{"id":3833,"date":"2017-04-01T14:38:08","date_gmt":"2017-04-01T13:38:08","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=3833"},"modified":"2017-04-01T14:38:08","modified_gmt":"2017-04-01T13:38:08","slug":"il-pesce-daprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=3833","title":{"rendered":"IL PESCE D&#8217;APRILE"},"content":{"rendered":"<p>Il riso \u00e8 di origine diabolica o divina? Ha un suo ritualismo o \u00e8 eccentrica esplosione di &#8220;entusiasmo&#8221; (che significava nella lingua greca il &#8220;dio dentro&#8221;)? Magari nelle condizioni di una strana &#8220;ebbrezza&#8221;, dominata da un potere di-vino. Sono giochi di parole\u00a0 -qualcuno penser\u00e0-\u00a0 quelli che stiamo proponendo. Forse s\u00ec; ma forse dietro le parole, ci sono schegge di vita, grumi di sogni e qualche atomo di verit\u00e0. E, per avvicinarci alle verit\u00e0 che sono dietro il mistero del Riso, giunge propizio questo nostro viaggio, a ritroso nel tempo, alla ricerca delle radici perdute di un rito, che appare oggi sciatto e quotidiano e invece vanta un antico e arcano blasone di nobilt\u00e0: il pesce d&#8217;aprile.<\/p>\n<p>Gli antenati mitologici, folklorici e letterari di questa simpatica usanza risalgono a tempi antichissimi.Cominciamo dalle cronache rosa-nere del mito greco. Esse ci narrano al proposito una storia illuminante. Di divinit\u00e0 appunto che ridono. Ce ne parla l&#8217;Inno omerico a Demetra, in cui la dea, affranta dal dolore e dal lutto in quanto \u00e8 alla ricerca disperata della figlia Kore, sta &#8220;senza sorridere&#8221;, fino a che la serva Iambe (nome che \u00e8 tutto un programma, poich\u00e9 significa &#8220;colei che schernisce&#8221;), con i classici lazzi e frizzi al confine con l'&#8221;os\u00e9&#8221;, fa ridere e rasserena la dea, che avr\u00e0 poi in sorte la possibilit\u00e0 di rivedere la figlia dalla primavera all&#8217;autunno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3834\" aria-describedby=\"caption-attachment-3834\" style=\"width: 122px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3834\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thumbnail_dea-Bastet.jpg\" width=\"122\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thumbnail_dea-Bastet.jpg 260w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thumbnail_dea-Bastet-114x300.jpg 114w\" sizes=\"auto, (max-width: 122px) 100vw, 122px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3834\" class=\"wp-caption-text\"><em>La Dea Bastet<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Ancora pi\u00f9 sorprendente, come racconta Erodoto, era il rituale folklorico primaverile, diffuso a Bubasti in Egitto, in occasione della festa in onore di Bastet, dea rappresentata sotto forma di gatto (animale, invero, non privo di valenze diaboliche): delle donne, solcando su imbarcazioni il Nilo, beffeggiavano altre donne sulla riva, alzandosi le vesti. Un gesto questo che i Greci chiamavano anasyrma e che ritorna frequentemente nei miti dell&#8217;Ellade.<\/p>\n<p>I Latini andarono ancora oltre. E forse \u00e8 nella loro letteratura\u00a0 che viene anticipato, in forme simili alle nostre, il pesce d&#8217;aprile. Basta leggere un episodio a cavallo fra il II e il III libro dell&#8217;Asino d&#8217;oro di Apuleio: Lucio, il protagonista del romanzo, dopo un lauto banchetto consumato ad Ipata, in Tessaglia (terra di magia), imbottito (si badi bene!) di vino, uccide tre esseri misteriosi. Portato in tribunale e destinato a pena tremenda, viene posto di fronte alla &#8220;madre&#8221; dei tre uccisi, la quale, scoprendo il lenzuolo funebre, ne rivela l&#8217;identit\u00e0: si tratta solo di tre otri, che Lucio, ubriaco, ha infilzato. Testimoni, pubblico, giudici: tutti in piedi a ridere di crepapelle.