{"id":4265,"date":"2017-05-18T12:48:19","date_gmt":"2017-05-18T11:48:19","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=4265"},"modified":"2017-05-21T09:34:42","modified_gmt":"2017-05-21T08:34:42","slug":"bullismo-e-cyberbullismo-le-risposte-delle-esperte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=4265","title":{"rendered":"BULLISMO E CYBERBULLISMO: LE RISPOSTE DELLE ESPERTE"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>Bullismo<\/strong> e il <strong>Cyberbullismo<\/strong> sono al centro dell&#8217;attenzione mediatica degli ultimi giorni: finalmente, in Italia, si sta cercando di dare\u00a0il giusto peso ad un fenomeno terribile, cercando di parlare di tutti gli aspetti socio-culturali ma anche dei necessari risvolti\u00a0giuridici.<\/p>\n<p>Aiutare le vittime ma anche riabilitare i bulli: questo il fine ultimo che la nostra Societ\u00e0 deve necessariamente prefissarsi.<\/p>\n<p><i>13.05.2017 \u2013\u00a0<\/i>Al\u00a0<b>Comando Aeroporto \u201cUgo Niutta\u201d di Napoli<\/b>, L&#8217;<strong>Associazione Penelope (S)comparsi<\/strong> <strong>Campania<\/strong> con il <strong>Comandante PIL. Luigi Levante<\/strong> e la collaborazione del <strong>Comitato Ad Astra<\/strong> hanno\u00a0organizzato l\u2019interessante\u00a0<b>Convegno \u201cStop Bulling: Bullismo e Cyberbullismo, azioni di prevenzione\u201d<\/b>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/mediavoxmagazine\/\"><strong>MediaVox Magazine<\/strong><\/a> ha intervistato le tre illustri Relatrici: l&#8217;<strong>On. Elisa Pozza Tasca<\/strong>, portavoce nazionale dell\u2019Ass. \u201cPenelope (s)comparsi\u201d; la <strong>Dott.ssa Maria Gaia Pensieri<\/strong>, Sociologa investigativa, criminologa esperta in Scienze Forensi e coordinatrice nazionale Commissione Bullismo e Cyberbullismo dell\u2019Ass. \u201cPenelope (s)comparsi\u201d; la <strong>Dott.ssa Alessandra Gherardini<\/strong>, Psicologa clinica, esperta in Psicologia Giuridica, PhD. student in Psicologia dello sviluppo e membro della Commissione Bullismo e Cyberbullismo dell\u2019Ass. \u201cPenelope (s)comparsi\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<blockquote><p><strong>\u00a0L&#8217;interessante dichiarazione dell&#8217;On. Pozza Tasca sul fenomeno e sul ruolo importanti delle Associazioni:<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>&#8220;Se dovessimo guardare esclusivamente i dati del bullismo possiamo confermare che, secondo una ricerca Doxa Kids del 2016, il 35% dei ragazzi, tra gli 11 e i 19 anni, ha dichiarato di essere vittima di episodi di bullismo. Il fenomeno del Cyberbullismo, con l&#8217;uso della \u00a0tecnologia da parte dei giovani, \u00e8 in continua espansione. Indubbiamente se ne parla di pi\u00f9, ma questo non significa un maggiore sviluppo solo perch\u00e9 se ne ha una maggiore visibilit\u00e0 e attenzione pubblica. L&#8217;associazionismo proprio per le sue caratteristiche di soggetto della societ\u00e0 civile che opera per un bene collettivo \u00e8 preposto ad essere vicino ai problemi delle famiglie e della scuola e con il ruolo di ponte tra la societ\u00e0 e le istituzioni si fa portatore di istanze che possano sollecitare risposte dalle pubbliche amministrazioni per aiutare a risolvere i problemi emergenti in una societ\u00e0 in continua evoluzione. Non condivido che le associazioni siano considerate dei &#8220;detonatori&#8221; per contenere rabbia e avvilimenti dei cittadini perch\u00e9 il vero ruolo del volontariato \u00e8 quello di anticipatore di risposte proprio perch\u00e9 pi\u00f9 vicino alla popolazione e primo ad arrivare nel momento del bisogno. I bisogni emergenti, le nuove povert\u00e0 vengono avvertite e interpretate da un soggetto flessibile e dinamico come \u00e8 l&#8217;associazionismo per la sua peculiarit\u00e0 di autogestione e autodeterminazione, non legato a decisioni burocratiche e farraginose.&#8221;<\/em><\/p>\n<ul>\n<li>\n<blockquote><p><strong>Le utilissime risposte della dott.ssa Maria Gaia Pensieri e della Dott.ssa Alessandra Gherardini:<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><em><strong>Il bullismo elettronico \u00e8 un fenomeno descritto dalla ricerca internazionale soltanto a partire dai primi del XXI secolo. Nonostante la sua novit\u00e0, i ricercatori hanno notato come il bullismo virtuale sia molto diffuso e in velocissima espansione. Ma cosa s\u2019intende esattamente per cyberbullismo e quali sono le caratteristiche che lo differenziano dal bullismo tradizionale?