{"id":45089,"date":"2026-10-10T08:07:10","date_gmt":"2026-10-10T07:07:10","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=45089"},"modified":"2026-10-10T08:07:11","modified_gmt":"2026-10-10T07:07:11","slug":"biff-2026-speciale-libri-cortocircuito-evolutivo-tra-fake-news-e-distorsioni-cognitive-di-antonino-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=45089","title":{"rendered":"BIFF 2026 SPECIALE LIBRI | &#8220;Cortocircuito Evolutivo. Tra fake news e distorsioni cognitive&#8221;, di Antonino Russo"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Basilicata International Film Festival | Speciale libri | Il BIFF ha offerto per l\u2019edizione 2026 un importante spazio a tre interessanti libri, presentati il 3 ottobre davanti un folto pubblico prima del Gala finale di Premiazione<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013448-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45107\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013448-819x1024.jpg 819w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013448-240x300.jpg 240w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013448-768x960.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013448-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013448.jpg 1638w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">A voi, cari Lettori: &#8220;<strong>Cortocircuito Evolutivo. Tra fake news e distorsioni cognitive<\/strong>&#8220;, firmato da <strong>Antonino <\/strong>Russo ed edito da ERF<strong> Edizioni<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 solo un racconto per immagini, ma a un\u2019opera che analizza la lente stessa attraverso cui filtriamo e interpretiamo la realt\u00e0 che ci circonda. Il libro che presentiamo s\u2019intitola &#8220;Cortocircuito Evolutivo. Tra fake news e distorsioni cognitive&#8221;, scritto da Antonino Russo ed edito da ERF Edizioni. Il libro dimostra come la manipolazione della verit\u00e0, la diffusione delle fake news e l&#8217;adesione alle teorie del complotto non siano incidenti di percorso, ma il risultato di meccanismi cognitivi e psicologici che noi stessi produciamo in modo automatico. Antonino Russo, l\u2019autore ha gi\u00e0 esplorato in passato le dinamiche della mente e del ragionamento strategico con la sua pubblicazione Pensiero efficace. Con questo nuovo volume, Russo compie un passo indietro sistematico per indagare le radici profonde del fenomeno: perch\u00e9 e come si innesca il cortocircuito mentale proprio mentre cerchiamo di raggiungere il nostro benessere e di soddisfare i nostri bisogni fondamentali? L&#8217;opera vede inoltre la cura editoriale di ERF Edizioni e si avvale della veste grafica di PierMarino Zippitelli per la copertina. Per comprendere la struttura del saggio, l&#8217;autore utilizza la nota Piramide dei Bisogni di Abraham Maslow come mappa concettuale per guidarci attraverso le distorsioni della mente. Partendo dai bisogni primari e di sopravvivenza, il testo mostra come fattori psicologici quali il paradosso della scelta o la reattanza spingano l&#8217;individuo a rifiutare la complessit\u00e0 per cercare immediate risposte rassicuranti. Salendo al livello dei bisogni di sicurezza, il saggio analizza la paura dell&#8217;ignoto e la paura della morte. Di fronte all&#8217;incertezza, la mente umana rifiuta il vuoto informativo e preferisce riempirlo con spiegazioni fittizie, dando vita al pensiero magico, alle teorie complottiste o al rifiuto delle evidenze scientifiche. Infine, analizzando i bisogni di appartenenza, l&#8217;autore mette a nudo come il terrore dell&#8217;isolamento sociale spinga le persone a conformarsi alle credenze del gruppo, sacrificando la propria capacit\u00e0 critica pur di non essere escluse. Un fenomeno che, nell&#8217;era digitale, viene tragicamente amplificato dagli algoritmi della rete, dalle bollle di filtraggio e dalle camere d&#8217;eco, dove le idee distorte rimbalzano e si rafforzano a vicenda.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color\">L&#8217;INTERVISTA<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alla luce dei dati CENSIS riportati nel saggio, quanto incide la pigrizia cognitiva individuale rispetto alle responsabilit\u00e0 del sistema educativo e informativo nel crollo della nostra capacit\u00e0 di decodificare la realt\u00e0?