di &#8220;Grand Hotel&#8221; (regia di Luca Ribuoli), prodotto da Cattleya per Rai Fiction. Realizza il suo primo reportage sulla lotta del movimento LGBTQI italiano per i diritti civili che diventa una mostra dal titolo &#8220;Il Risveglio&#8221;, incontrando la fotografia d&#8217;arte: le sue opere saranno esposte al Festival Internazionale di fotografia di Arles, ad Amsterdam, Parigi, Grenoble. Grazie alla passione per il reportage, pubblica, sul National Geographic Italia, il racconto fotografico della vita di una drag queen, intitolato &#8220;Obama, the queen&#8221;. Nel frattempo, inizia a documentare la difficile situazione dei migranti a Roma per il progetto fotografico &#8220;L\u2019Eredit\u00e0&#8221; che mette in relazione la crisi migratoria in Italia con il Colonialismo italiano nell\u2019 Africa orientale. Nel 2021, ritorna sul set per Cattleya (di nuovo con la regia di Luca Ribuoli), come fotografa di scena di &#8220;Noi&#8221;, il remake italiano della pluripremiata serie americana &#8220;This is Us&#8221;.<\/span><\/p><p><strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">Sito internet ufficiale di <a href=\"http:\/\/www.jessicaguidi.com\/\">Jessica Guidi<\/a><\/span><\/strong> &#x1f447;<\/p><p>&#x1f449; <strong><a href=\"http:\/\/www.jessicaguidi.com\/\"><span class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">http:\/\/www.jessicaguidi.com\/<\/span><\/a><\/strong><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\"><strong>&#8220;<a href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=19650\">NOI<\/a><\/strong><\/span><strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">&#8220;: il racconto del set di<\/span><span class=\"has-inline-color has-pale-pink-color\"> <a href=\"http:\/\/www.jessicaguidi.com\/\">Jessica Guidi<\/a><\/span><\/strong><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\"><strong>. Uno scambio naturale di &#8220;legami&#8221;. Foto intense e realistiche che testimoniano un<\/strong> <strong><em>backstage<\/em> fatto non solo di duro lavoro ma anche di complicit\u00e1, di talento e di passione.<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><span class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color\">Guarda la <em><a href=\"http:\/\/www.jessicaguidi.com\/\">photogallery<\/a><\/em> <\/span>&#x1f447;<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/DSCF1911-1024x683.jpg\" alt=\"\" data-id=\"20221\" data-full-url=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/DSCF1911.jpg\" data-link=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?attachment_id=20221\" 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