{"id":827,"date":"2016-02-09T12:43:20","date_gmt":"2016-02-09T12:43:20","guid":{"rendered":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=827"},"modified":"2016-02-05T19:56:10","modified_gmt":"2016-02-05T19:56:10","slug":"il-carnevale-in-italia-quarta-e-ultima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=827","title":{"rendered":"IL CARNEVALE IN ITALIA. Quarta e ultima parte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le maschere dell&#8217;Italia Meridionale<\/strong>. Al Sud trionfa la maschera di Pulcinella, noto comunque in tutta Europa. In Inghilterra lo chiamano Punch, in Spagna Don Cristobal, in Turchia Karaghoz, in Russia Petruska, in Francia Polichinelle. Chi \u00e8 questa creatura dai mille nomi e dalle mille identit\u00e0? Il suo identitik resta un mistero: <strong>Pulcinella<\/strong> \u00e8 stolto eppure prende in giro gli altri, \u00e8 ingenuo eppure sa sempre come cavarsela, ha il colore bianco e quello nero sul suo volto e nel suo abbigliamento, rischia la morte per fame e persecuzione ma \u00e8 sempre l\u00ec, vivo e vegeto, alimentato da mille e una vita. Insomma, Pulcinella \u00e8 filosoficamente tutto e niente: nessuna terra \u00e8 per lui incognita, tutto egli \u00e8 pronto a fare e a pensare. La maschera di Pulcinella \u00e8 stata resa famosa ufficialmente dall&#8217;attore Silvio Fiorillo con la sua commedia La Lucilla costante con le ridicole disfide e prodezze di Policinella, scritta nel 1609, ma pubblicata soltanto nel 1632 dopo la morte dell&#8217;autore. Pulcinella dopo Silvio Fiorillo divenne una vera e propria star della Commedia dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Alcuni studiosi hanno sottolineato il carattere archetipale di Pulcinella. Ad esempio, il Bieber lo fa nascere intorno al IV secolo a.C., in quanto sostiene che egli \u00e8 un discendente di Maccus, una maschera delle Atellane romane, dal naso adunco e dal volto bitorzoluto. Queste caratteristiche comunque rendono Pulcinella liminare, cio\u00e8 una creatura di \u201csoglia\u201d e di \u201cfrontiera\u201d fra il regno umano e il regno animale: il suo nome stesso (con la sua variante di Polliciniello) richiama un piccolo pulcino, mentre il suo naso ricurvo lo assimila ad una gallina. Animale, questo, antropologicamente pregnante, perch\u00e9 \u00e8 considerato \u201cpsicopompo\u201d, vale a dire accompagnatore delle anime dei morti nell\u2019Aldil\u00e0.<\/p>\n<p>Recentemente Tommaso Esposito, muovendosi tra mito e realt\u00e0, ha ripreso una suggestiva tesi dell\u2019Abate Ferdinando Galiani, il quale, nella voce Polecenella del suo Vocabolario, riporta la nascita di Pulcinella a un singolare fatto di cronaca, avvenuto nel XVII secolo. Egli scrive, infatti, che una compagnia di commedianti, passando per Acerra, fu attratta e sopraffatta dai frizzi e dai lazzi di un gruppo di vendemmiatori, tra cui si segnalava per arguzia e pregnanza della gestualit\u00e0 -oltre che per la singolarit\u00e0 del fisico e dell&#8217;abbigliamento-\u00a0 un certo Puccio d&#8217;Aniello, che i commedianti poi invitarono a far parte della compagnia con grande successo presso il pubblico. Dal nome \u201cPuccio d\u2019Aniello\u201d sarebbe poi derivato il nome stesso di \u201cPulcinella\u201d.<\/p>\n<p>E cos\u00ec Pulcinella porta in giro nel mondo l\u2019alienante emarginazione dei deboli e l\u2019atavica fame dei poveri. Egli sogna non di essere un potente della Terra, ma di saziare il suo endemico desiderio di mangiare. Mangiare all\u2019infinito. Spesso il commediografo napoletano Francesco Cerlone (1730-1812) lo fa salire sul palco, facendogli pronunciare un elenco assurdo e travolgente di pietanze, che egli dice di aver mangiato, mentre in realt\u00e0 le ha solo desiderate e sognate. E contro Pulcinella, affamato e denigrato, tutti e tutto si accaniscono. Nelle varie commedie in cui \u00e8 protagonista egli \u00e8 vittima delle vessazioni pi\u00f9 varie ed efferate: viene picchiato dagli sbirri, assassinato dai malviventi, impiccato dal boia, portato via dal