<\/strong> <em>Prima dei dati del CENSIS che ha giustamente citato, partirei dai dati dell&#8217;ultima indagine PIAAC dell&#8217;OCSE che pone l&#8217;Italia al 4 posto al mondo (secondo in Europa) per tassi di analfabetismo funzionale. A conferma di questa situazione si legano i dati CENSIS, secondo i quali, per esempio, per il 5,8% della popolazione italiana &#8220;culturista&#8221; \u00e8 una persona di cultura, per il 9,2% degli italiani, la tendenza a delinquere dipende dal DNA, e cos\u00ec via&#8230; Ecco, in uno stato di fatto del genere, noi compiamo le nostre scelte personali e sociali (voto, lavoro, ecc.)&#8230; Prima di tutto, per\u00f2, dobbiamo definire, per chi ci ascolta, cosa si intente \u201cignoranza funzionale\u201d, definendola come incapacit\u00e0 dell\u2019individuo e comprendere la complessit\u00e0 che \u00e8 sottesa alle cose. Venendo, invece, alla domanda, io non contrapporrei la pigrizia individuale agli elementi di sistema quasi dovessimo distribuire le responsabilit\u00e0 in percentuale. perch\u00e9 rischieremmo di sbagliare bersaglio. Il fenomeno \u00e8 multidimensionale. Nel libro scrivo che richiede uno sforzo coordinato da parte delle istituzioni, dell\u2019istruzione pubblica, delle piattaforme digitali e della societ\u00e0 nel suo complesso. Ma aggiungo subito: richiede soprattutto uno sforzo personale, perch\u00e9 \u00e8 dentro la nostra mente che si creano le condizioni che ci allontanano dalla realt\u00e0. Dico che sbaglieremmo bersaglio perch\u00e9 rimarremmo solo in superficie: quella che ha citato \u00e8 la forma comunemente intesa come ignoranza, cio\u00e8 quella cosciente, quella che con impegno e studio potremmo essere in grado di superare, perch\u00e9 risponde alla domanda \u201ccosa so di non sapere\u201d. Quindi un\u2019ignoranza visibile, consapevole. Il problema \u00e8 invece molto pi\u00f9 profondo: esiste una parte di ignoranza che, invece, risponde alla domanda: \u201ccosa non so di non sapere\u201d, ed \u00e8 questa la parte di ignoranza pericolosa, perch\u00e9 non \u00e8 riconosciuta dall\u2019individuo ed \u00e8 direttamente collegata a meccanismi che riguardano i nostri bisogni (prendo per buona un\u2019affermazione non perch\u00e9 so che sia vera ma perch\u00e9, ho bisogno che sia vera perch\u00e9, magari, zittisce una mia paura, mi solleva da una responsabilit\u00e0, conferma ci\u00f2 che pensa il gruppo al quale appartengo oppure protegge l\u2019immagine che ho di me stesso). La domanda giusta, allora, non \u00e8 quanto pesi l\u2019individuo e quanto il sistema, ma come i meccanismi individuali interagiscano con l\u2019ambiente nel quale siamo immersi. Lo shock informativo, la velocit\u00e0, gli algoritmi, le bolle di filtraggio e le camere d\u2019eco possono rendere il terreno molto pi\u00f9 fertile. Il sistema ha la responsabilit\u00e0 di creare le condizioni per un pensiero pi\u00f9 consapevole; ma nessuna scuola, nessuna piattaforma e nessuna buona informazione potranno sostituirsi completamente alla responsabilit\u00e0 personale di fermarsi, dubitare e mettere alla prova soprattutto ci\u00f2 di cui siamo pi\u00f9 convinti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ritiene che il pensiero critico sia ancora una difesa individuale sufficiente o siamo di fronte a un corto circuito evolutivo irreversibile per la nostra specie?<\/strong> <em>Rispondo con due \u201cno\u201d: no, il solo pensiero critico individuale non \u00e8 una difesa sufficiente; ma no, non siamo neppure di fronte a un cortocircuito irreversibile. Non ho assolutamente una visione pessimistica del futuro, anzi! Il cortocircuito nasce da meccanismi che hanno svolto, e continuano a svolgere, una funzione essenziale nel semplificare i nostri processi decisionali. Il problema nasce quando questi stessi meccanismi agiscono automaticamente in un ambiente in profondo cambiamento: ci\u00f2 che dovrebbe aiutarci a orientarci pu\u00f2 finire, cos\u00ec, per portarci fuori strada. \u00c8 questo il cortocircuito evolutivo. Il pensiero critico rimane quindi indispensabile, ma dipende da che cosa intendiamo con questa espressione. Se pensiamo che significhi semplicemente essere intelligenti, possedere molte conoscenze o saper individuare gli errori degli altri, siamo completamente fuori strada. Anche una persona istruita e razionale pu\u00f2 diventare vittima delle proprie distorsioni, soprattutto quando \u00e8 coinvolto qualcosa che tocca le sue paure, la sua identit\u00e0 o il suo bisogno di sentirsi parte di un gruppo.Se invece intendiamo, con pensiero critico, la capacit\u00e0 di interrogarci su quali bisogni sottendono le nostre scelte (\u201cPerch\u00e9 sono cos\u00ec disposto a crederle? Quale bisogno soddisfa? Che cosa accadrebbe dentro di me se scoprissi che \u00e8 falsa?