{"id":409,"date":"2016-01-14T13:33:59","date_gmt":"2016-01-14T12:33:59","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=409"},"modified":"2016-05-31T13:28:35","modified_gmt":"2016-05-31T12:28:35","slug":"firenze-un-2016-allinsegna-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=409","title":{"rendered":"FIRENZE: IL 2016 ALL&#8217;INSEGNA DELL&#8217;ARTE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0<em>\u00a0<\/em><\/strong><em><strong>Comunicato stampa<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Le Gallerie degli Uffizi, il nuovo complesso museale nato a seguito della recente riforma Franceschini dall&#8217;unione della Galleria degli Uffizi e dei musei di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, diretto da Eike Schmidt, annunciano il programma espositivo per il 2016.\u00a0A seguire il calendario di nove mostre, in ordine cronologico di apertura.\u00a0A detto programma, si aggiunger\u00e0 un\u2019ulteriore mostra di prossima presentazione, frutto della collaborazione delle Gallerie degli Uffizi con la Fondazione Pitti Immagine Discovery.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>\u201cFece di scoltura di legname e color\u00ec\u201d<\/em><\/strong><strong>. <em>La scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze<\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Alfredo Bellandi<\/p>\n<p><strong>Uffizi, \u00a021 marzo \u00a0\u2013 28 agosto 2016<\/strong><\/p>\n<p><em>Per tutta la prima met\u00e0 del Quattrocento la scultura dipinta &#8211; lignea, in marmo o in terracotta &#8211; fu l\u2019espressione del primato artistico della scultura. Questa mostra si propone per la prima volta d\u2019indagare, attraverso un nucleo di circa cinquanta opere, la vicenda della scultura lignea policroma del XV secolo a Firenze, citt\u00e0 in cui la vicinanza tra le botteghe, luoghi di conciliaboli tra scultori, pittori e architetti, fu spesso determinante per l\u2019attivit\u00e0 dei maestri del tempo<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Ospiti a Palazzo Pitti: il Polittico della Santa Croce di Adam Elsheimer<\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Matteo Ceriana e Anna Bisceglia<\/p>\n<p><strong>Palazzo Pitti, Galleria Palatina, aprile \u2013 luglio 2016<\/strong><\/p>\n<p><em>La Galleria Palatina in occasione del prestito di due opere di Pontormo allo St\u00e4del Museum di Francoforte ricever\u00e0 in scambio il polittico della Santa Croce di Adam Elsheimer. L&#8217;altarolo, che fu in antico nelle collezioni di Cosimo II dei Medici, sar\u00e0 esposto con un corredo didattico che ne illustrer\u00e0 la storia, la sua dispersione e la sua ricomposizione messa a punto sulla base di documenti di archivio.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici<\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Simona Mammana<\/p>\n<p><strong>Palazzo Pitti, Galleria Palatina, \u00a09 maggio \u2013 4 settembre 2016<\/strong><\/p>\n<p><em>Circa trenta opere del Seicento e Settecento, prevalentemente provenienti dai depositi della Galleria Palatina, illustreranno soggetti figurativi bizzarri ricorrenti nelle collezioni medicee. Si tratta di scene cosiddette \u2018di genere\u2019, che entro l\u2019universo codificato di questo tipo di pittura, permettevano di illustrare, spesso anche con intenti morali o didascalici, aspetti comici della vita sociale e di corte, cio\u00e8 quei temi ritenuti altrimenti bassi e privi di decoro. Entro questa cornice vengono alla ribalta personaggi marginali e devianti come buffoni, contadini ignoranti o grotteschi, nani e giocatori di giochi tanto leciti che illeciti. La pittura \u2018di genere\u2019 diviene insomma lo strumento che permette all\u2019arte di attingere alla realt\u00e0 del mondo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Sguardi sul Novecento. Disegni di artisti italiani tra le due guerre <\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Marzia Faietti e Giorgio Marini<\/p>\n<p><strong>Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, 17 maggio \u2013 4 settembre 2016<\/strong><\/p>\n<p>Trentasette opere, fra disegni e stampe, per lo pi\u00f9 mai viste dal pubblico, riferibili ai primi trent\u2019anni circa del Novecento. Rappresentazioni di figure, volti, autoritratti carichi di profonde espressivit\u00e0 che innestano giochi psicologici di sguardi tra l&#8217;artista e il personaggio ritratto e tra costui e lo spettatore. Opere che rivelano la complessit\u00e0 dei primi trenta anni del secolo e preannunciano i drammi futuri. Tra gli autori selezionati Jacques Villon, Alberto Giacometti, Anders Zorn, e ancora Ram e Thayat, Giovanni Costetti, Giuseppe Lunardi, Pietro Bugiani, Kurt Craemer, Primo Conti, Giuseppe Lanza del Vasto, Marino Marini.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Splendida Minima <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Piccole sculture preziose nelle collezioni medicee: dalla Tribuna di Francesco I de&#8217; Medici al tesoro granducale<\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli e Fabrizio Paolucci<\/p>\n<p><strong>Palazzo Pitti, Museo degli Argenti, 21 giugno \u2013 2 novembre 2016<\/strong><\/p>\n<p><em>Nelle Gallerie degli Uffizi si conserva la pi\u00f9 importante raccolta esistente di un settore rarissimo dell\u2019arte della glittica, le piccole sculture in pietra dura prodotte principalmente in et\u00e0 ellenistica e romana, la cui tecnica and\u00f2 perduta nei secoli del Medioevo, per poi essere riscoperta e riproposta in epoca rinascimentale. La mostra, la prima dedicata a questa particolare produzione artistica, riunir\u00e0 tutte le microsculture della collezione medicea, affiancandole ad altri esempi di plastica in materiali preziosi, in modo da ottenere significativi raffronti che esaltino le peculiari caratteristiche tecniche e stilistiche di questi oggetti.