{"id":43987,"date":"2026-07-13T10:10:06","date_gmt":"2026-07-13T09:10:06","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=43987"},"modified":"2026-07-13T10:17:47","modified_gmt":"2026-07-13T09:17:47","slug":"lintelligenza-artificiale-sta-cambiando-il-modo-di-sviluppare-software-conversazione-con-lex-alunno-giovanni-darienzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=43987","title":{"rendered":"\u00abL\u2019intelligenza artificiale sta cambiando il modo di sviluppare software\u00bb. Conversazione con l\u2019ex alunno Giovanni D\u2019Arienzo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono incontri che regalano a un insegnante una soddisfazione particolare. \u00c8 il caso di <strong>Giovanni D\u2019Arienzo<\/strong>, mio ex alunno, oggi poco pi\u00f9 che quarantenne, che, dopo un percorso di alta formazione culminato con un <strong>Master conseguito presso la San Diego University<\/strong>, si dedica allo sviluppo di sistemi di <strong>intelligenza artificiale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la nostra conversazione mi ha mostrato un progetto ancora in fase di evoluzione: una piattaforma basata su un\u2019<strong>architettura multiagente<\/strong>, capace non solo di assistere l\u2019utente, ma anche di intervenire autonomamente sul proprio codice, interagire con il computer ed eseguire operazioni sempre pi\u00f9 complesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abIl modello \u00e8 il cervello dell\u2019applicazione\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa cosa che devi sapere \u2013 mi spiega Giovanni \u2013 \u00e8 che l\u2019applicazione utilizza il modello <strong>Gemma<\/strong> per il ragionamento. Gemma \u00e8 un modello di intelligenza artificiale sviluppato da <strong>Google<\/strong>. In pratica rappresenta il motore che elabora le richieste e decide quale risposta fornire. Pi\u00f9 il modello \u00e8 evoluto, maggiore \u00e8 l\u2019intelligenza del software.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per spiegare il concetto utilizza un esempio molto semplice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCi sono modelli che, se gli chiedi \u201cCome stai?\u201d, non sanno nemmeno rispondere. Altri, invece, rispondono in maniera naturale. Attualmente utilizzo la versione gratuita di Gemma che, secondo una mia valutazione personale, collocherei intorno a <strong>cinque su dieci<\/strong>. \u00c8 sufficiente per costruire applicazioni funzionanti, ma \u00e8 ancora distante dalle prestazioni offerte dai modelli pi\u00f9 avanzati.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abHo costruito met\u00e0 dell\u2019applicazione. L\u2019altra met\u00e0 l\u2019ha costruita lei\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 probabilmente questo il passaggio pi\u00f9 sorprendente del racconto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHo sviluppato una parte dell\u2019applicazione e poi le ho chiesto di completare il resto. Le fornisco il suo stesso codice sorgente e le domando di analizzarlo, modificarlo oppure spiegarmi l\u2019architettura che utilizza. In questo modo il software diventa uno strumento che partecipa attivamente al proprio sviluppo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019applicazione \u00e8 in grado di rispondere in diverse lingue e di descrivere autonomamente la propria struttura tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa sua architettura \u00e8 basata su un sistema di orchestrazione multiagente progettato per lo sviluppo autonomo locale. In pratica, pi\u00f9 agenti specializzati collaborano tra loro, ciascuno con un compito preciso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una squadra di agenti intelligenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni agente svolge una funzione specifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOggi il sistema gestisce documenti PDF, file CSV, messaggi WhatsApp, e-mail, ricerche sul web e molte altre attivit\u00e0. Posso aggiungere nuovi agenti ogni volta che nasce un\u2019esigenza diversa. \u00c8 un\u2019architettura estremamente flessibile.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 affascina Giovanni sono le possibili applicazioni nel mondo industriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abImmagina una fabbrica: una stampante 3D, un nastro trasportatore, un robot saldatore. Un sistema come questo potrebbe coordinare tutte queste macchine contemporaneamente. Credo che questa sar\u00e0 una delle prossime evoluzioni dell\u2019intelligenza artificiale applicata all\u2019industria.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando l\u2019intelligenza artificiale controlla il computer<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la dimostrazione Giovanni impartisce un comando molto semplice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abControlla il mio computer e dimmi quante applicazioni sono installate.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pochi istanti il sistema genera automaticamente un comando <strong>PowerShell<\/strong>, interroga il sistema operativo e restituisce il risultato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNel mio computer sono installate <strong>322 applicazioni<\/strong>. Non ho programmato l\u2019applicazione affinch\u00e9 conoscesse questo dato: le ho fornito un agente terminale capace di creare autonomamente i comandi necessari. \u00c8 il modello di intelligenza artificiale che decide come utilizzarlo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso principio pu\u00f2 essere applicato anche ad altri dispositivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe collego un <strong>Raspberry Pi<\/strong> alla rete Wi-Fi, posso semplicemente chiedere all\u2019applicazione di installare il software. Inserisco la password e l\u2019intero processo viene eseguito automaticamente. Fino a poco tempo fa sarebbe stato necessario l\u2019intervento di un tecnico specializzato; oggi molte operazioni possono essere automatizzate.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un\u2019orchestrazione di agenti autonomi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto, precisa Giovanni, possiede anche una definizione tecnica ben precisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSi tratta di una <strong>Multi-Agent Orchestrator Platform for Local Autonomous Software Development<\/strong>: una piattaforma di orchestrazione di agenti intelligenti dedicata allo sviluppo locale e autonomo di applicazioni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 arrivare a sistemi sempre pi\u00f9 autonomi, capaci non soltanto di assistere lo sviluppatore, ma anche di collaborare attivamente con lui nella progettazione di nuovo software.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Uno sguardo al futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019entusiasmo con cui <strong>Giovanni D\u2019Arienzo<\/strong> racconta il proprio lavoro \u00e8 quello di chi vede nell\u2019<strong>intelligenza artificiale<\/strong> non una semplice moda tecnologica, bens\u00ec uno strumento destinato a trasformare profondamente il mondo dello sviluppo software e dell\u2019automazione industriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da insegnante \u00e8 motivo di orgoglio ritrovare un ex alunno che continua a studiare, sperimentare e innovare. Al di l\u00e0 delle inevitabili sfide legate alla <strong>sicurezza<\/strong>, all\u2019<strong>affidabilit\u00e0<\/strong> e all\u2019<strong>etica<\/strong> dell\u2019intelligenza artificiale, emerge con chiarezza una convinzione: siamo soltanto agli inizi di una rivoluzione tecnologica destinata a cambiare profondamente, nei prossimi anni, il modo di <strong>lavorare<\/strong>, <strong>progettare<\/strong> e <strong>interagire con le macchine<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"785\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1bf50d18-0670-458e-9a8d-8619dac89de9-785x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43988\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1bf50d18-0670-458e-9a8d-8619dac89de9-785x1024.jpeg 785w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1bf50d18-0670-458e-9a8d-8619dac89de9-230x300.jpeg 230w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1bf50d18-0670-458e-9a8d-8619dac89de9-768x1002.jpeg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1bf50d18-0670-458e-9a8d-8619dac89de9.jpeg 1104w\" sizes=\"auto, (max-width: 785px) 100vw, 785px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Ci sono incontri che regalano a un insegnante una soddisfazione particolare. \u00c8 il caso di Giovanni D\u2019Arienzo, mio ex alunno, oggi poco pi\u00f9 che quarantenne, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=43987\" title=\"\u00abL\u2019intelligenza artificiale sta cambiando il modo di sviluppare software\u00bb. 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