\u201d) allora si che il pensiero critico diventa una bussola efficace. Per questo la libert\u00e0 di pensiero, come scrivo nelle conclusioni del libro, non \u00e8 una condizione che si raggiunge, \u00e8 una conquista continua e quotidiana. Non possiamo eliminare totalmente le distorsioni dai nostri processi decisionali, possiamo per\u00f2 imparare a riconoscerle prima che decidano al posto nostro<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Trattandosi di una presentazione all&#8217;interno del Basilicata International Film Festival, quale ruolo pu\u00f2 giocare la narrazione cinematografica e audiovisiva oggi?<\/strong> <em>Intanto, per me \u00e8 la prima volta ad una rassegna cinematografica e ne sono felice e ringrazio il direttore artistico e l\u2019organizzazione per l\u2019invito. Cinema e scrittura sono cugini di primo grado: entrambi raccontano storie, costruiscono mondi e ci permettono di osservare la realt\u00e0 attraverso gli occhi di qualcun altro. Il cinema aggiunge alle parole la forza delle immagini, dei suoni, dei volti. Proprio per questa forza, per\u00f2, ha anche una grande responsabilit\u00e0, quale elemento del \u201csistema\u201d che citavamo prima. Una storia pu\u00f2 rafforzare uno stereotipo, ridurre la realt\u00e0 alla contrapposizione tra buoni e cattivi, individuare un nemico e assecondare le nostre paure. Ma pu\u00f2 fare anche l\u2019opposto: mostrarci una realt\u00e0 da un punto di vista che non avevamo considerato, farci entrare nella vita di una persona molto diversa da noi e mettere in discussione un giudizio formulato troppo rapidamente. Questo non vuol dire che il cinema debba trasformarsi in una lezione o avere sempre una finalit\u00e0 &nbsp;educativa. Ma chi racconta una storia deve essere consapevole che non sta soltanto intrattenendo: sta eelezionando una parte della realt\u00e0 e sta offrendo allo spettatore un modo possibile di interpretarla.Un film non cambia il mondo. Pu\u00f2 per\u00f2 cambiare lo sguardo di una persona. E quando cambia il nostro modo di guardare la realt\u00e0, possono cambiare anche le domande che ci poniamo, i giudizi che formuliamo e le scelte che compiamo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">I consigli di lettura di MediaVox Magazine| <\/mark>Cortocircuito Evolutivo \u00e8 un libro che nonostante analizzi tematiche complesse \u00e8 di semplice e piacevole lettura; \u00e8 inoltre lo strumento analitico indispensabile per prendere consapevolezza dei nostri automatismi mentali.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"664\" data-id=\"45110\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013434-1024x664.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45110\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013434-1024x664.jpg 1024w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013434-300x194.jpg 300w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013434-767x497.jpg 767w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013434-1536x995.jpg 1536w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013434.jpg 1989w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" data-id=\"45109\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013433-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45109\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013433-768x1024-1.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013433-225x300.jpg 225w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013433.jpg 971w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"45111\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45111\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435-300x225.jpg 300w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435-768x576.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435-678x509.jpg 678w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435-326x245.jpg 326w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435-80x60.jpg 80w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001013435.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"682\" height=\"1024\" data-id=\"45112\" src=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001008907-682x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45112\" srcset=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001008907-682x1024.jpg 682w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001008907-200x300.jpg 200w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001008907-768x1152.jpg 768w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001008907-1023x1536.jpg 1023w, https:\/\/mediavoxmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1001008907.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>A voi, cari Lettori: &#8220;Cortocircuito Evolutivo. 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