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Il cyberbullismo \u00e8 una realt\u00e0 molto presente e in rapida espansione che necessita di interventi immediati e proattivi da parte di tutti noi. Per cyberbullismo s\u2019intende qualunque forma di aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione o furto di identit\u00e0 compiuto per via telematica, e la diffusione di contenuti online compiuta con l\u2019intento di predominare il minore o i minori per ridicolizzarli e danneggiarli. La diffusione dei mezzi di comunicazione e soprattutto il facile accesso dei ragazzi a questi strumenti, ha fatto s\u00ec che il bullismo tradizionale mai debellato, ma caratterizzato da azioni circoscritte di pi\u00f9 facile individuazione da parte degli adulti, abbia preso una deriva molto pericolosa. Le nuove tecnologie come veicolo delle prepotenze, rappresentano un mezzo rapido e apparentemente invisibile per compiere delle aggressioni; pensiamo alle chat di gruppo, alle pagine di Facebook, alla semplice messaggistica del cellulare, strumenti che i giovani abitualmente usano in autonomia e spesso senza un controllo da parte dei genitori. Le principali differenze con il bullismo sono: la potenziale amplificazione della dimensione sociale dell\u2019offesa, poich\u00e9 il medium tecnologico aumenta l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019azione, la rapidit\u00e0 e la facilit\u00e0 con cui si possono condividere i contenuti in rete, che diventano virali rendendo pi\u00f9 complesso il processo di rimozione e perpetuando la vittimizzazione. I luoghi e i tempi dell\u2019interazione si ampliano, tanto da far crescere nella vittima la paura e il senso d\u2019impotenza di fronte agli attacchi ricevuti. Non esiste pi\u00f9 un luogo sicuro dove ripararsi, nella vittima s\u2019instaura un pensiero persecutorio, teme di ricevere nuovi attacchi in rete, ma al contempo verifica costantemente che questo non sia avvenuto mentre era offline, si innescano stati di ansia e paura insopportabili che protratti nel tempo possono produrre nella vittima degli effetti psicologici, fisici e di ritiro dalla vita sociale molto gravi. Purtroppo le ricerche ci dicono che una parte dei ragazzi non confida nell\u2019aiuto degli adulti, le vittime si vergognano e si chiudono in se stesse, inizialmente pensano di poter risolvere da sole, ma soprattutto temono che i genitori e gli insegnanti sottovalutino il problema, oppure non li reputano sufficientemente preparati per contrastarlo. Un altro aspetto che differenzia il cyberbullismo \u00e8 il presunto anonimato dell\u2019autore, cosa non vera peraltro, perch\u00e9 grazie al prezioso aiuto della Polizia postale si arriva all\u2019origine degli attacchi, anche in mancanza di precisi sospetti da parte della vittima. Il fatto che il cyberbullismo agisca in modo mediato senza lasciare segni evidenti sulle vittime, favorisce la svalutazione sociale e familiare del fenomeno, aumentando di conseguenza il senso di impunit\u00e0 negli autori. Nei cyberbulli spesso si registra un basso livello di empatia e la distanza fisica dalla vittima favorisce il disimpegno morale del cyberbullo, che non percepisce il peso riprovevole delle sue condotte. Un\u2019altra differenza \u00e8 la reversibilit\u00e0 dei ruoli; nel bullismo de visu i ruoli rimangono invariati a causa di una supremazia fisica e sociale del bullo, perlomeno percepita cos\u00ec dai membri del gruppo; nel virtuale la vittima potrebbe trasformarsi in cyberbullo come rivalsa per gli attacchi ricevuti e innescare cos\u00ec un circolo vizioso.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Cellulari, computer, palmari&#8230; sono tutti strumenti che fanno parte delle nuove tecnologie. I fruitori di tali servizi appartengono a diverse fasce di et\u00e0 e vengono, in particolar modo, utilizzati anche da bambini e adolescenti, i quali risultano essere pi\u00f9 vulnerabili al loro influsso e maggiormente esposti agli stimoli negativi. Tali mezzi sono in grado di offrire, a chi ne fa uso, grandi opportunit\u00e0 (specialmente nel campo comunicativo-relazionale) ma, nello stesso tempo, espongono i giovani fruitori a nuovi rischi, tra i quali un esempio sempre pi\u00f9 noto e presente \u00e8 il cyberbullismo. Un commento.