diavolo. Eppure, improvvisamente ed infallibilmente con un coup de th\u00e9\u00e2tre Pulcinella ritorna sulla scena, invulnerabile, anzi immortale, con il suo volto tragico e comico, a testimoniare quanto la vita sia dura fatica, ma, al tempo stesso, un\u2019avventura splendida da vivere fino in fondo<\/p>\n<p>Una variante di Pulcinella \u00e8 la maschera della citt\u00e0 di Sarno (Salerno): <strong>Alesio<\/strong>. Essa era rappresentata da una persona mascherata, che, recando in mano un vaso da notte contenente maccheroni, avanzava ritmicamente, mentre tutti ironicamente lo imitavano, fra la folla, portando un lungo camice bianco e il volto dipinto met\u00e0 giallo e met\u00e0 azzurro. L\u2019azzurro e il giallo infatti sono \u201cincisi\u201d sul suo volto come lungo un confine, che segna ma inter-relaziona due territori. Il primo (l\u2019azzurro) \u00e8 il regno del notturno e dell\u2019infinito, dell\u2019immateriale (entrare nell\u2019azzurro significa \u201cpassare\u201d come dall\u2019altra parte di uno specchio) e del puro (\u00e8 il colore della Vergine per eccellenza, la Madonna); il secondo (il giallo) \u00e8 il regno del diurno e del solare, del terragno e del materiale (il Sole, quando tramonta e muore, si colora di giallo arancione). La verticalit\u00e0, poi, \u00e8 altamente simbolica, in quanto esprime bellamente l\u2019ascesa verso l\u2019Alto.<\/p>\n<p><strong>Azioni teatrali, musiche e danze di Carnevale<\/strong>. Al Carnevale \u00e8 collegata una ricca tradizione teatrale, musicale e coreutica. Per questo aspetto della festa rimaniamo in Campania. Vera e propria azione teatrale, diffusa tra l\u2019Agro nocerino-sarnese e l\u2019Avellinese, \u00e8 la storia di <strong>Zeza<\/strong>, che -contro il volere del marito, indicato\u00a0 con il nome di Pulcinella o Mariniello-\u00a0 riesce a far sposare sua figlia Vecenzella, detta anche Culuzzella, bella e smaniosa, con don Nicola,uno studentello, che, disviato dalla passione, non riesce pi\u00f9 a connettere: il consenso alle nozze si traduce in un invito collettivo ad un sontuoso convito. Sintomatico \u00e8 il contrasto fra i due personaggi maschili, il debole Mariniello e lo stupido don Nicola, entrambi personaggi piatti di fronte al prorompere, nelle protagoniste femminili, dell&#8217;Eros, la cui esplosione\u00a0 \u00e8 ampiamente legalizzata (Zeza dice alla figlia: &#8220;La voglio far divertire con cento innamorati&#8221;). Luoghi canonici della rappresentazione della Zeza sono Avella e Mercogliano (Avellino), centro\u00a0 in cui la farsa teatrale, che risale al &#8216;600, \u00e8\u00a0 rappresentata da tutti attori maschi.<\/p>\n<p>A livello coreutico, va detto che molti degli elementi succitati si ripresentano, mescolati, nel laccio d&#8217;ammore, diffuso nel Casertano e nell&#8217;Avellinese (con centro ad Avella): si tratta di una martellante quadriglia, in cui le coppie di\u00a0 danzatori intrecciano\u00a0 e dipanano 24 lacci pendenti da una pertica, dall&#8217;evidente significato fallico. Unica nel suo genere \u00e8 l&#8217;antichissima sfilata delle <strong>Quadriglie a Palma Campania<\/strong> (Napoli): ognuna di esse, formata da un fittissimo gruppo di elementi (da 100 a 300 unit\u00e0), accompagnata da un carro mono-tematico, avanza, in mezzo a\u00a0 due ali di folla inneggiante, tra canti e suoni tripudianti. E infine a <strong>Montemarano<\/strong> (Avellino) diaboliche e rosse maschere in corteo intonano frenetiche tammurriate, compiendo ritmicamente il gesto dello specchiarsi, azione, che, come scrisse Annabella Rossi, esprime il tentativo di una esorcizzazione nei confronti del Negativo nella Storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Le maschere dell&#8217;Italia Meridionale. Al Sud trionfa la maschera di Pulcinella, noto comunque in tutta Europa. In Inghilterra lo chiamano Punch, in Spagna Don Cristobal, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/mediavoxmagazine.it\/?p=827\" title=\"IL CARNEVALE IN ITALIA. 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