Le ricette del passato custodiscono l’anima di un territorio: da Boscoreale e Cicciano i primi opuscoli della memoria

Ci sono tradizioni che non vivono soltanto nei racconti, ma nelle mani, nei gesti, nei profumi e nei sapori che attraversano il tempo. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce un’iniziativa dal valore profondo, capace di trasformare le ricette di una volta in un autentico patrimonio di memoria collettiva. A Cicciano, in un pomeriggio denso di significato, si è svolto un laboratorio di pasticceria dedicato ai più piccoli, un momento che ha saputo andare ben oltre il semplice evento per diventare esperienza viva di identità, appartenenza e trasmissione.

Alla presenza dell’Ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza per le Terre Vesuviane, Anna Vitiello, l’iniziativa ha acceso i riflettori su un tema prezioso: custodire le tradizioni popolari e culinarie del territorio significa difendere la memoria di una comunità e consegnarla al futuro. Tra farina, sorrisi e mani impastate, bambini e adulti si sono incontrati attorno a un sapere antico, riscoprendo insieme il valore di una ricetta tipica delle festività ciccianesi, il prestifatto, simbolo di un’eredità che non deve andare perduta.

In questo percorso assume un ruolo centrale la figura dei costruttori di gentilezza, presenza oggi più che mai necessaria nei territori. Essere costruttori di gentilezza non significa soltanto promuovere buone pratiche sociali, ma anche farsi custodi della memoria, prendersi cura delle radici, dare voce a ciò che appartiene alla storia più autentica di una comunità. La gentilezza, in questo senso, diventa azione concreta, responsabilità civile, attenzione verso ciò che ci ha preceduti e verso ciò che lasceremo a chi verrà dopo di noi. È una forma alta di educazione sentimentale e culturale, capace di unire generazioni diverse in un unico racconto condiviso.

L’evento, organizzato dall’assessore alla gentilezza Angela Ferone, dal sindaco Giuseppe Caccavale e dall’assessore alla cultura Salvatore Santoriello, nasce infatti con un obiettivo preciso e lungimirante: trasformare la memoria in parola scritta, raccogliendo le ricette del passato in opuscoli che possano diventare strumenti di tutela, conoscenza e valorizzazione delle tradizioni territoriali. Non soltanto pagine, dunque, ma scrigni di identità, nei quali troveranno spazio i ricordi dei nonni, delle famiglie, delle cucine di un tempo e di quei gesti semplici che hanno costruito il volto più vero delle comunità.

Sarà proprio attraverso queste pubblicazioni che le ricette di una volta torneranno a vivere in una forma nuova, accessibile e condivisa. I primi Comuni a dare concretezza a questo progetto saranno Boscoreale e Cicciano, chiamati ad aprire un cammino che unisce cultura, tradizione e senso di appartenenza. Un’iniziativa significativa, inserita all’interno di un progetto ben strutturato volto a salvaguardare e tutelare le tradizioni della Campania Mitis, rendendo la gentilezza uno strumento attivo di valorizzazione del patrimonio immateriale.

A rendere ancora più intensa la giornata è stata la partecipazione dei bambini, protagonisti di un’esperienza che ha mostrato con immediatezza quanto il futuro possa abbracciare il passato. Nelle loro mani sporche di farina si è colta l’immagine più autentica di questo progetto: la memoria che non resta ferma, ma si rinnova, si trasmette e continua a generare comunità. Accanto a loro, gli adulti hanno rappresentato custodi attenti di saperi e ricordi, pronti a consegnare alle nuove generazioni non soltanto delle ricette, ma un patrimonio di senso.

In un tempo che corre veloce e spesso dimentica, fermarsi a impastare una ricetta antica diventa allora un atto di straordinario valore. Vuol dire riconoscere che il territorio vive anche nelle sue tavole, nei suoi profumi, nelle sue preparazioni più semplici e simboliche. E vuol dire comprendere che ogni ricetta del passato non è soltanto cucina, ma racconto, memoria, tradizione e identità. Per questo gli opuscoli che nasceranno da Boscoreale e Cicciano assumono un significato che va ben oltre la dimensione gastronomica: saranno pagine di territorio, testimonianze di appartenenza, segni concreti di una comunità che sceglie di non dimenticare.

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.