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;La questione principale sta nell\u2019imparare a utilizzare tutti questi strumenti; oggi ci troviamo di fronte alla Generazione 2.0, composta da bambini e ragazzi che nascono praticamente con una competenza innata nei confronti delle tecnologie e queste possono fornire loro grandi opportunit\u00e0, a livello comunicativo relazionale, ma anche scolastico e lavorativo nel futuro. Se per\u00f2 risulta impossibile pensare a un mondo scevro da tecnologie, dobbiamo tuttavia considerare che esse presentano dei lati oscuri e dobbiamo fare in modo che siano gli adulti (genitori, insegnanti) a capire e individuare questi lati oscuri, prima che lo facciano i ragazzi, perch\u00e9 a quel punto potrebbe essere tardi. \u00c8 importante insegnare ai bambini e agli adolescenti a utilizzare la tecnologia. Il progetto ECIP-DAPHNE III Cyberbullying in adolescence: investigation and intervention in six European Countries (2010-2012) ha consentito di continuare a indagare il fenomeno e ha permesso di portare avanti ricerche in merito in tutta Europa. Nelle scuole secondarie della Spagna, per esempio, \u00e8 stato proposto un programma denominato \u201cConRed\u201d (Conoscere, Costruire e Convivere in Internet), attraverso il quale sono state promosse delle attivit\u00e0 finalizzate al miglioramento della comunicazione e delle attivit\u00e0 per mezzo dei dispositivi tecnologici. Gli obiettivi del programma sono i seguenti: &#8211; mostrare l\u2019importanza dei meccanismi di sicurezza e protezione dei dati personali su Internet affinch\u00e9 non se ne faccia un cattivo uso; &#8211; imparare un uso sicuro e sano della Rete apprendendo i benefici che pu\u00f2 apportare; &#8211; conoscere la diffusione del fenomeno del cyberbullismo e di altri rischi; &#8211; prevenire il coinvolgimento degli studenti nelle reti sociali, come vittime o come bulli in azioni di aggressione, molestie, diffamazione ecc.; &#8211; promuovere un atteggiamento di sostegno e conforto verso coloro che sono coinvolti in episodi violenti e dannosi in Rete; &#8211; prevenire l\u2019uso distorto delle TIC (Tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione) e mostrare le conseguenze della dipendenza tecnologica. In Italia, invece, il modello di intervento utilizzato si basa su tre punti fondamentali: 1)-acquisizione di conoscenza e consapevolezza del fenomeno del cyberbullismo e delle sue relazioni con le forme tradizionali di aggressione; 2)-promozione della responsabilit\u00e0 e dell\u2019assertivit\u00e0 a livello individuale; 3)-promozione dell\u2019inclusione sociale nel gruppo classe. Altre iniziative a livello nazionale sono state promosse dal MIUR, il quale a partire dal 2012 ha aderito al programma comunitario \u201cSafer Internet\u201d, che prevede appunto la definizione di una serie di azioni strategiche per la promozione di un utilizzo consapevole e responsabile di Internet tra i pi\u00f9 giovani. Queste sono azioni importanti che devono essere portate avanti direttamente con i ragazzi, ma a cui devono prendere parte anche insegnanti e genitori, dal momento che gli adulti devono essere in grado di cogliere segnali indicativi di potenziale presenza di aggressioni e\/o prepotenze online.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Come difendersi da queste minacce?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>Il lavoro da svolgere con i ragazzi \u00e8 su pi\u00f9 fronti. Innanzitutto \u00e8 prioritario comprendere che il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni che riguardano anche gli adulti che, in quanto genitori ed educatori dei ragazzi, hanno delle precise responsabilit\u00e0 ed \u00e8 fondamentale la loro partecipazione a programmi di informazione, prevenzione e contrasto. In prima battuta, bisogna promuovere in loro la conoscenza, la consapevolezza e il senso di responsabilit\u00e0 sul fenomeno, abilit\u00e0 che poi potranno trasmettere ai ragazzi. \u00c8 necessario utilizzare una prospettiva relazionale di tipo sistemico per approcciare le diverse forme di bullismo ed evitare di etichettarne gli autori. Gli interventi dedicati ai giovani, devono comprendere percorsi d\u2019inclusione sociale, che puntino alla qualit\u00e0 delle relazioni, mantenendo com\u2019\u00e8 giusto che sia, le specificit\u00e0 del singolo. Valorizzare le differenze individuali serve a contrastare i pregiudizi su cui poggiano tutte le forme di esclusione sociale. \u00c8 importante migliorare le relazioni del gruppo per promuovere tra i partecipanti l\u2019assertivit\u00e0, l\u2019empatia, le capacit\u00e0 comunicative e cooperative modificando il clima generale. Un altro passaggio importante \u00e8 la conoscenza non superficiale degli strumenti tecnologici che i giovani utilizzano, che non pu\u00f2 rimanere solo una conoscenza di tipo operativo. I ragazzi devono \u00a0comprendere che il loro impiego coinvolge degli aspetti relazionali, che possono modificare in loro la percezione delle emozioni<\/em>.