Serino Humanitas con il dottor Aniello Manzo: salute, ascolto e cultura del benessere 

Ci sono iniziative che non si limitano a riempire un calendario, ma riescono a raccontare il senso più autentico di una comunità. La “Giornata di Prevenzione” organizzata dall’Associazione Serino Humanitas appartiene a questa categoria: un appuntamento nato per avvicinare le persone alla cura di sé, alla consapevolezza del proprio benessere e a una visione più ampia della salute, intesa non soltanto come assenza di malattia, ma come equilibrio quotidiano, ascolto del corpo, attenzione all’alimentazione e qualità della vita.

L’iniziativa, svoltasi sabato 2 maggio, dalle 9.30 alle 13.00, presso il Pronto Soccorso Emotivo di via Palmiero Iannelli 2, nella frazione Raiano di Serino, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Serino e il sostegno dell’assessore agli Affari Sociali, Mira Colacurcio, presente all’appuntamento.

Protagonista della giornata è stato il dottor Aniello Manzo, biologo nutrizionista ed esperto in nutrizione clinica: una presenza giovane, qualificata e profondamente radicata nel territorio serinese, capace di rappresentare quella nuova generazione di professionisti che unisce competenza, sensibilità e senso etico del proprio lavoro.

Alla base dell’evento c’è la visione di Laura Rocco, promotrice e guida da tempo dell’Associazione Serino Humanitas, realtà che negli anni ha saputo trasformare il volontariato in un linguaggio concreto di inclusione, partecipazione e responsabilità sociale. Dalle iniziative culturali alla solidarietà, dalla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne ai progetti di aggregazione, fino alla libreria solidale e al Pronto Soccorso Emotivo, Serino Humanitas costruisce un percorso fatto di gesti reali, capaci di incidere nella vita delle persone.

Non si è trattato, dunque, di un semplice evento sanitario, ma di un ulteriore tassello dentro una missione più ampia: condividere valori concreti affinché ciascuno possa sentirsi parte della comunità in modo inclusivo, libero e consapevole. La prevenzione, in questa prospettiva, diventa una forma di educazione collettiva. Un modo per affermare che prendersi cura di sé significa anche prendersi cura degli altri, generando una cultura del benessere che parte dalla persona e arriva al territorio.

In tale occasione è emersa anche la volontà di credere e supportare giovani e talentuosi professionisti del campo serinese, come il dottor Aniello Manzo, chiamato a mettere le proprie competenze al servizio della comunità. Tantissimi i pazienti che hanno aderito all’iniziativa, offrendo non soltanto una risposta positiva, ma anche una testimonianza importante: le nuove generazioni, quando sono preparate, serie e guidate da una visione etica, possono diventare punti di riferimento autentici.

La salute, del resto, passa anche da qui: dall’incontro, dall’informazione, dalla possibilità di ricevere indicazioni qualificate, dal coraggio di guardarsi dentro e comprendere che il benessere non è mai un risultato improvvisato, ma un percorso. Un cammino fatto di alimentazione equilibrata, attività fisica, prevenzione, ascolto e personalizzazione.

La giornata promossa da Serino Humanitas ha dimostrato, ancora una volta, che il sociale non è un concetto astratto, ma una scelta concreta. È presenza, ascolto, capacità di intercettare i bisogni delle persone e trasformarli in occasioni di crescita. In un tempo in cui spesso si parla di comunità senza viverla davvero, iniziative come questa ricordano che il territorio si costruisce con i fatti, con le mani tese, con i professionisti che restano vicini alla propria gente e con chi, come Laura Rocco, continua a credere che l’inclusione, la prevenzione e la cultura siano strumenti potenti per migliorare la realtà.

A Serino, dunque, la prevenzione ha superato il significato di una visita o di un semplice consulto: è diventata un segno di cura, responsabilità e vicinanza. Un modo concreto per ricordare quanto sia importante ascoltare il proprio corpo, imparare a conoscersi, scegliere con maggiore lucidità e comprendere che la salute, quando viene condivisa, può trasformarsi in cultura, educazione e senso profondo di comunità.