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Tempo reale e tempo della realt\u00e0. Gli orologi di Palazzo Pitti dal XVIII al XX secolo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Simonella Condemi e Enrico Colle<\/p>\n<p><strong>Palazzo Pitti, Galleria d\u2019arte moderna, 13 settembre 2016 \u2013 8 gennaio 2017<\/strong><\/p>\n<p><em>Una significativa selezione di ottanta orologi degli oltre duecento, patrimonio di Palazzo Pitti. Singolari oggetti d\u2019arte testimoni del trascorrere dei giorni di coloro che vissero nella reggia fiorentina tra XVIII e XIX secolo. La scelta degli esemplari permetter\u00e0 di apprezzare, sotto le diverse forme di realizzazione, una straordinaria qualit\u00e0, sia dal punto di vista tecnico scientifico che da quello prettamente artistico. Singolari strumenti composti di due anime: il meccanismo, spesso sofisticato e complesso, e la cassa che, nata per proteggere il delicato contenuto, si \u00e8 andato trasformando in vero oggetto d\u2019arte, dotato di un valore proprio.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Scoperte e Massacri. Ardengo Soffici e l&#8217;Impressionismo a Firenze<\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Vincenzo Farinella e Nadia Marchioni<\/p>\n<p><strong>Uffizi, 26 settembre 2016 &#8211; 8 gennaio 2017<\/strong><\/p>\n<p><em>L&#8217;esposizione, la prima monografica dedicata a Soffici (1879 &#8211; 1964), sar\u00e0 occasione per ripercorrerne l&#8217;esperienza artistica di pittore, scrittore, critico d&#8217;arte e polemista che visse attivamente il suo tempo, venendo in contatto e talvolta in profondo, coraggioso contrasto con i coevi movimenti del panorama artistico italiano ed europeo. Il titolo della mostra, Scoperte e massacri allude a quello della raccolta dei testi di Soffici, pubblicati tra il primo e il secondo decennio del Novecento, riconosciuti oggi, assieme alle iniziative culturali da lui sostenute e organizzate (come la Prima mostra italiana dell&#8217;Impressionismo allestita a Firenze nel 1910), passi decisivi per il rinnovamento in chiave novecentesca dell&#8217;arte in Italia. Le opere in mostra (da Segantini a Cezanne, da Renoir a Picasso, da Degas a Medardo Rosso, da De Chirico a Carr\u00e0 ecc., oltre lo stesso Soffici), scelte sulla base delle predilezioni e delle avversioni esplicitate, saranno commentate da brani critici tratti dagli stessi scritti d&#8217;arte, per accompagnare idealmente il visitatore a riscoprire una delle pi\u00f9 feconde e produttive interpretazioni delle origini dell&#8217;arte contemporanea, con le sue decisive \u201cscoperte\u201d e i suoi drastici \u201cmassacri\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>I Quattro Continenti. Arazzi fiorentini su cartone di Giovanni Camillo Sagrestani<\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Caterina Chiarelli e Daniele Rapino<\/p>\n<p><strong>Palazzo Pitti, Galleria Palatina, \u00a027 settembre 2016 \u2013 8 gennaio 2017<\/strong><\/p>\n<p><em>Saranno esposti quattro bellissimi arazzi riferibili al terzo decennio del Settecento, realizzati su disegno del pittore Giovanni Camillo Sagrestani. Si tratta di una delle pi\u00f9 belle serie di panni prodotte dall\u2019arazzeria medicea, firmata dai pi\u00f9 abili tessitori che vi erano impiegati all\u2019epoca tra i quali Vittorio Demignot, formatosi nelle Fiandre. Raffigurano i quattro continenti resi con bizzarri attributi e fantasiose invenzioni, espressione della interpretazione del tempo delle identit\u00e0 culturali e storiche delle terre del mondo. La composizione sontuosa ed elegantissima, degna dei pi\u00f9 begli esempi francesi coevi, fu molto apprezzata all\u2019epoca: in particolare il 20 Gennaio 1739, quando fu impiegata come addobbo cittadino, in occasione dell\u2019ingresso trionfale a Firenze del nuovo granduca Francesco II di Lorena e di sua moglie Maria Teresa, futura imperatrice.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>La rivincita del colore sulla linea. Disegni veneti dall\u2019Ashmolean Museum e dagli Uffizi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>a cura di Marzia Faietti, Giorgio Marini e Catherine Whistler<\/p>\n<p><strong>Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, 18 ottobre 2016 \u2013 8 gennaio 2017<\/strong><\/p>\n<p><em>La mostra metter\u00e0 in luce \u00a0le modalit\u00e0 di sviluppo della pratica del disegno a Venezia e nel Veneto tra l\u2019epoca di Tiziano, Veronese e Tintoretto e quella di Canaletto, periodo in cui la produzione figurativa fu particolarmente legata alle dinamiche delle botteghe artistiche. Sar\u00e0 un&#8217;interessante occasione per cogliere il particolare lessico espressivo del disegno veneto attraverso l&#8217;accostamento e il confronto di opere facenti parte delle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e dell&#8217; Ashmolean Museum dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford.<\/em><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Comunicato stampa Le Gallerie degli Uffizi, il nuovo complesso museale nato a seguito della recente riforma Franceschini dall&#8217;unione della Galleria degli Uffizi e <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=409\" title=\"FIRENZE: IL 2016 ALL&#8217;INSEGNA DELL&#8217;ARTE\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":410,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[18,31,161,160],"class_list":["post-409","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-arte","tag-cultura","tag-elenco","tag-mostre"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/409","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=409"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/409\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":415,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/409\/revisions\/415"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/410"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=409"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=409"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=409"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}