<em> Bisognerebbe inserire nei programmi scolastici dei seminari sulla conoscenza del mondo virtuale e delle lezioni sulla legalit\u00e0, questo contribuisce ad aumentare nei ragazzi il senso di responsabilit\u00e0 che si traduce in una capacit\u00e0 di scegliere consapevolmente i propri comportamenti. Parliamo di metodologia esperienziale che rimanda a un tipo di conoscenza prodotta attraverso una partecipazione attiva, una mobilitazione delle risorse personali dei partecipanti al processo di apprendimento. Per questo sarebbe opportuno realizzare una rete che crei un filo diretto tra professionisti del settore, genitori, educatori e ragazzi, pensando di inserire nelle scuole la \u201cPeer education\u201d; si tratta di una strategia educativa che attiva un processo naturale di passaggio delle conoscenze, delle esperienze ed emozioni tra pari. Il ruolo di \u201cpeer educator\u201d deve essere svolto da ragazzi che si offrono volontari e appositamente formati per questo scopo. Questa metodologia determina un cambiamento di prospettiva dei programmi di prevenzione e contrasto del cyberbullismo, poich\u00e9 promuove il protagonismo attivo degli adolescenti che arrivano a percepirsi come una risorsa e una potenzialit\u00e0. Per contrastare gli effetti della vittimizzazione, invece, bisognerebbe lavorare sullo sviluppo nei ragazzi delle capacit\u00e0 di resilienza, una risorsa interna presente fin dalla nascita, che pu\u00f2 essere potenziata dall\u2019ambiente sociale circostante e che aiuta a superare gli eventi traumatici.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>In che modo?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;<em>Realizzando un buon attaccamento; per i ragazzi avere delle figure di riferimento pronte a rispondere in modo sollecito, ricevere un accudimento accogliente, supportivo, capace di riconoscere i segnali di sconforto, di disagio, fa di loro degli individui capaci di esprimere le proprie emozioni e poter contare su queste figure (genitori, nonni, fratelli maggiori e amici stretti) nel momento del bisogno, li aiuta a mantenere e sviluppare una sicurezza interiore. Molto importante \u00e8 l\u2019ascolto attivo dei racconti esperienziali dei ragazzi; l\u2019adulto in quel momento diventa un tutore della resilienza del ragazzo, che attraverso il racconto, dapprima narrer\u00e0 a se stesso il proprio vissuto spiacevole rielaborando le emozioni, e poi diventer\u00e0 il mezzo per condividerle con l\u2019altro, che potr\u00e0 fornire degli spunti di riflessione sulla visione di s\u00e9, degli altri e dei fatti narrati. Ricevere un\u2019educazione responsabile, decisa, ma non autoritaria e mai contraddittoria, crea fin dall\u2019infanzia una base sicura. Sarebbe inoltre utile stimolare nei ragazzi degli interessi, indirizzando le loro energie nello sport, nella musica, nell\u2019arte; queste attivit\u00e0, oltre a tenerli impegnati allontanandoli da alcuni pericoli, riescono a trasformare in energia positiva l\u2019aggressivit\u00e0 pi\u00f9 o meno presente in ciascuno di noi, aumentando la loro flessibilit\u00e0, rendendoli adattabili, curiosi, aperti al mondo esterno e migliorando al contempo l\u2019autostima, una risorsa necessaria per superare tutte le difficolt\u00e0 che incontreranno nell\u2019arco della loro vita<\/em>.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Il Bullismo e il Cyberbullismo sono al centro dell&#8217;attenzione mediatica degli ultimi giorni: finalmente, in Italia, si sta cercando di dare\u00a0il giusto peso ad un <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=4265\" title=\"BULLISMO E CYBERBULLISMO: LE RISPOSTE DELLE ESPERTE\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":18,"featured_media":4270,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[262,908,127,909],"class_list":["post-4265","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita-e-notizie","tag-bullismo","tag-cyberbullismo","tag-psicologia","tag-sociologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4265","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4265"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4265\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4309,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4265\/revisions\/4309"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4270"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4265"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4265"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4265"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}