<\/p>\n<p>E cos\u00ec gli spiegano che a Ipata, all&#8217;inizio dell&#8217;anno, che corrisponde quasi al nostro aprile, si suole con una beffa collettiva festeggiare il dio Riso, &#8220;un nume che accompagna con benigna affezione il suo fedele che \u00e8 autore ed attore del gioco&#8221;. Nei tre succitati campi dell&#8217;immaginario antico la beffa &#8220;primaverile&#8221;, mescolando l&#8217;Eros e l&#8217;Occulto, si pone dunque come rito risolutore di una situazione angosciosa.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 poi arrivati all&#8217;attuale usanza legata al primo aprile? Le ipotesi sono discordanti. C&#8217;\u00e8 chi la fa risalire all&#8217;abitudine che si aveva a Firenze di mandare i sempliciotti a comprare in un certo posto un tipo di pesce che esisteva solo in effigie. E c&#8217;\u00e8 chi lo riporta al costume marinaro di mandare a pesca gli inesperti il primo aprile, proprio quando i pesci sono invece sul fondo per depositare le uova.<\/p>\n<p>Ed infine non manca chi ha &#8220;cristianizzato&#8221; tale rito, ricollegandolo al decreto pontificio che vietava il consumo di pesce il primo aprile, in ricordo del miracolo accaduto al tempo del Patriarca Bertrando: il Papa, infatti, ospite di quest&#8217;ultimo il primo aprile, quindi in piena Quaresima, sarebbe stato prodigiosamente liberato di una spina conficcatasi nella gola durante il frugale pranzo. E\u2019 evidente in tal caso l&#8217;accostamento fra scherzo d&#8217;aprile e Carnevale (il quale ingenera il suo contraltare cristiano, cio\u00e8 la Quaresima) e ancora fra il simbolo del pesce e le primitive tradizioni cristiane: non si dimentichi che il nome greco di &#8220;pesce&#8221;, ichth\u00f9s, \u00e8 l&#8217;acrostico di I\u00e8sus Christ\u00f2s The\u00f9 Hyi\u00f2s Sot\u00e8r, ossia &#8220;Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio, Salvatore&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3835\" aria-describedby=\"caption-attachment-3835\" style=\"width: 415px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3835\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thumbnail_Marchese-del-Grillo.jpg\" width=\"415\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thumbnail_Marchese-del-Grillo.jpg 1150w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thumbnail_Marchese-del-Grillo-300x195.jpg 300w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thumbnail_Marchese-del-Grillo-768x500.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/thumbnail_Marchese-del-Grillo-1024x666.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3835\" class=\"wp-caption-text\"><em>Alberto Sordi in &#8220;Il Marchese del Grillo&#8221;<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Per non parlare poi di un famoso pesce d&#8217;aprile del Marchese del Grillo, il quale fece credere ad un povero carbonaio, come al solito ubriaco, di essere lui il vero Marchese: al risveglio lo attendevano per\u00f2 il mattarello della moglie e la truce realt\u00e0 quotidiana.<\/p>\n<p>Oggi, la situazione \u00e8 diversa. In questa\u00a0 nostra societ\u00e0 che non sa ridere (e forse non sa neanche piangere), ma che conosce la beffa delle tante disfunzioni, una profezia si \u00e8 avverata: il dio Riso, collettivo e liberatorio, \u00e8 morto. Ed \u00e8 stato anche imbalsamato nel sarcofago del piccolo schermo, da quando anni fa ebbe successo la trasmissione &#8220;Scherzi a parte&#8221;. E allora, davvero scherzi a parte, \u00e8 il caso di dire, parafrasando l&#8217;aforisma di Woody Allen, che \u00e8 uno di quelli che sa far ridere e piangere: il dio (Riso) \u00e8 morto, al societ\u00e0 \u00e8 in crisi ed anche noi non ci sentiamo tanto bene.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Foto tratte dal web<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Il riso \u00e8 di origine diabolica o divina? 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