Da dove viene Babbo Natale?

Per chi vuole sapere quando è nato Babbo Natale: è nato nel 1931, dunque è solo vecchio, non vecchissimo come la fantasia dei bimbi (e anche degli adulti creduloni), può ritenere.
Ed è curioso che tale panciuto signore che lascia ai bimbi regali portandoli su una carrozza trainata da otto renne e facendoli scivolare attraverso la canna del camino, debba i suoi natali alla Coca-Cola, e ciò sembrerebbe proprio vero.

Un pubblicitario americano di Chicago, illustratore e pittore, di nome Sundbolm, inventò Babbo Natale per pubblicizzare questa bevanda, infatti non a caso i colori del vestito del Babbo e quelli della Coca-Cola sono gli stessi.

Questa radice poco ortodossa, ha fatto sì che negli ultimi anni in nazioni come l’Austria e la Germania si sviluppassero campagne anti Babbo Natale, ritenuto per le sue origini simbolo del consumismo, proprio come la Coca-Cola. Tali campagne desiderano ridare spessore ed importanza a Babbo Natale rapportandolo principalmente al culto di San Nicola.
Sundbolm in realtà aveva tratto ispirazione da una poesia prima ritenuta anonima e successivamente attribuita al poeta newyorchese Clement Clark Moore, che la pubblicò nel 1921 (secondo altri invece Moore l’avrebbe copiata dall’olandese Hilury Livingstone, che l’aveva pubblicata già nel 1804). Ciò che più interessa, è che questa famosissima poesia delinea la fisionomia di Babbo Natale così come è oggi: un omone con la barba bianca, le guance rosse, il naso color ciliegia, con indosso una pelliccia, in spalla un grande sacco. Una figura buona e carismatica, che viaggerà in fretta verso l’Europa.
Anche accreditando la nascita di Babbo Natale al 1931, è altresì risaputo che su di lui si narrano numerose storie, anche antichissime.


Il nome americano di Babbo Natale, Santa Claus (cioè San Nicola), deriverebbe da un uomo ricchissimo, vissuto nel IV secolo nella città turca di Myra e dotato di una grande generosità sin da quando era bambino. Quando divenne vescovo, il vescovo San Nicola (le cui spoglia furono secoli dopo trafugate e portate a Bari per dare lustro alla città, di cui divenne patrono), egli volle raggiungere la casa di tutti i bimbi che non potevano andare in chiesa e stabilì che ogni religioso portasse loro un regalo.


Il più grande regalo di Natale della storia, è senza dubbio la statua della libertà, donata dai francesi agli americani in segno di amicizia proprio nel giorno di Natale.


Oggi Santa Claus, nata dal Santo protettore di studenti, fanciulli, marinai e ragazze da marito, si festeggia davvero in tutto il mondo, sia pure con date diverse, persino in Africa.
E nel festeggiarlo, tanto c’è di tradizione comune, soprattutto nei paesi del nostro occidente e in America, tanto c’è di cose curiose e singolari.
La più singolare di tutte, mi è parsa la tradizione spagnola della Catalogna, dove realizzano un presepe tradizionale, in cui ogni statuina sta al suo posto con una sola eccezione: tra le altre, è presente un caganer, cioè un piccolo Babbo Natale con le braghe abbassate che fa proprio lì i suoi bisogni. Che significato abbia questa cosa non si sa bene, forse un significato benaugurale. Simboleggerebbe la fertilità della terra, concimata per propiziare l’anno successivo. Questa statuina, accettata anche a livello religioso, ancora oggi è molto utilizzata. A volte il Babbo Natale caganer è sostituito da un cantante o un calciatore.

In Italia Babbo Natale lascia i regali sotto l’albero, in Francia nelle scarpe dei bambini. Ai bimbi spagnoli i regali sono consegnati non da Babbo Natale, ma dai Re Magi, quindi dovranno aspettare il 7 gennaio, ma con dolci e caramelle si portano avanti, in quanto la vigilia di Natale ricevono un cagatìo, cioè un tronchetto con faccia da monello e cappellino rosso, che essi cantando devono picchiare con un bastoncino, per fargli cagare i regali. Se cantano e picchiano bene, la mattina dopo riceveranno in dono leccornie.
E queste leccornie sono forse gli unici regali che assolvono il loro compito: essere mangiati. Invece i giocattoli, il più dei giocattoli, si è calcolato che vivranno massimo sino a marzo.

In paesi come Germania, Austria, Ungheria, esiste anche un Babbo Natale cattivo, detto Krampus, dall’aspetto orribilmente peloso, che s’incarica di spaventare i bambini ritenuti monelli, mettendoli nel suo sacco o incatenandoli per portarli all’inferno. Nel periodo natalizio in questi paesi ci sono adulti che si travestono da Krampus e vanno in giro per intimidire i piccoli.


In Italia diciamo Babbo Natale, e negli altri paesi?

Oltre all’americano e inglese Santa Claus, nei paesi nordici, Nonno Gelo; in Olanda, Sinterklauss; in Portogallo Pai Natal; in Brasile Papai Noel; in arabo Baba Noel; in persiano Babà Noel; in turco Noel Baba.
La mia ricerca finisce qui, avendo appurato che Babbo Natale in ogni lingua è pronunciato con dolcezza di suono.



Medico Pediatra, scrittrice, editor, giornalista pubblicista. Da anni si occupa della parola, con un percorso trasversale che va dalla poesia alla narrativa, drammaturgia, saggistica. Ha al suo attivo numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Solinas per il suo fantasy ‘Una magica magia’. L’ultimo libro pubblicato, ‘Il mio primo sole’, edito Oèdipus, narra la sua storia e quella del suo paese. www.normadalessio.it