In questa prospettiva si inserisce la figura del dottor Aniello Manzo, presenza stimata nel territorio serinese, capace di coniugare preparazione, attenzione umana e autentica dedizione verso le persone. Il suo percorso trova espressione anche all’interno dell’Associazione Sportiva A.S.D. Body Center Club, una realtà che dal 1985 accompagna intere generazioni nel rapporto con il movimento, la palestra e la cura del proprio equilibrio quotidiano. Una passione, quella per lo sport e per la salute psicofisica, che sembra appartenere a un vero e proprio gene di famiglia! Infatti, anche la sorella, la dottoressa in psicologia e specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale Daniela Pia Manzo, occupa un ruolo centrale all’interno dell’Associazione. Maestra di danza, con sensibilità e competenza, segue ed esercita le proprie competenze in uno dei percorsi più amati: quello di danza classica e moderna, spazio in cui il corpo non è soltanto tecnica, ma linguaggio, crescita, disciplina e armonia interiore.

Da questo incontro tra professionalità, passione e radici nasce il confronto tra il dottor Aniello Manzo e MediaVox Magazine, volto ad approfondire il valore della prevenzione, il ruolo dell’alimentazione e l’importanza di promuovere una comunità sempre più consapevole, partecipe e attenta alla qualità della vita.

L’INTERVISTA 

Quanto è importante oggi la prevenzione nel prendersi cura di se stessi, soprattutto attraverso l’alimentazione? La prevenzione oggi ha un valore centrale, perché rappresenta il primo vero gesto di responsabilità verso se stessi. Spesso si tende a pensare alla cura del corpo soltanto in termini estetici, ma in realtà l’immagine riflessa allo specchio è solo una parte del discorso. È vero, sentirsi meglio fisicamente può incidere sull’autostima, sulla sicurezza personale e sul modo in cui ci rapportiamo agli altri; tuttavia, il punto più importante resta sempre la salute. Una corretta alimentazione, associata a una giusta attività fisica, permette al corpo di lavorare meglio, di sostenere le energie quotidiane, di migliorare la qualità del riposo, la concentrazione, il metabolismo e il benessere generale. Non si tratta di seguire regole rigide o mode del momento, ma di costruire uno stile di vita equilibrato e sostenibile, capace di accompagnare la persona nel tempo. La prevenzione è fondamentale in ogni fase della vita: nei bambini e nei ragazzi, perché educa fin da subito a un rapporto sano con il cibo e con il movimento; negli adulti, perché aiuta a mantenere equilibrio, energia e consapevolezza; negli anziani, perché può contribuire a preservare la qualità della vita. Alimentarsi bene significa fornire all’organismo ciò di cui ha realmente bisogno, evitando gli eccessi e imparando ad ascoltare i segnali del corpo. In questo senso, il lavoro del nutrizionista non è soltanto tecnico, ma anche educativo: aiuta la persona a comprendere che il benessere non nasce da una rinuncia, ma da una scelta consapevole.

Quanto credi sia importante creare progetti culturali e sociali come quelli di Serino Humanitas? Credo sia estremamente importante, perché progetti come quelli promossi da Serino Humanitas dimostrano che una comunità cresce quando riesce a incontrarsi, confrontarsi e condividere conoscenza. L’informazione, soprattutto quando è accessibile e vicina alle persone, diventa una forma di educazione sociale. Non riguarda soltanto la salute, ma anche il modo in cui ciascuno impara a sentirsi parte di un territorio, di una rete, di una realtà che accoglie e valorizza. Serino Humanitas ha il merito di creare momenti concreti di aggregazione, portando al centro temi diversi ma profondamente collegati tra loro: prevenzione, inclusione, solidarietà, cultura, ascolto, sensibilizzazione. Sono iniziative che non restano sulla superficie, perché permettono alle persone di partecipare, fare domande, ricevere risposte, sentirsi considerate. In questo senso il lavoro di Laura è straordinario, perché riesce a trasformare un’idea in un’occasione reale di comunità. Sono felice che abbia pensato a me e che abbia voluto coinvolgermi in un progetto che sento molto vicino anche alla mia visione professionale. Una comunità cresce quando si collabora, quando si costruiscono ponti tra generazioni, competenze e sensibilità diverse. Cresce quando i professionisti mettono il proprio sapere al servizio degli altri e quando le associazioni diventano luoghi vivi, capaci di generare fiducia. La prevenzione, portata dentro un contesto sociale e culturale, assume un valore ancora più forte, perché non parla soltanto al singolo individuo, ma all’intera collettività. È proprio in questi momenti che un territorio dimostra di essere presente, unito e capace di guardare al futuro.

