{"id":3362,"date":"2016-12-13T10:38:26","date_gmt":"2016-12-13T09:38:26","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=3362"},"modified":"2016-12-13T10:38:26","modified_gmt":"2016-12-13T09:38:26","slug":"il-natale-rivelato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=3362","title":{"rendered":"IL NATALE RIVELATO"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Aspettando il Grande Evento<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3363 alignright\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/natale-rivelato-1.jpg\" alt=\"\" width=\"326\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/natale-rivelato-1.jpg 326w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/natale-rivelato-1-300x256.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>L\u2019attesa.<\/strong> Confessiamolo: di fronte al Natale siamo presi da un groviglio di pensamenti e ripensamenti, di abbandoni e tensioni, di speranze future e ancestrali richiami. A Natale succedono troppe cose importanti per persone diverse. C&#8217;\u00e8 il credente che vi vede una data testimoniale significativa e c&#8217;\u00e8 il consumista, che porta al parossismo il suo &#8220;vizio assurdo&#8221; quotidiano. C&#8217;\u00e8 chi prepara all&#8217;esterno le citt\u00e0 e le chiese per abbellirle in attesa del Grande Evento. E c&#8217;\u00e8 chi, forse inconsciamente, vive il Natale in una dimensione intima ed esistenziale, che lo spinge ad interrogarsi sul senso della Nascita, della Vita e della Morte dell&#8217;Uomo in rapporto a Qualcosa che va &#8220;al di l\u00e0&#8221;, che rimanda ad un Altrove misterioso.<\/p>\n<p>Tutti i popoli antichi (dagli Atzechi agli Indonesiani) sono stati attratti dal fascino inspiegabile e, per certi versi, perturbante del Mistero della Nascita dell&#8217;Uomo e del Mondo, s\u00ec da giungere\u00a0 a credere che un coltello magico avesse separato il Cielo dalla Terra per dar loro origine. Identico sentimento di religioso silenzio trasuda dalla famosa frase biblica che interpreta come un &#8220;trauma&#8221; la nascita del Mondo: &#8220;E Dio separ\u00f2 la Luce dalle Tenebre&#8221;.<\/p>\n<p>Ed ancora, se veniamo alle culture pi\u00f9 a noi vicine nel tempo e nello spazio e scendiamo gi\u00f9 gi\u00f9 nel &#8220;profondo Sud&#8221;, ad esempio in Basilicata, scopriamo complessi rapporti di presenza\/assenza all&#8217;interno della concezione del Natale\/ Nascita. C&#8217;\u00e8 infatti un canto popolare che la dice lunga sulla nascita come separazione e alienazione. Testualmente tradotto recita cos\u00ec: &#8220;Quando io nacqui, mamma non c&#8217;era:\/ era andata a lavare le fasce.\/ La culla che mi doveva dondolare\/ era di ferro e non dondolava\/ e il prete che mi doveva battezzare\/ sapeva leggere e non sapeva scrivere.&#8221;<\/p>\n<p>In questi versi struggenti \u00e8 condensata tutta l&#8217;angoscia della Nascita, frutto di una separazione forzata dalla madre.\u00a0 E&#8217; in essi tutta la tragica Sapienza del Mondo, quella stessa che ispir\u00f2 a Giacomo Leopardi\u00a0 la sua celebre epigrafe sul trauma della Nascita: &#8220;E&#8217; funesto a chi nasce\u00a0 il d\u00ec natale&#8221;. Ma, proprio per positivizzare questi tre elementi negativi (Separazione, Tenebre e Morte) il ciclo calendariale, ispirato alla cultura cristiana, si conclude con una Meta suprema e risolutiva: il Natale.<\/p>\n<p><strong>La storia del Natale. <\/strong>\u00a0Il Natale si afferma come cristianizzazione di un rito pagano: la nascita di Cristo, definito nei Vangeli\u00a0 &#8220;luce del Mondo&#8221;, si contrappone al pagano<em> Dies natalis solis invicti<\/em>, cio\u00e8 alla celebrazione del solstizio d&#8217;inverno e alla nascita di Mitra, festeggiati appunto nel mondo pagano il 25 dicembre. Preziosa \u00e8 l&#8217;indicazione di un <em>Cronografo <\/em>redatto verso la met\u00e0 del IV sec. da Furio Dionisio Filocalo, in cui si legge una citazione da un calendario liturgico del 320 circa, che per primo riporta la celebrazione del Natale cristiano alla attuale data canonica. Essa fu poi accettata anche dalla Chiesa d&#8217;Oriente, intorno al 380, grazie all&#8217;influenza di San Giovanni Grisostomo e di San Gregorio Nazianzeno.<\/p>\n<p>Una delle novit\u00e0 liturgiche consistette nella celebrazione di tre Messe solenni: una a mezzanotte, un&#8217;altra all&#8217;alba e un&#8217;altra al mattino. Esse si sono affermate in epoche diverse. Il rito pi\u00f9 antico, cio\u00e8 quello della messa celebrata al mattino, risale al IV sec., quindi \u00e8 coevo al periodo in cui si \u00e8 diffusa l&#8217;abitudine di festeggiare il Natale nel giorno del 25 dicembre. Nel V sec., e precisamente dopo il Concilio di Efeso (431), \u00e8 invalsa la pratica della celebrazione della Messa di mezzanotte presso la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dopo che \u00e8 stata ripresa da un&#8217;analoga e precedente tradizione presso la grotta di Betlemme in Palestina. Ultima in ordine di tempo \u00e8 giunta l&#8217;abitudine della celebrazione della\u00a0 messa all&#8217;alba, che all&#8217;origine non era collegata al Natale, ma alla festa liturgica in\u00a0 onore della martire Anastasia di Sirmio presso la corte bizantina del\u00a0 VI sec.<\/p>\n<p>Ma la novit\u00e0 culturale pi\u00f9 pregnante del Natale cristiano consist\u00e9 nel capovolgere il significato di <em>dies natalis<\/em>: mentre per i Romani questa espressione indicava la nascita di una persona, per la Chiesa indic\u00f2 il giorno della morte in quanto inizio di un&#8217;altra vita: la Vita eterna.\u00a0 E questa dialettica Vita\/Morte ritorna, oltre che nella simbologia\u00a0 della festa, anche nei riti della cultura popolare che aprono la strada ai festeggiamenti natalizi. Basta rifarsi a un&#8217;usanza, tipicamente campana: dal 13 dicembre (festa di Santa Lucia, protettrice della vista e legata al tema della luce) fino al 24 (Vigilia di Natale) si contano le &#8220;calenne&#8221;. Questi 12 giorni sintetizzano sacralmente i 12 mesi che volgono al termine: una sorta di &#8220;morte&#8221; dei mesi, che poi &#8220;rinascono&#8221; all&#8217;inizio dell&#8217;anno a nuova &#8220;vita&#8221;.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>La prossima puntata su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/mediavoxmagazine\/\">MediaVox Magazine<\/a> il 15\/12\/2016<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Leggi <a href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\">www.mediavoxmagazine.it<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Aspettando il Grande Evento L\u2019attesa. 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