La Dieta Mediterranea è ormai entrata a far parte del patrimonio dell’UNESCO. Credi sia la migliore da associare all’attività fisica? Da italiano, sono certamente un grande estimatore della nostra cucina e credo che la Dieta Mediterranea rappresenti un patrimonio straordinario, non solo dal punto di vista alimentare, ma anche culturale. È impareggiabile per qualità delle materie prime, varietà degli alimenti, equilibrio delle preparazioni e ricchezza della tradizione. Parliamo di un modello che valorizza prodotti semplici ma preziosi: olio extravergine d’oliva, cereali, legumi, frutta, verdura, pesce, carni bianche, erbe aromatiche e una grande attenzione alla stagionalità. Il riconoscimento dell’UNESCO conferma proprio questo: la Dieta Mediterranea non è soltanto un insieme di cibi, ma un modo di vivere, di condividere, di stare a tavola e di costruire relazioni. È una cultura dell’equilibrio, della misura, della convivialità e della qualità. Associata all’attività fisica, può rappresentare sicuramente una base eccellente per sostenere il benessere psicofisico, perché offre nutrienti importanti e permette di costruire piani alimentari completi, sostenibili e personalizzabili. Allo stesso tempo, non rinnego la novità e provo curiosità anche per altre cucine. Variare fa bene, perché ci permette di scoprire sapori diversi, ampliare la nostra educazione alimentare e trovare un equilibrio più ricco. La varietà, quando è gestita con consapevolezza, aiuta anche ad apprezzare ancora di più ciò che amiamo davvero. Il punto, però, è non cadere mai nell’improvvisazione: ogni persona ha esigenze differenti, obiettivi differenti e risposte metaboliche differenti. Per un benessere psicofisico stabile è necessario un percorso serio, che preveda una valutazione personalizzata, un’alimentazione equilibrata, un allenamento mirato e, quando realmente utile, anche il supporto di un’integrazione adeguata. Non esiste un modello unico valido per tutti. Per questo è fondamentale rimanere aggiornati, utilizzare strumenti e tecniche innovative, leggere il corpo nella sua complessità e accompagnare la persona passo dopo passo. Il risultato più bello non è soltanto vedere un cambiamento fisico, ma assistere a una trasformazione più profonda: una persona che ritrova energia, fiducia, motivazione e un nuovo rapporto con se stessa.

Carmine Pelosi nasce ad Avellino il 28 novembre 1997. È scrittore, giornalista pubblicista, autore, editor, presentatore di eventi e direttore artistico. Laureato con il massimo dei voti in Lettere Moderne e in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, collabora con la rivista nazionale online MediaVox Magazine, per la quale realizza articoli, interviste, approfondimenti, comunicati e contenuti dedicati al mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e delle eccellenze italiane. Nel corso degli anni ha costruito un percorso che intreccia scrittura d’autore, giornalismo culturale, promozione territoriale e progettazione di iniziative di rilievo nazionale. Segue inoltre vari eventi culturali nazionali e internazionali, spesso legati al mondo del cinema, della musica, della moda, della scrittura e dell’arte, ed è spesso con le sue opere protagonista all’interno del Salotto Culturale di Casa Sanremo, contesto nel quale collabora attivamente a diversi progetti culturali. Nel 2022, con il romanzo di esordio Hirundo: il racconto di un volo, è risultato tra i dieci finalisti di Casa Sanremo Writers, ricevendo una menzione speciale da parte della presidente di giuria Laura Delli Colli. Ha pubblicato successivamente i romanzi Il fantasmagorico Adam Cat e Cinque Anime al Ritz Paris con Guida Editori, opere prescelte in palcoscenici di rilievo nazionale e capaci di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e attenzione da parte della stampa e della critica. È inoltre autore, insieme a Gigliola Scala, del romanzo Sulle punte dell’Anima, impreziosito dalla prestigiosa prefazione dell’étoile Giuseppe Picone, dedicato al mondo della danza ed edito da Casa Sanremo Edizioni. Tra le sue opere figurano anche Un viaggio Magnifico e Il destino di uno scrittore a Parco dei Principi, entrambi editi da Casa Sanremo Edizioni; ha inoltre curato diversi libri pubblicati dalla stessa casa editrice. Nel novembre 2025 ha presentato Un viaggio Magnifico nella Sala Dante del St. Regis Florence in occasione dell’inaugurazione della IV edizione del Festival Il Magnifico. Accanto all’attività letteraria e giornalistica, svolge un ruolo attivo nella valorizzazione culturale del territorio ed è ideatore, insieme all’amico e artista Sabino Matta, dell’evento Natale in Codice e di altre iniziative che si distinguono come motore di cultura, identità e promozione del territorio nel panorama locale e nazionale.